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PERSONE
Nella sezione vengono presi in
considerazione persone , fatti a loro riconducibili, che sono degni
di nota.
Sono utilizzati personaggi pubblici veri, che a vario titolo, o
senza, sono alla ribalta della cronaca quotidiana.
L’ordine è casuale
In ricordo di Reinhold Elstner
Per protesta contro la repressione della “Primavera di Praga” da
parte delle truppe sovietiche, lo studente Jan Palach si diede fuoco
dopo essersi cosparso di benzina il 16 gennaio 1969 in piazza San
Venceslao a Praga. Il suo suicidio divenne il simbolo mondiale della
lotta eroica di un popolo contro l’ occupazione straniera.
Dimostrazioni di massa si organizzarono dopo il sacrificio dello
studente. Nel suo zaino fu trovata una lettera che diceva: "Poiché i
nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della
rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di
scuotere la coscienza del popolo.
Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per
la nostra causa. Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è
mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia
umana. Noi esigiamo l'abolizione della censura e la proibizione di
Zpravy (il giornale delle forze d'occupazione sovietiche). Se le
nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21
gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente
a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una
nuova torcia s'infiammerà." Qualche settimana dopo, il 25 febbraio
1969 un altro studente, Jan Zajic, seguì l’esempio di Palach
immolandosi a Praga nella stessa piazza. Il ricordo di entrambi i
martiri fu proibito in Cecoslovacchia fino al 1989. Per protestare
contro la repressione della Chiesa nella DDR il 18 agosto 1976 il
pastore Oskar Brüsewitz si diede fuoco a Zeitz. Anche le sue
commemorazioni
furono proibite nella Repubblica Democratica Tedesca. Alain
Escoffier giovane militante del “Parti des Forces Nouvelles”, decise
di sacrificarsi a 27 anni seguendo l’esempio di Jan Palach e Jan
Zajic. Il motivo della sua protesta la richiesta di libertà per
l’Europa divisa ed occupata. Il 10 Febbraio 1977 Alain Escoffier si
uccise facendosi avvolgere dalle fiamme sugli Champs Elysées di
fronte alla sede dell’Aeroflot, la linea aerea russa. Per protestare
contro il “Niagara di menzogne” sulla storia del popolo tedesco di
media, classe politica e magistratura il 25 aprile 1995 alle ore 20
il pensionato Reinhold Elstner si diede fuoco sui gradini della
Feldherrenhalle di Monaco di Baviera. Settantacinque anni, laureato
in ingegneria, soldato sul fronte dell’est durante la seconda guerra
mondiale, dopo la perdita della conoscenza la sua agonia durerà
dodici ore. Aveva lasciato un appello al popolo tedesco in cui
riponeva le sue speranze. La commemorazione di Reinhold Elstner sarà
proibita nella Repubblica Federale Tedesca. La deposizione di corone
o mazzi di fiori nel luogo del sacrificio verrà vietata dalla
polizia con la patetica scusa che le manifestazioni alla
Feldherrenhalle o ad Odeonplatz possono evocare un preciso periodo
storico da rimuovere e condannare (vedi
http://www.d-direkt-deutschland.de/els.htm ). Le corone ed i fiori
già deposti saranno gettati
nei rifiuti per ordine delle autorità. La “giustizia” tedesca, cioè
quella dei vincitori, marchierà come “Volksverhetzung”(reato di
“sobillazione del popolo”) la lettera di Reinhold Elstner e ne
proibirà la diffusione. A oltre dieci anni dal sacrificio del
martire tedesco rendiamo onore alla sua memoria.
Nessun passo dei censori possa cancellare il ricordo di chi si è
sacrificato per la liberazione del suo popolo e della sua terra.
"Vivono eternamente le azioni gloriose dei caduti".Edda
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L’ultima lettera di Reinhold Elstner (1)
Tedeschi!
In Germania, in Austria, in Svizzera e in tutto il resto del mondo
nel mondo: per favore risvegliatevi!
