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FRANCO FREDA

“ Di fronte al caos della modernità, unica salvezza è la forma”
Dice no alla razza, rinnega la razza l’individuo dell’anti-razza: il
bastardo nemico dell’uomo.
Chi, avendo subito la deformazione dell’anima e lo sfiguramento del
corpo, avversa le proprie origini, è un degenerato che attenta la
propria razza: un autore potenziale di genocidio.
Dice si alla razza, afferma la razza l’uomo di razza a qualsiasi
razza risulti assegnato dalla provvidenza universale.
Chi senta vivere dentro di sé come radici arcaiche i fondamenti
della comunità razziale cui appartiene è razzista.
Chi afferma il vincolo che lo richiama alla propria razza, lo
avverte con i sentimenti lo testimonia con i pensieri, lo rafforza
con le opere è razzista.
Razzismo significa non disprezzo delle altre razze ma fedeltà alla
propria razza, riconoscimento della specifica forma di vita che lo
segna, rispetto di tutti i nessi, interiori ed esteriori, superiori
e inferiori che la ordinano.
No alle sue masse degenerate, ma alle compagini spiritualmente ed
eticamente più pure della razza bianca va riconosciuto il compito di
ordinare, attraverso la disuguaglianza delle razze, e di governare,
mediante la differenza delle stirpi, il movimento di unificazione
complessiva del genere umano.
Se l’unità organica del genere umano è il fine di quest’ordine
giustificato dalla autorità e garantito dal predominio di questi
nuclei-guida della razza bianca– l’obiettivo avversario è la
dissoluzione della totalità negli individualismi, il genocidio
progressivo dei popoli mediante l’alterazione dei propri caratteri
materiali e ideali, la degradazione delle comunità etniche che
popolano la terra nelle masse informi che infestano il pianeta: il
dirazzamento del genere umano attraverso lo snaturamento delle
specie etniche e l’annientamento delle specificità culturali.
Privare il vertice della razza bianca della sua funzione guida, di
capo nel corpo del genere umano, indicendo con gli inganni più
diversi a capitolare, ad abdicare alla sua egemonia, significa
negare lìodine e affermare il caos mortifero tra le razze umane–
soprattutto tradire le nostri stirpi.
Equivale a consegnare il complesso della loro storia, la complessità
della loro fisionomia etnica e culturale, di sangue e di anima, al
pervertimento cosmopolita. Alla perversione della finanza
mondialista, all’infezione del male universale.
Franco Freda
Erwin@thule-toscana.com |