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PERSONE
Nella sezione vengono presi in
considerazione persone , fatti a loro riconducibili, che sono degni
di nota.
Sono utilizzati personaggi pubblici veri, che a vario titolo, o
senza, sono alla ribalta della cronaca quotidiana.
L’ordine è casuale
ENRICO FERMI il
perchè della sua emigrazione.
Nel gennaio del 1937 Fermi rimane privo del sostegno politico e
scientifico di Corbino, che muore all'improvviso di polmonite. La
sensazione della fine di un'epoca viene profondamente avvertita da
tutti i membri dell'Istituto e in effetti il cambio di direzione
dell'Istituto - il successore di Corbino è Antonino Lo Surdo, e non
Fermi, come ci si sarebbe aspettato - e la situazione politica, che
si sta deteriorando rapidamente, fanno presagire la catastrofe
imminente. Nel frattempo Fermi riesce a far approvare insieme a
Domenico Marotta, direttore dell'Istituto di sanità pubblica, una
proposta per realizzare un acceleratore del tipo Cockcroft-Walton da
1 MeV, in grado di accelerare particelle fino a un'energia di un
milione di Volt. Nel giugno del 1937 Fermi e il suo gruppo
realizzano un prototipo in scala ridotta, da 200 keV, nei locali
dell'Istituto di Fisica che nel frattempo si è trasferito da via
Panisperna alla nuova città universitaria. L'acceleratore da 1 MeV
verrà completato due anni dopo, quando Fermi ormai avrà lasciato
l'Italia. Nel gennaio dello stesso anno Fermi presenta al CNR una
dettagliata proposta per la costituzione di un Istituto nazionale di
radioattività, nella quale fa notare come l'Italia, che fino a quel
momento ha avuto una posizione preminente in questo campo di
ricerca, stia perdendo decisamente terreno rispetto ai laboratori
dotati di macchine acceleratrici che forniscono sorgenti artificiali
di neutroni la cui intensità è "migliaia di volte superiore a quelle
ottenibili partendo dalle sostanze naturali" e prosegue: "E' chiaro
come queste circostanze rendano vano pensare a un'efficace
concorrenza con l'estero, se anche in Italia non si trova il modo di
organizzare le ricerche su un piano adeguato". Nel corso di una sua
visita a Ernest Lawrence nell'estate del 1937 Fermi esamina
concretamente la possibilità di realizzare in Italia un ciclotrone
"economico". Ma nel luglio 1937 muore improvvisamente Guglielmo
Marconi, che nella sua veste di presidente del CNR e dell'Accademia
d'Italia era stato un valido sostenitore del gruppo, nonostante le
sue numerose richieste per ottenere fondi per la ricerca non fossero
del tutto in consonanza con l'idea che Mussolini aveva riguardo al
ruolo della scienza nello Stato fascista.
1938
Il 25 marzo scompare misteriosamente Majorana nel corso di un
viaggio per mare da Palermo a Napoli
Nel maggio del 1938 il CNR respinge definitivamente la proposta di
Fermi per l'Istituto nazionale di radioattività adducendo la
limitata disponibilità di fondi e poco dopo gli assegna un
contributo che Fermi giudica del tutto insufficiente per realizzare
qualsiasi progetto, in particolare l'idea del ciclotrone. E'
evidente ormai che la più importante istituzione scientifica
italiana non è in grado di mettere a disposizione di Fermi e dei
suoi collaboratori i mezzi necessari per proseguire ricerche che
possano competere con quelle portate ormai avanti nei laboratori più
avanzati. All'inizio di settembre i coniugi Fermi decidono di
emigrare. Il 10 novembre Fermi riceve l'annuncio ufficiale del
conferimento del premio Nobel e decide di proseguire direttamente
per gli Stati Uniti dopo il soggiorno a Stoccolma per la cerimonia
di conferimento del premio. Nel corso dei suoi precedenti soggiorni
negli Stati Uniti Fermi aveva maturato una profonda simpatia per
quel Paese, come ricorda Emilio Segrè: "Lo attiravano i laboratori
attrezzati, gli abbondanti mezzi di ricerca, l'entusiasmo che
sentiva nella nuova generazione di fisici" e prosegue sottolineando
come la decisione di emigrare fosse "più l'esecuzione di un piano a
lungo meditato che una decisione improvvisa determinata dalle
circostanze". Il 10 dicembre Fermi riceve a Stoccolma il premio
Nobel per la fisica: "Per aver dimostrato l'esistenza di nuovi
elementi radioattivi prodotti dall'irradiazione mediante neutroni e
per la scoperta, legata alla precedente, delle reazioni nucleari
provocate da neutroni lenti". Ma nel frattempo una incredibile
catena di avvenimenti si era messa in moto: Otto Hahn, un valente
radiochimico, e Fritz Strassmann, esperto di analisi chimiche,
avevano individuato la presenza di bario radioattivo negli elementi
prodotti dal bombardamento con neutroni e il 22 dicembre 1938
inviano un articolo alla rivista Naturwissenschaften in cui
annunciano la scoperta. Nelle bozze della Nobel Lecture, Artificial
radioactivity produced by neutron bombardment [Radioattività
artificiale prodotta da bombardamento di neutroni] pubblicate nel
1939, Fermi aggiungerà una nota menzionando la scoperta: "E'
necessario riesaminare tutti i problemi relativi agli elementi
transuranici, considerandeo che molti di loro potrebbero rivelarsi i
prodotti della fissione dell'Uranio".
Un treno con vagoni-letto partì in direzione Firenze dalla stazione
Termini di Roma alle 21 del 6 dicembre 1938. Lungo il viaggio:
raggiunto il confine avrebbe attraversato la Germania fino al Mar
Baltico, qui i passeggeri avrebbero preso un traghetto per la
Svezia, dove un altro treno doveva portarli a Stoccolma.
Sul treno c'era Enrico Fermi con la moglie Laura, ebrea, e la sua
famiglia. Andava a Stoccolma, dove il 10 dicembre avrebbe ritirato
il premio Nobel per la fisica. E sapeva che non sarebbe più tornato
in Italia. Ne erano stati avvertiti in gran segreto gli amici più
cari e tra questi c'era Edoardo Amaldi, l'allievo prediletto.
Da queste brevi notizie di fonte non sospetta di simpatie verso il
regime Fascista,si può tranquillamente dedurre che
il Fermi lasciò l'Italia perchè affascinato dal mito americano dei
soldi facili e delle carriere veloci.
Decisivo fu poi il non essere stato promosso direttore di Istituto.
Non a caso colse l'occasione di espatriare nel momento in cui andava
a ritirare i soldi del premio Nobel per la fisica,
premio ottenuto per gli studi e ricerche effettuate in Italia (a
spese nostre) che gli valsero una cifra di 1 miliardo e
mezzo di lire a prezzi di oggi! Non male per potersene andare a fare
il mercenario della fisica in America, con la
possibile utilizzazione dei mezzi di sterminio ,derivati dalle sue
ricerche, anche contro il suo Paese di Origine!
La favola del suo allontanamento dall'Italia per paura di ritorsioni
verso la sua ebrea moglie cadono miseramente
nel vuoto, anche considerando le date di approvazione delle Leggi
Razziali Italiane e il suo espatrio , eppure per
decenni la storia ufficiale ci ha rifilato la solita tiritera dello
scienziato perseguitato e costretto alla emigrazione!
Una banale analisi dei fatti fa cadere la veste bianca che ricopriva
il "celebre fisico"...e come al solito resta l'uomo
nella sua nudità e miseria!
Uno in più che ha rinnegato la propria Patria!

foto tomba fermi....
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |