|
ANTICLERICALE
La sezione contiene fatti - foto
- vignette - considerazioni attinenti all'anticlericalismo. Viene
usato materiale preso dalla rete e considerazioni nostre. Siamo
disponibili ad accettare collaborazioni gratuite.
IMBROGLI CRISTIANI, anzi:
CRIMINALITA' CRISTIANA
PREMESSA: CI IMPORTA NULLA DELLA RELIGIONE CRISTIANA, ANZI DELLE
RELIGIONI. PONIAMO ALLA LETTURA DEI NAVIGATORI ALCUNE CONSIDERAZIONI
CHE RITENIAMO INTERESSANTI PER CAPIRE MEGLIO L'IMBROGLIO DELLE
RELIGIONI MONOTEISTE.
Erwin.
Quasi tutti i testi sacri sono stati scritti sotto falso nome
d'autore, questa falsificazione ha percorso tutta l'antichità e fino
al medioevo cristiano, della falsificazione fanno parte anche la
donazione di Costantino e le false decretali pseudoisidoriane.
Falsi letterari esistevano presso greci, romani, indiani, egizi,
persiani ed ebrei, la falsificazione era nella consuetudine,
favorita dalla credulità della gente, perché il lettore era privo di
senso critico e di malizia, perciò facile da fuorviare, si
definiscono testi pseudoepigrafici quelli scritti sotto falso nome.
Oggi le falsificazioni storiche e politiche non si servono di falsi
autori ma di firme note, si limitano a manipolare le notizie, a
omettere le notizie e a fare disinformazione.
La falsificazione o contraffazione presuppone l'idea di proprietà
intellettuale e d'autenticità dell'opera dell'ingegno che
nell'antichità non era tutelata come oggi, così numerosi scritti
religiosi, grazie all'impostura della religione, sono entrati nella
storia delle religioni sotto falso nome.
Con il fine di fare di dare autorevolezza alla propria propaganda,
vi era il costume di porre gli scritti religiosi sotto l'autorità di
nomi celebri, per dare maggiore risalto alle proprie opinioni,
mentre il vero autore rimaneva in ombra. Del resto oggi c'è l'utile
e la vanità della proprietà intellettuale, mentre allora non
c'erano.
Oggi si parlerebbe di truffa letteraria, della quale però
l'antichità non aveva regolamentazione giuridica, infatti, la
legislazione antica non proteggeva la proprietà letteraria, ma solo
il manoscritto. Forse da questo costume antico è nata anche la
pseudonimia moderna, che si ha quando l'autore usa un altro nome o
un nome d'arte, ma non per nascondersi. Comunque, in passato, a
volte i falsi servivano anche a legittimare altri falsi.
Presso i romani, la falsificazione letteraria non era diffusa, però
nel 181 a.c. a Roma si scoprirono dei falsi di Numa Pompilio, anche
il medico Galeno (129-199) scoprì dei falsi sotto il suo nome, nel
1583 a Venezia fu rinvenuto un falso letterario attribuito a
Cicerone, pare inoltre che Solone avesse interpolato un verso
dell'Iliade, per consolidare le sue pretese sull'isola di Salamina.
Come succede oggi con i falsi museali, anche allora con i falsi si
faceva profitto, certi testi, anche se falsi, acquistavano anche
valore e soddisfacevano le richieste delle biblioteche, come quelle
d'Alessandria e Pergamo.
Poi si crearono falsi a vantaggio di una causa e di un partito o per
la propagazione della fede, a volte, invece di falsificare interi
libri, s'interveniva su opere autentiche con interpolazioni,
mutilazioni, correzioni o inserendo note nel testo, questa sorte la
ebbero anche opere già nate false.
L'uomo è pervaso di paura e insicurezza verso la natura, passò dall'animismo,
al culto degli antenati, al politeismo e al monoteismo, la
credulità, alimentata dai persuasori occulti, fa il resto, infatti,
Pausania ebbe ad affermare che non è facile convincere la gente del
contrario di ciò che essa è abituata a credere, anche a causa delle
pregiudiziali opzioni ideologiche, di partito o di fede.