50 anni di interminabile diffamazione, turpi menzogne e la
demonizzazione di un intero popolo sono abbastanza;
50 anni di ingiurie mostruose rivolte ai soldati tedeschi e di
degenerata complicità all’odio “democratico”, un ricatto permanente
che costa miliardi, sono più di quanto si possa sopportare;
50 anni di vendetta giudiziaria sionista sono sufficienti;
50 anni a cercare di creare spaccature fra generazioni di tedeschi,
criminalizzando i padri ed i nonni, sono troppi.
E’ incredibile ciò che dobbiamo sopportare in questo “anno del
giubileo”. Ci inonda un diluvio di menzogne e di calunnie simile
alle cascate del Niagara.
Dato che ho già 75 anni, io non posso più fare molto ma posso ancora
cercare la morte immolandomi; un’ultima azione che può fungere da
segnale per i tedeschi a recuperare le proprie facoltà mentali.
Se, attraverso questo mio atto, anche un solo tedesco si ridesterà,
ed a causa di esso ritroverà la strada della verità, allora il mio
sacrificio non sarà stato vano.
Ho sentito di non aver altra scelta dopo essermi reso conto che
oggi, dopo 50 anni, pare mostrarsi una tenue speranza che la ragione
prenda il sopravvento.
Come tutti i profughi, dopo la guerra io ho sempre avuto una
speranza, e cioè che quanto è stato concesso agli israeliani dopo
2000 anni, ovvero il diritto di tornare “in patria”, anche ai
tedeschi espulsi sarebbe stato accordato di tornare “a casa nel
Reich”. Che è successo alla promessa di auto-determinazione che fu
promulgata nel 1919 (2), quando milioni di tedeschi furono costretti
a vivere sotto un governo straniero?
Ancora oggi sosteniamo questi fardelli, ma siamo NOI i colpevoli di
tutte le malvagità!
Io sono un tedesco dei Sudeti. Avevo una nonna Ceca e da questo lato
anche dei parenti Cechi ed Ebrei, alcuni dei quali sono stati
detenuti nei campi di concentramento di Buchenwald (3), Dora (Nordhausen)
e Theresienstadt. Non ho fatto parte né della NSDAP né di qualsiasi
altro organismo Nazionalsocialista più innocente. Abbiamo sempre
avuto i migliori rapporti coi nostri parenti non tedeschi e, se
necessario, ci siamo aiutati a vicenda. Durante la guerra il
nostro negozio, alimentari e panificio, era responsabile
dell’assistenza (4) ai prigionieri di guerra francesi ed agli
Ostarbeiter (5) che vivevano in città. Tutti furono trattati
lealmente e ciò fece si che alla fine della guerra il nostro negozio
non venisse saccheggiato perché i prigionieri di guerra francesi lo
difesero finché non furono rimpatriati. I nostri parenti che erano
stati prigionieri nei campi di concentramento erano già a casa il 10
maggio del 1945 (due giorni dopo la cessazione delle ostilità), ed
offrirono il loro aiuto. Di particolare efficacia fu uno zio ebreo
praghese che aveva assistito all’orribile bagno di sangue causato
dai partigiani cechi fra i tedeschi rimasti nella capitale Ceca. Nei
suoi occhi si poteva ancora vedere l’orrore di quegli assassini a
sangue freddo, un orrore tale che, ovviamente, lui, ex-prigioniero
del Reich non aveva mai sperimentato durante la propria
carcerazione.
Sono stato un soldato della Wehrmacht del Grande Reich tedesco ed ho
combattuto, dal primo giorno, sul fronte dell’Est; poi laggiù ho
trascorso alcuni anni come prigioniero (6).
Ricordo bene la Kristallnacht del 1938 perché quel giorno incontrai
vicino alla sinagoga una ragazza ebrea in lacrime, una ragazza con
cui avevo studiato.
Ma fui ben più sconvolto quando, in Russia, vidi come tutte le
chiese erano state profanate, usate come stalle; vi ho visto i
maiali grugnire, le pecore belare, i macchinari strepitare; ma il
culmine fu vederle profanate come musei dell’ateismo. E tutto ciò
accadeva con l’attiva collaborazione degli ebrei, questa esigua
minoranza della popolazione, stretti collaboratori di Stalin, per
primi la cricca Kaganovich (7), sette fratelli e sorelle, assassini
di massa tali che i presunti killer della SS al confronto si possono
definire innocenti.
Dopo il “ritorno a casa” dalla prigionia (che beffa per un profugo!