In oriente e nel Mediterraneo era diffusa l'idea che Dio si era
rivelato con leggi scritte, un'idea poi mutuata da ebraismo,
cristianesimo e Islam. Per superare le assurdità e il caos delle
religioni, il faraone Amenofi IV (1364-1347 a.c.) cercò di
sostituire il politeismo con il culto del dio sole o Aton, da cui
sembra che derivò l'Adonai degli ebrei reduci dall'Egitto, comunque,
anche in Egitto prosperò la falsificazione religiosa e storica,
naturalmente a vantaggio di alcuni faraoni contro altri faraoni
deceduti.
Diceva Quintiliano, retore romano, che era impossibile confutare ciò
che non era mai esistito e che era oggetto di fede, nell'antichità,
per motivi religiosi e politici, si falsificavano anche gli oracoli
e si dichiarava di aver assistito a portentosi segni divini.
Ciò malgrado, parecchi antichi ritennero gli oracoli trucchi e
imbrogli, le falsificazioni dei greci furono superate da quelle
fatte dagli ebrei sulle loro scritture e questi furono superati dai
cristiani, tra i cristiani, nella battaglia per la fede, in pratica
per il potere, l'accusa di falso fu lanciata da tutte le sette
contro tutte le altre.
Le scritture sacre, o ispirate da Dio, videro per la prima volta la
luce in Cina, in India e in Egitto, la letteratura sacra ebraica
vide la luce dopo la cattività babilonese (6° secolo a.c.), mentre
il canone ebraico fu fissato nel 100 d.c., ad esso si legarono anche
i protestanti che rigettarono i libri deuterocanonici dei cattolici,
mentre tra i cristiani, molti gnostici rigettarono tutto il vecchio
testamento in blocco.
La bibbia ebraica fu proceduta dalla tradizione orale e da altri
libri smarriti, come il "Libro degli svegliati", "Il libro delle
guerre di Geova" e "Lo scritto del profeta Iddio", citati nel
vecchio testamento, anche il nuovo testamento cristiano fu preceduto
dalla tradizione e da diversi vangeli, arrivati a noi incompiuti o
in alcuni brani, perché distrutti dall'opera censoria della chiese
cattolica.
L'esistenza degli antichi patriarchi ebrei non è documentata da
nessuna parte, Erodono (V secolo a.c.) ignora totalmente Mosè,
l'unica fonte su di lui, come su Noè, su Abramo e Gesù è la bibbia,
non si conosce la tomba di Mosè, anche se i monaci cristiani di
Palestina tentarono di spacciarne una, com'è accaduto a Roma per la
tomba di Pietro.
I libri biblici sono stati attribuiti a personaggi eminenti delle
storie raccontate, però sono opera di più persone, restate anonime e
comunque legate alla casta sacerdotale, la chiesa cattolica ha
sempre combattuto la libertà in queste indagini e Pio XII nel 1906
sostenne la paternità di Mosè sul Pentateuco, che in realtà questa è
opera di più persone, che scrissero nel corso di più generazioni,
diverse da Mosè.
Nel vecchio testamento, come nel nuovo, ci sono strane ripetizioni e
contraddizioni, che si spiegano solo con generazioni d'autori
diversi, come una doppia storia della creazione, una doppia
genealogia di Adamo, un doppio diluvio, anche re Davide a volte non
sembra un personaggio storico, perché non è riportato sui testi
storici, perciò le opere letterarie attribuite a lui, come i salmi,
sono opera d'altre persone. La storia o mito di Davide assomiglia al
mito di Romolo.
Salomone fu un grande costruttore però, con le tasse e il lavoro
forzato portò Israele alla decadenza e alla divisione, nemmeno le
opere letterarie attribuite a Salomone sono opera sua, forse
nacquero in epoca ellenistica, perciò il suo libro, l'Ecclesiaste,
divenne canonico solo nel 96 d.c., a Salomone sono stati anche
attribuiti degli apocrifi.
Il libro di Giusuè è d'autore ignoto, databile nel VI secolo a.c.,
all'epoca dell'esilio babilonese, inoltre ha subito aggiunte e
rimaneggiamenti, il libro d'Isaia è stato prodotto da diversi autori
e fu completato nel 180 a.c., la maggior parte nacque sotto
Alessandro Magno (336-323 a.c.), il libro d'Ezechiele fu
rimaneggiato e solo un quinto appartiene ad un autore originale.