(8)), sono venuto a conoscenza degli avvenimenti nei campi di
concentramento tedeschi ma, all’inizio, niente sulle camere a gas né
sulle gasazioni.
Al contrario, mi fu riferito che nei campi di Theresienstadt (9) e
Buchenwald (Dora) (10) c’erano perfino dei bordelli per i
prigionieri.
Quante menzogne ci hanno detto da allora!
Poi, in occasione dei “Processi di Auschwitz (11)”, e non solo a
quelli di Norimberga, Herr Broszat dell’Istituto di Storia
Contemporanea (12) dichiarò che la cifra dei famosi “sei milioni”
era solo un numero simbolico e che non c’erano prove di uccisioni di
massa entro le frontiere del Reich, anche con mezzi diversi dal gas;
nonostante che per anni siano state mostrate ai visitatori le mai
esistite camere a gas di Buchenwald, Dachau, Mauthausen (13) e così
via.
Bugie, nient’altro che bugie, fino ad oggi!
Ogni cosa mi divenne molto chiara dopo aver letto decine di libri
scritti da ebrei e da cosiddetti anti-fascisti. Inoltre, fui in
grado di attingere alla mia personale esperienza in Russia. Avevo
vissuto per due anni nella città ospedale (14) di Porchow, dove già
nel primo inverno, a causa dei pidocchi, era insorto il pericolo di
un’epidemia di tifo petecchiale, e tutti gli ospedali e gli
alloggiamenti della truppa furono disinfestati con quello che è
diventato il "K.Z. Gas" (gas da campo di concentramento), vale a
dire lo "Zyklon-B". Qui ho imparato a conoscere le misure
precauzionali più severe (15), sebbene non facessi parte delle
squadre addette al trattamento con gas degli edifici, tanto che devo
bollare come favole TUTTI i libri letti finora che contengono
affermazioni sulle uccisioni col gas nel Reich. Questo probabilmente
è anche il motivo per cui tutti i rapporti sui campi di
concentramento (16), dopo il 1945, sono “riconosciuti dai tribunali”
e non hanno bisogno d’essere provati. Ma anche qui le bugie hanno le
gambe corte. Sorprende comunque che, dopo che sono sparite le camere
a gas nei campi del Reich, nessuno ha notato come siano spariti
anche quelli che non sono più stati gasati.
Nel 1988 la televisione tedesca (17) presentò una trasmissione su
Baby Yar (18), in cui si affermava come qui la SS avesse
(naturalmente) ucciso 36.000 ebrei lapidandoli. Nel 1991 una certa
dottoressa Kayser scrisse una relazione per la rivista “TZ” di
Monaco dichiarando che quegli ebrei erano stati uccisi con armi da
fuoco, e che i loro corpi erano stati in seguito bruciati nel
profondo crepaccio. Alla richiesta di maggiori dettagli (19), la
dottoressa Kayser ha rimandato ad una libreria di Costanza che le ha
venduto il libro “Shoah von Baby Yar”. Il giorno in cui quel libro
giunse a casa mia, la TV tedesca trasmise un rapporto da Kiev che
raccontava delle scoperte di una commissione ucraina: a Baby Yar
erano stati rinvenuti i resti di circa 80.000 esseri umani
assassinati, tutti uccisi per ordine di Stalin (20) I Tedeschi non
ne erano affatto responsabili. Ma ovunque nel mondo si possono
ancora trovare monumenti a Baby Yar (21) che incolpano i tedeschi
per quegli omicidi (22).
A causa di quanto dichiarato da Herr Broszat, e cioè che siamo stati
ingannati sugli avvenimenti relativi ad una dozzina di campi di
concentramento situati all’interno del Reich, non credo più neppure
alle leggende e alle favole su quanto sarebbe accaduto nei campi
della Polonia. E non credo neppure alle accuse post-belliche che
dipingono noi tedeschi come una Nazione particolarmente aggressiva.
Dopo tutto, fu la Germania che mantenne la pace dal 1871 al 1914,
mentre l’Inghilterra e la Francia, le principali democrazie,
conquistarono la maggior parte dell’Africa ed estesero le proprie
colonie in Asia. Nello stesso periodo gli U.S.A. combatterono contro
la Spagna e il Messico, e la Russia guerreggiò contro Turchia e
Giappone. Su tali questioni io ritengo il governo degli Stati Uniti
particolarmente cinico poiché questo paese per ben due volte si è
avventato contro di noi per farci “maturare” verso la democrazia. E
questo è il governo la cui nazione ha sradicato gli abitanti
originari, ed ancor oggi tratta la propria popolazione nera come
cittadini di seconda classe.
Nella mia vita ho incontrato ebrei gentili e servizievoli non solo
fra i miei parenti ma anche fra i prigionieri di guerra in Russia. A
Gorki una professoressa ebrea mi aiutò a ristabilirmi quando mi
ammalai di pleurite ed ebbi problemi agli occhi. Ma ho sentito anche
cose molto brutte su questa piccola minoranza (23) Non fu proprio
Churchill a scrivere sul London Sunday Herald dell’8 febbraio 1920
(24) quanto segue?
“Dai giorni di Spartakus-Weishaupt (25) fino a Marx, Trotzky, Bela
Khun, Rosa Luxembourg e Emma Goldmann (26), esiste una cospirazione
mondiale occupata a distruggere la nostra civiltà e a ricostruire la
società sulla base di uno sviluppo frenato da una invidia malevola e
da un impossibile sogno di eguaglianza per tutti…Quella è stata la
fonte dell’opera di sobillazione del 19° secolo. Ed ora questa banda
di persone fuori dal comune, uscite dai bassifondi (27)
delle più grandi città d’Europa e d’America è infine riuscita ad
afferrare il popolo russo e, in effetti, a divenire gli indiscussi
dominatori di questo regno enorme. Non è necessario sopravvalutare
il ruolo che questi Giudei internazionali e per la maggior parte
senza Dio hanno giocato…nella nascita del Bolscevismo”.
Probabilmente si potrà ancora citare un vincitore del Karlspreis
(28).Nel XVIII secolo, Samuel Johnson (29) ha scritto: “Non so cosa
dovremmo temere di più, se delle strade piene di soldati abituati al
saccheggio, o stanze piene di scribacchini abituati a mentire”.
Considerando la nostra esperienza dopo il 1918 e dopo il 1945, noi
tedeschi dovremmo sapere cosa temere di più!
Monaco, 25 aprile 1995
Reinhold Elstner
Festen Mut in schweren Leiden,
Hilfe, wo die Unschuld weint,
Ewigkeit geschworenen Eiden,
Wahrheit gegen Freund und Feind,
Männerstolz vor Königsthronen.
Brüder, gält es Gut und Blut:
Dem Verdienste seine Kronen,
Untergang der Lügenbrut!
Friedrich von Schiller
Lügenbrut Ignatz Bubis 29 und Genossen
Fermo coraggio nella pesante sofferenza
Aiuto, dove l’innocente piange,
Eternità del giuramento prestato,
Verità di fronte ad amico e nemico,
orgoglio dell’uomo prima dei troni dei re.
Fratelli, valgono il Bene ed il Sangue:
chi merita la sua corona,
la disfatta della genia dei mentitori!
Friedrich von Schiller
Ignatz Bubis (30) genia dei mentitori ed i suoi confratelli
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La lettera di Reinhold Elstner in inglese, tedesco, gaelico e
spagnolo
English http://fpp.co.uk/online/02/03/Elstner_Letter.html
Deutsche http://www.vho.org/VffG/2000/2/Elstner131f.html
Gaeilge http://www.exterminationist.com/gaeilge.htm
Español http://www.vho.org/aaargh/espa/REultimacarta.html
Premessa di Harm Wulf. Le note, salvo diversa indicazione, sono a
cura del traduttore italiano F. R.
(1) Reinhold Elstner, nato nel 1920, ingegnere chimico in pensione e
veterano della Wehrmacht sul fronte dell’est, la mattina del 25
aprile 1995, a Monaco, salì lo scalone del Feldherrnhalle e, dopo
essersi cosparso il corpo di liquido infiammabile, si diede fuoco in
segno di protesta contro il "Niagara di menzogne" riversato sul suo
popolo. Inutilmente soccorso da alcuni presenti, morì dodici ore più
tardi. Elstner aveva scritto questa lettera aperta ai
giornali per spiegare il suo gesto ma la lettera fu ignorata dalla
maggior parte dei media.