Il libro di Daniele fu composto al tempo di Antioco Epifanie (164
a.c.), mentre Daniele era vissuto nel VI secolo a.c. alla corte di
Babilonia, il suo libro è l'apocalisse più antica e un'evoluzione
dell'escatologia ebraica.
I libri apocalittici degli ebrei sono stati composti da autori
sconosciuti e poi attribuiti ad altri, come i falsi artistici,
riportano sogni, estasi, rapimenti e catastrofi, anche i libri di
Baruch sono falsi, furono redatti mezzo millennio dopo l'esistenza
del profeta Baruch e finiti nel 50 d.c. Le falsificazioni
avvenivano, malgrado l'avvertimento che falsificare la bibbia era un
delitto.
Anche gli oracoli sibillini e le profetesse greche invasate
raggiravano i credenti, i 14 libri degli oracoli sibillini furono
falsificati, poi, come gli ebrei si richiamavano alla sibillistica
pagana, i cristiani si richiamarono a quell'ebraica.
Anche i libri cristiani, apocrifi o canonici, furono interpolati e
rimaneggiati, la sofisticazione doveva sostenere una fede e
confutare gli avversari, le falsificazioni nacquero fin all'inizio e
non cessarono mai, anche se qualcuno, per accertare i fatti, ha
tentato di risalire alla fonte, perché si crede che l'acqua più pura
sgorga alla fonte, non sa però se ciò valga per la religione,
inoltre quest'opera è impossibile perché ci mancano gli originali.
La storicità di Gesù non è attestata né da Svetonio, né da Plinio il
Giovane, né da Filone e né da Giusto di Tiberiade, l'unica fonte è
il nuovo testamento. Gesù credeva all'imminente fine del mondo, per
lui la sua generazione doveva essere l'ultima, dopo la morte di Gesù
si attese il suo ritorno, egli non venne ed al suo posto s'installò
la chiesa. A volte sembra che il cristianesimo si sia prodotto nella
tradizione, senza un'esistenza provata di Gesù.
Per tutto il II secolo non ci fu canone fisso dei vangeli, ogni
chiesa aveva il suo vangelo e i racconti sulla vita di Gesù,
Marcione accoglieva solo il vangelo di Luca e le lettere di Paolo.
Il primo libro dei giudeo-cristiani fu il libro degli ebrei,
Clemente d'Alessandria, morto nel 215, usava indifferentemente il
vangelo degli egizi, quello degli ebrei ed i vangeli canonici.
Dopo diversi concili, nel IV secolo fu fissato il canone cattolico
ed il concilio di Trento del 1546 confermò definitivamente il
canone. Non possono essere ispirati i vangeli, perché sono pieni di
contraddizioni, i cristiani dopo le scritture, presero a falsificare
anche le risoluzioni conciliari e i trattati, ciò malgrado, la
chiesa ha garantito l'autenticità dei testi e l'ispirazione divina
del canone.
Non possediamo l'originale di nessuno scritto della bibbia, il più
antico libro di Marco è stato scritto in lingua latina, che Marco
non conosceva, però sono arrivati a noi frammenti di papiri che
risalgono al III secolo a.c.
Anticamente i libri erano manoscritti e i copisti, a volte, mentre
copiavano facevano delle manipolazioni o inserivano delle note nel
testo, anche per enfatizzare, ciò accadeva soprattutto nei primi
secoli dell'era volgare.
Le frodi ingannavano i lettori, anche perché questi libri erano
considerati ispirati, s'ingannavano i lettori sul nome dell'autore,
sul luogo e sul tempo della stesura e s'inventavano i fatti,
facendoli passare per rivelazioni.
I falsi furono fatti anche per creare una dottrina, per sostenere un
partito della chiesa e per dirimere una controversia, si facevano
falsi per dimostrare la fondazione apostolica di un vescovato, per
ampliare la proprietà di un monastero e nel IV secolo si produssero
anche false reliquie e false vite di santi, i falsi esaltavano una
dottrina e gettavano discredito sulla dottrina avversaria.
Solo di rado si conoscono i nomi dei falsari, il falsario si sentiva
inferiore al nome che usava, le contraddizioni bibliche dovrebbero
attestare la falsità delle testimonianze, come avviene nei
tribunali, accadeva che i falsificatori mettessero in guardia dai
falsi degli altri, altri giuravano di dire il vero, si servivano di
testimoni e, qualche volta, per avere credito, affermavano anche
qualche verità.
Le falsificazioni avvenivano a sostegno della fede, nel IX secolo si
presero a falsificare anche documenti papali, i quattro vangeli
all'inizio furono tramandati in forma anonima, poi la chiesa
dichiarò che quelli canonici risalgono agli apostoli.
Marco forse era un cristiano ex pagano, lo si riconosce dalla sua
polemica antigiudaica, forse il vangelo di Matteo fu opera di una
scuola intera, anche gli atti degli apostoli nacquero anonimi, il
quarto vangelo è opera non dell'apostolo.
Dionigi d'Alessandria, morto nel 265, negò che l'apocalisse fosse
opera dell'apostolo Giovanni, forse fu opera di Cerinto e di
Giovanni il Presbitero, anche se l'autore dell'apocalisse si firma
con il nome dell'apostolo e si presenta come testimone dei fatti.
Nemmeno le epistole di Paolo sono autentiche, soprattutto le lettere
a Timoteo, a Tito, quella ai Colossesi, anche se la seconda lettera
ai Tessalonicesi è firmata da Paolo, è stata manipolata la lettera
agli efesini e la lettera agli ebrei che, fino al IV secolo, non era
giudicata né apostolica, né canonica.
Le epistole cattoliche, attribuite a Pietro, Giovanni, Giacomo e
Giuda, solo nel IV secolo furono inserite nel canone, per Lutero la
I epistola di Pietro era contraffatta e nel 200 il canone Muratori
della chiesa romana non la menzionava, lo stesso canone non
menzionava le epistole II e III di Giovanni e l'epistola di Giacomo
che era respinta da Tertulliano, Origene e Lutero.
Le interpolazioni dei testi furono numerose tra i cristiani, per
esaltare Cristo e per far passare opinioni, le epistole di Paolo
furono rimaneggiate da Taziano, per motivi estetici, e da Marcione
per i contenuti.
Girolamo, per incarico di papa Damaso I (366-384), fece una
revisione delle bibbie latine e creò la Volgata latina, così facendo
modificò numerosi passi, però nel XVI secolo il concilio di Trento
dichiarò autentica la sua Vulgata.
La trinità era conosciuta nel mondo pagano, mancava nel
cristianesimo dei primi secoli e s'impose tra i cristiani nel IV
secolo, Gesù non aveva nessuna concezione trinitaria, per sostenere
la fede nella trinità, furono create le interpolazioni false di
Matteo e Giovanni, infatti, gli antichi manoscritti greci mancano
del passo di Giovanni I (5,7) che accenna al padre, al figlio ed
allo spirito santo.
Molte falsificazioni hanno influito, in maniera determinante, sullo
sviluppo della dogmatica della chiesa, sulla sua politica e sulla
sua storia, la scorta di documenti contraffatti è illimitata.
Tanti teologi antichi consideravamo apostolici molti libri poi
definiti apocrifi, ogni chiesa aveva il suo vangelo, a causa della
lotta per il primato e il potere, poi la chiesa definì non
autentiche o apocrife alcune scritture. E' anche vero che i concili
cercarono di mettere ordine al caos delle scritture e perciò, a tale
fine, dichiararono apocrifi alcuni scritti.
Anche gli apocrifi furono scritti da cristiani e servirono a
diffondere il cristianesimo, alcuni di essi furono rimaneggiati e
falsificati, a volta, alcuni falsi erano attribuiti ad avversari per
screditarli, tutti i santi dirigenti delle chiese si rinfacciavano i
falsi. Il vescovo Eustazio d'Antiochia accusò il vescovo Eusebio di
Cesarea di aver falsificato il credo di Nicea del 325, alcuni
apocrifi erano più antichi di scritti poi divenuti canonici.
Il vangelo dei nazareni aveva tratti in comune con il vangelo di
Matteo, come il vangelo degli ebioniti, che non credevano alla
nascita verginale di Gesù ed erano vegetariani. Nel vangelo degli
ebrei la madre era lo spirito santo, nei primi secoli circolarono
anche falsi attribuiti a Gesù, il vangelo apocrifo di Pietro,
scritto nel II secolo, fu scoperto solo nel 1886.