(2) L’8 gennaio 1917 il presidente statunitense W. Wilson enumerò i
"famosi" quattordici punti ai quali si sarebbe ispirata la sua
azione nella futura conferenza per la pace, al termine della I
Guerra mondiale. Il quinto punto dice, fra l'altro: "...stretta
osservanza del principio che nel risolvere il problema della
sovranità gli interessi delle popolazioni in causa abbiano lo stesso
peso delle ragionevoli richieste dei governi..."; il decimo,
inoltre, recita: "Ai popoli dell’Austria–Ungheria, alla quale noi
desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere
accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo".
Nonostante questo -in linea con la mentalità menzognera statunitense
ed in spregio del principio dell'autodeterminazione dei popoli,
tanto sbandierato da Wilson- col trattato di pace di Saint-Germain
(1919) l’intera Boemia venne assegnata allo stato cecoslovacco: le
potenze vincitrici sacrificarono così, tout-court, il principio
delle nazionalità. Se si fosse proceduto secondo quest’ultimo
criterio, la Germania e in misura minore l’Austria, in quanto stati
confinanti, avrebbero beneficiato di una tale spartizione. Fu così
che, per la prima volta nella storia i tedeschi della Boemia si
trovarono al di fuori dei confini delle nazioni di lingua tedesca
(Austria e Germania) e divennero una minoranza linguistica nella
neonata Cecoslovacchia. Questa aberrante deroga al principio
dell’autodeterminazione dei popoli fu decisa come misura punitiva
nei confronti della Germania uscita sconfitta dal conflitto, del
quale quest’ultima era stata riconosciuta ufficialmente responsabile
dal Trattato di Versailles. In secondo luogo, le potenze dell’Intesa
avevano concepito la Cecoslovacchia in funzione di baluardo
antitedesco e vollero garantire al nuovo stato artificiale un
territorio dotato di chiari confini naturali e quindi più facilmente
difendibile. Nel 1919 i tedeschi dei Sudeti, pur rappresentando il
secondo gruppo etnico più popoloso della Cecoslovacchia (superiore
per numero persino agli slovacchi), non ottennero lo status di
nazione riconosciuta: ciò portò ad ulteriore malcontento della
popolazione di lingua tedesca, che sempre meno si sentì integrata
nel nuovo stato, e in definitiva ad un crescente attrito con la
maggioranza ceca. Nell’ ottobre 1933 Konrad Henlein fondò il partito
dei tedeschi dei Sudeti: creato in principio per dare una voce alle
istanze autonomistiche locali (preoccupate dalla crescente presenza
ceca nei territori germanofoni), il partito divenne presto il ramo
cecoslovacco del Partito Nazionalsocialista tedesco.
(3)Buchenwald è una località della Turingia. Gli alleati entrarono
nel campo il 13 aprile 1945.
(4) Dalla versione tedesca: “Betreuung”.
(5) Lavoratori stranieri.
(6) Nel testo originale Elstner usa “Gefangener” (“prigioniero”) per
“Wiedergutmachung” (“riparazioni di guerra”).
(7) Il più noto dei quali era Lazar Moiseyevich Kaganovich
(1893–1991), ebreo, nato a Kabany, oggi in Ucraina. Fedelissimo di
Stalin è noto, fra l'altro, per l'Holodomor ucraino, cioè la
terribile carestia che nel 1932-1933 condusse alla morte per fame
milioni di ucraini, in seguito alla politica di collettivizzazione
forzata da lui promossa in collaborazione con Vyacheslav Molotov. Di
lui si rammenta anche la sanguinosa repressione dello sciopero degli
operai di Ivanovo-Voznesensk, nel 1932; la distruzione sistematica
dei più antichi monumenti moscoviti, come la Cattedrale di Cristo
Salvatore; le bestiali sofferenze inflitte ai popoli del Kazakhstan,
del Kuban, della Crimea, del basso Volga ancora a causa della
collettivizzazione forzata e la repressione dei kulaki in Ucraina,
nella Russia centrale e nel Caucaso del Nord (45.000 deportati -l'intera
popolazione- solo in quest'ultima zona). Nel 1951 suo figlio
Mikhail sposò Svetlana Dzhugashvili, figlia di Stalin. La sorella di
Lazar, Rosa, fu –secondo alcune fonti- la terza moglie di Stalin
mentre il fratello maggiore Mikhail Kaganovich fu commissario
dell'industria pesante.