L'apocalisse di Pietro era commentata da Clemente d'Alessandria,
considerata ispirata da Metodio e inserita nel canone cattolico di
Muratori, alla pari dell'apocalisse di Giovanni. Nel IV secolo
nacque anche l'apocalisse di Paolo, che accennava ad una discesa di
Paolo all'inferno, di cui si descrivevano le pene, ad essa s'ispirò
anche Dante per scrivere la divina commedia.
Esistono anche vangeli attribuiti a Maria, nel protovangelo di
Giacomo si parla della fanciullezza di Maria, questo vangelo fu
accettato in oriente e rifiutato in occidente, la Didaché, o
dottrina dei dodici apostoli, fu scoperta nel 1883 e risale al
secondo secolo.
Le costituzioni apostoliche, in otto volumi, contengono dottrina,
diritto e liturgia, nacquero nel 400 in oriente, i primi sei libri
furono attribuiti agli apostoli, anche la professione apostolica di
fede del IV secolo conteneva il credo ufficiale attribuito agli
apostoli, forse il primo nucleo nacque alla fine del II secolo a
Roma.
Le storie o atti degli apostoli, sono apocrifi databili II e III
secolo, poi furono contraffatti, tra di essi, gli atti di Giovanni
furono respinti da Eusebio ed Agostino, questi scritti erano di
supporto alla campagna d'evangelizzazione, gli atti di Pietro
integravano la storia canonica degli apostoli e gli atti di Paolo
erano raccomandati da Origene ed Eusebio, gli atti di Pilato
nacquero per testimoniare l'esistenza storica di Gesù e per parlare
del suo processo.
Nel III secolo fu falsificato Clemente Romano, papa Zefiro (199-217)
produsse un falso trattato attribuito a Tertulliano, anche Attanasio
fu falsificatore e scrisse un'opera di tendenza antiebraica, il
vescovo Apollinare scrisse sotto il nome d'Attanasio, inoltre sotto
il nome di Ambrogio esistono molti falsi.
E' falso il carteggio tra Girolamo e papa Damaso, è falso il Liber
Pontificalis, registro ufficiale dei papi che, fino ai papi del IV
secolo, non ha valore storico, esistono anche falsi attribuiti ad
Agostino, tra i falsificatori si cita Hieronymus Vignier, morto nel
1611, un oratoriano noto come falsificatore di documenti.
Tommaso D'Aquino fu sedotto da un falso attribuito a Dionigi l'Aeropagita,
il vero autore era, in realtà, un monofisita anonimo, la lettera di
Pilato rende testimonianza alla resurrezione e all'ascensione di
Cristo, perciò la chiesa copta venera Pilato come santo.
I cristiani fecero carte false per dimostrare il parto virginale di
Maria, contestato da ebrei e giudeocristiani. Nel II secolo prese
vita un carteggio tra Paolo e il filosofo stoico Seneca (4 a.c. e 65
d.c.), che fu poi dichiarato falso da Erasmo da Rotterdam, comunque,
grazie a questo falso, i primi cristiani giunsero ad annoverare
Seneca tra santi cristiani.
Nel 64 d.c. Nerone accusò i cristiani di aver incendiato diversi
quartieri Roma, forse i cristiani erano innocenti o forse l'incendio
non era doloso, Svetonio e Tacito accennano al processo ai
cristiani, questi fatti testimoniano la presenza a Roma di una setta
di cristiani, giudei o gentili convertiti, ma non dell'esistenza del
Gesù storico o dell'arrivo a Roma di Pietro.
I romani erano tolleranti in fatto di religione, esentarono gli
ebrei anche dal sacrificio a favore dell'imperatore, per due secoli
i cristiani non furono perseguitati, poi iniziarono le persecuzioni
e tanti, per sfuggire alla condanna, rinnegarono la loro religione,
fu Diocleziano (morto nel 313) che si accanì contro quelli che non
facevano il sacrificio all'imperatore.
Le persecuzioni iniziarono all'inizio nel 250, sotto l'imperatore
Decio, la chiesa però ha cercato di far credere che fino ad allora
la chiesa di Roma aveva avuto 11 vescovi martiri su 17, queste sono
leggende, questi primi papi non sono personaggi storici, mentre agli
inizi del IV secolo i papi, per sfuggire alle persecuzioni, erano
spesso apostati.
Il culto dei martiri cominciò nel III secolo, tra di loro vi erano
pochi vescovi che però, al sicuro, incoraggiavano gli altri alla
resistenza, incredibilmente la moglie di Pietro, Tecla, per
tradizione è considerata martire e santa, si afferma che le sue
presunte reliquie sono conservate a Milano.
Gli atti persiani dei martiri, che si presentano come storia vera e
non come una leggenda, narrano di torture e di morti cruente di
cristiani, in realtà i martini cristiani non furono molti, alcuni
furono fatti santi e di loro si parla nel Martirologo romano.
Secondo le cronache a noi tramandate, nei primi tre secoli questi
martiri sarebbero stati circa 1.500, ma forse sono stati meno,
Origene affermava che erano stati pochi e facili da contare. Ciò
malgrado si crearono falsi martiri e falsi episcopati sui loro nomi,
attribuendo ad ogni sede vescovile una discendenza apostolica, tutti
gli elenchi vescovili che contengono una successione apostolica sono
falsi.
I nomi dei vescovi romani sono incerti fino al 235, anche Bisanzio
seguì la strada di Roma e nel IX secolo fece risalire il suo
patriarcato all'apostolo Andrea, che così sarebbe divenuto il primo
vescovo di Costantinopoli.
La chiesa d'Alessandria aveva come capostipite Marco, le cui spoglie
furono poi trafugate dai veneziani, la lista alessandrina dei
vescovi fu accettata anche da Eusebio, in realtà, il primo vescovo
d'Alessandria fu Demetrio (189-231).
Corinto e Antiochia, in concorrenza con Roma, dicevano di aver avuto
come primo vescovo Pietro, in realtà il primo vescovo di Roma fu un
certo Lino, la successione apostolica di Antiochia fu inventata nel
III secolo da Giulio Africano.
La successione apostolica della chiesa armena era fatta risalire a
Taddeo e Bartolomeo e, a volte, a Cristo stesso, invece il primo
vescovo d'Edessa fu Kune, morto nel 313. Nel IV secolo si parlava di
una lettera di Gesù caduta dal cielo, che serviva a dimostrare che
la resurrezione di Gesù era avvenuta, con il tempo queste lettere
celesti divennero sempre più frequenti.
La lotta tra i vescovadi d'Aquileia, Ravenna e Grado fu accompagnata
da documenti falsi, con i falsi, Barnaba diventò primo vescovo di
Milano, in Gallia nel V secolo Arles mirava alla supremazia su
Marsiglia, Narbona e Vienne, perciò si affermò che la sede vescovile
di Arles risaliva al santo Trofimo, discepolo di S. Pietro, tutta
questa falsificazione era stata opera del vescovo Patroclo.
In Renania la città di Metz si richiamò a Clemente, Treviri ai
discepoli di Pietro, Magonza a Crescenzo, discepolo di Paolo, a
Treviri si falsificarono atti conciliari, per impedire che Colonia
divenisse sede metropolita. Tutti questi falsi ebbero un imprimatur
ecclesiastico, perché la chiesa arrivò a sostenere che dove c'era
una sede vescovile era passato un apostolo, un suo discepolo o un
successore di questo.
Nel IV secolo s'interpolarono i testi del II secolo, con il concilio
di Calcedonia del 451 si fabbricarono diversi falsi, nel IV secolo
le zuffe d'interesse tra monasteri e vescovadi portarono a
manipolazioni di documenti, con i falsi si promosse il culto di
santi, s'inventarono miracoli e reliquie.
Con i falsi si credeva di servire la religione, la missione
cristiana giustificava l'inganno, il fine santificava i mezzi, i
falsi erano bugie necessarie perché il popolo era fatto di bambini,
anche Platone sosteneva che si poteva utilizzare la menzogna a fin
di bene, anche Filone consigliava l'uso della bugia, per il bene
degli individui e della patria, forse è stato lui l'inventore della
propaganda di stato.
Aveva affermato Paolo: "Se a causa della mia menzogna si glorifica
Dio, perché io devo essere biasimato?", anche per Clemente la
menzogna e il raggiro si potevano usare a fin di bene, cioè per la
salvezza dell'anima, per Origene la menzogna poteva essere un
farmaco, perché anche Dio poteva mentire con lo scopo di realizzare
un piano di salvezza.