(8) In seguito alla sconfitta tedesca nella II guerra mondiale il
Sudetenland venne restituito alla Cecoslovacchia e la popolazione di
lingua tedesca dei Sudeti venne espulsa in massa. In questo modo
circa tre milioni di profughi si riversarono nella Germania
postbellica e furono rimpiazzati da cechi e slovacchi. Oggi gli ex
territori di lingua tedesca dei Sudeti fanno parte della Repubblica
Ceca.
(9) Theresienstadt (in ceco Terezín) attualmente fa parte della
Repubblica Ceca. Il campo è noto per il film documentario "Theresienstadt.
Ein Dokumentarfilm aus dem jüdischen Siedlungsgebiet" (Terezin: Un
documentario sul reinsediamento degli ebrei).
(10) Dora Mittelbau, a 20 km da Nordhausen -in Turingia- era in
realtà una struttura industriale dove fu trasferita, per motivi di
sicurezza, la fabbricazione di missili da Peenemünde, in Pomerania,
a causa dei bombardamenti alleati. La struttura era quasi
completamente sotterranea -in caverne e tunnel, collegate fra loro
da una ferrovia scartamento ridotto- sotto le colline Kohnstein, nel
massiccio del Sudharz. Il campo fu invaso dagli americani il
15 aprile 1945.
(11) Auschwitz (in polacco Oswiecim) si trova a circa 60 chilometri
ad ovest di Cracovia. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche
entrarono nel campo.
(12) Martin Broszat, storico bavarese, direttore dell’Institut für
Zeitgeschichte di Monaco e antinaz(ionalsocial)ista, il 19 agosto
del 1960 scrisse a un quotidiano di vasta diffusione, "Die Zeit" che
"Né a Dachau né a Bergen-Belsen né a Buchenwald sono mai stati
gassati ebrei o altri detenuti. La camera a gas di Dachau non è mai
stata portata a termine e messa "in servizio". Centinaia di migliaia
di detenuti, morti a Dachau o in altri campi di concentramento
situati all'interno delle frontiere dell'ex Reich (ossia delle
frontiere tedesche del 1937), furono vittime soprattutto delle
catastrofiche condizioni igieniche e di approvvigionamento: nei soli
dodici mesi dal luglio 1942 al giugno 1943, 110.812 persone morirono
di malattie e di fame in tutti i campi di concentramento del Reich,
secondo le statistiche ufficiali della SS....". In pratica Broszat
smentiva Norimberga, i suoi "testimoni", le sue "prove evidenti",
per tutti i lager della Grande Germania. Si limitava a confermare la
tesi della gasazione per i lager posti in Polonia, sorvegliati
allora -nel
1960- dalle milizie comuniste, rigorosamente vietati agli storici
indipendenti. I “guai” sono incominciati quando la cortina di ferro
è caduta, gli archivi di Mosca si sono aperti, Auschwitz ha smesso
di essere un oggetto lontano non identificato. Leuchter e Rudolf
hanno fatto perizie tecniche per trovare tracce di sterminio per gas
e -da autentici criminali quali sono- non le hanno trovate. (vedi Il
Caso Faurisson e il revisionismo olocaustico, Graphos,
1997, p. 77).
(13) Mauthausen è una piccola cittadina dell'Alta Austria, a circa
20 chilometri ad est di Linz. Il campo venne occupato nel maggio
1945 dall'11a divisione corazzata U.S.A.
(15) Nel testo tedesco Elstner usa “Lazarett”, cioè “ospedale
militare”.
(16) Nell’uso del gas per la disinfestazione.
(16) Scritti dalle “vittime”. (Nota del traduttore dal tedesco).
(17) Nel testo tedesco Elstner specifica il nome della trasmissione:
"Kennzeichen D" della ZDF (la tv tedesca).
(18) Un burrone nei pressi di Kiev, in Ucraina. (Nota del traduttore
dal tedesco).
(19) Letteralmente: “A richiesta” oppure “A domanda” (“Auf Nachfrage”).
(20) Prima del 1941. (Nota del traduttore dal tedesco).
(21) Dmitrij Šostakovic, nel 1962, scrisse la tredicesima sinfonia,
per basso, coro e orchestra in la bemolle maggiore, dedicandola alle
"vittime del nazismo di Baby Yar", la sinfonia utilizza cinque testi
del poeta sovietico Evgenij Aleksandrovic Evtušenko. La sinfonia è
meravigliosa, il ricordo delle vittime doveroso, peccato che quando
la sinfonia venne eseguita la prima volta, sul palco principale ci
fosse uno dei responsabili morali dell'eccidio,
Krushev.
(22) Il Presidente Clinton visitò Baby Yar il 10 maggio 1945 e
parlò, di fronte a una menorah, degli ebrei che i tedeschi avevano
presumibilmente ucciso lì.
Una totale menzogna. (Nota del traduttore dal tedesco).
(23) In realtà Elstner usa “Menschengruppe”, ovvero “gruppo umano”.
(24) http://fpp.co.uk/bookchapters/WSC/WSCwrote1920.html
(25) Adam Weishaupt (1748-1811), tedesco, il 1° maggio del 1776,
coll'aiuto di Adolph von Knigge, formò la società segreta che in
seguito sarebbe divenuta l'Ordine degli Illuminati. All'interno
dell'Ordine adottò il nome di "fratello Spartacus".
(26) Emma Goldman, ebrea, nacque a Kovno, in Russia, il 27 giugno
1869 ed emigrò negli U.S.A. nel 1885. Anarchica, pacifista,
collaborò con Alexander Berkman nel movimento sindacale
statunitense. Espulsa dagli U.S.A., dopo un processo, e deportata in
Russia, sposò in seguito un gallese ed ottenne così la cittadinanza
britannica. Fu presente in Spagna durante la Guerra civile. Morì a
Toronto il 14 maggio del 1940.
(27) Letteralmente: “inferi” (“Unterwelt”).
(28) Il Karlspreis (Premio internazionale Carlomagno della città di
Aachen) è uno dei premi europei più prestigiosi, assegnato ogni
anno, dal 1950, dalla città tedesca di Aachen (cioè Aquisgrana,
nella Renania settentrionale). Il premio è intitolato a Carlomagno,
che risiedette ed è sepolto in quella città. I vincitori lo ricevono
il giorno dell'Ascensione e la cerimonia si svolge in municipio.
Winston Churchill lo ricevette nel 1956. Con questa frase Elstner
allude al fatto che nella “libera e democratica” Germania sono oggi
in vigore molti tabù, in particolare nel campo politico e in quello
storico. Perfino citare delle frasi di Churchill del 1920 può
condurre una persona in galera per “aver incitato all’odio contro un
altro gruppo (razziale)”, vale a dire gli ebrei. La veridicità della
dichiarazione non è sufficiente per la difesa. (Nota del traduttore
dal tedesco).
(29) Samuel Johnson (Lichfield, Inghilterra, 18 settembre 1709 -
Londra, 13 dicembre 1784), letterato inglese di grande importanza.
Fu poeta, saggista, biografo, lessicografo, ma soprattutto critico
letterario.
(30) Ignatz Bubis è stato presidente dell’influente del “Juden
Zentralrat”in Germania dal 1992 al 1999. In questo ruolo ha diretto
molte campagne contro l’ antisemitismo. Trasferitosi dopo la guerra
a Francoforte sul Meno si è dedicato al commercio degli immobili ed
è diventato un importante esponente della comunità ebraica della
città. Nella commedia "Der Müll, der Tod und die Stadt ", il regista
tedesco Rainer Werner Fassbinder allude ad "un ebreo ricco" che
ha approfittato del suo status per la speculazione immobiliare e
scopi politici. Molti hanno considerare questa descrizione come un
attacco a Bubis. Per reazione, Bubis ed altri membri della Comunità
ebrea di Francoforte hanno occupato il teatro di Schaubühne,
impedendo la rappresentazione dell’opera. E’ sepolto per sua volontà
in Israele.
Erwin
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