Giovanni Crisostomo sostenne la necessità della menzogna, sempre con
lo scopo di salvare l'anima, infatti, anche i medici, a volte,
ingannano i malati con i placebo e con la suggestione, con il fine
buono di portarli a guarigione.
Infatti, secondo Giovanni Cassiano di Costantinopoli, la bugia era
salutare come i farmaci, tra i vizi egli non citava l'inganno, anche
per Tommaso D'Aquino, per la causa del cattolicesimo, era lecito
ingannare e i gesuiti hanno condiviso l'idea che mentire sia utile
per una buona causa.
Gesù fece 38 miracoli, 19 di essi sono narrati solo da Marco, anche
l'apostolo Taddeo, secondo Eusebio, faceva molti miracoli, leggendo
i vari evangelisti, alcuni miracoli, a causa delle contraddizioni di
cui si è parlato, a volte sembrano fatti a favore di una persona a
volte a favore di più persone.
Nei tempi in cui erano di moda i vaticini e le divinazioni, tutti
credevano ai miracoli, per denigrare i miracoli al massimo si
potevano attribuire al diavolo, però alcuni dei miracoli attribuiti
a Gesù erano già stati fatti da altri, prima che egli nascesse.
Budda aveva camminato sull'acqua e placato le tempeste, a Babilonia
certi Dei rianimavano i defunti, il salvatore Asclepio, Osiride e
Attis resuscitarono dalla morte. Tutti credevano alle divinità
inviate dal cielo come redentori, salvatori e pastori, nati da una
vergine, le divinazioni profetiche e i vaticini avevano molto
credito.
Però sulle profezie si fecero delle forzature, i profeti ebraici
generalmente avevano scritto riferendosi al passato già
verificatosi, per la chiesa mille passi degli antichi profeti
avevano già parlato di Gesù, in realtà, questi profeti si riferivano
ad altri personaggi. I prodigi dei profeti e di Cristo furono, con
il tempo, ampliati ed arricchiti, infatti, il miracolo si fonda
sull'esagerazione, perché per Dio niente è impossibile.
Dopo Cristo i miracoli furono attribuiti ai martiri cristiani che,
si narrava, avevano sopportarono coraggiosamente le torture, poi
questi santi continuarono i loro miracoli anche dopo la morte, dei
martini si conservarono anche le reliquie, a volte questi martiri
della tradizione non erano mai esistiti.
Dopo Costantino non ci furono più martiri cristiani, anche perché
ora era il cristianesimo a fare martiri, al posto loro vennero
monaci e asceti che facevano miracoli, non poteva esserci un santo
senza miracoli e chi li faceva era acclamato santo dal popolo, in un
secondo tempo, per la loro canonizzazione, ci volle la
certificazione dei loro miracoli da parte del papa, che così
accentrava sempre più funzioni e poteri, mentre fedeli e vescovi ne
erano esclusi.
Si credeva che i poteri taumaturgici del santo deceduto fossero
conservati nelle ossa del suo scheletro, perciò delle ossa di santi
si faceva incetta e mercato, tuttavia si alzò qualche voce critica e
Benedetto XIV (1740-1758) dichiarò solennemente che l'inserimento di
un nominativo nel Martirologo romano, non dimostrava assolutamente
la santità del soggetto.
Allora si diceva che San Benedetto aveva fatto sgorgare l'acqua
dalla roccia, che fece resuscitare due persone e fece camminare
sull'acqua un suo discepolo, si credeva che anche Agostino fece
resuscitare un morto. Nel medioevo, oltre ai miracoli salutari, si
credeva anche ai miracoli punitivi dei santi cristiani, una specie
di magia nera, in certi vangeli apocrifi anche Gesù bambino aveva
fatto miracoli del genere.
Fino al quinto secolo si veneravano i santi ma non Maria, poi anche
Maria ebbe santuari, venerazione e fece miracoli, per il popolo
certe invenzioni mitiche avevano il peso della verità, inoltre per
gli antichi non si faceva distinzione tra romanzo storico e storia
vera, come non si faceva distinzione tra storia e leggenda. Questa
credulità fruttò alla chiesa credito, potere e ricchezze.
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |