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REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
Germar Rudolf, studioso
dell'olocausto incarcerato in Germania per "crimini di pensiero".
AUSCHWITZ VENNE LIBERATA O SEMPLICEMENTE
OCCUPATA DALL'ARMATA ROSSA?
di Germar Rudolf (2005)
Nel libro per il quale Elie Wiesel è maggiormente famoso, vale a
dire Notte (edizione tascabile della Bantam, 1960), che è una
lettura raccomandata in molte scuole pubbliche da una parte
all'altra del mondo, Wiesel dipinge un'immagine orripilante della
vita ad Auschwitz dall'Aprile del 1944 al Gennaio del 1945, quando
egli era lì. Sebbene molte centinaia di migliaia di ebrei vennero
presuntamente gassati lì durante questo periodo, Wiesel non fa
menzione in nessuna parte del suo libro di gassazioni o di camere a
gas, come Jurgen Graf e Robert Faurisson ci hanno fatto notare (vedi
la tavola compilata da J. Graf alla fine del testo di R. Faurisson,
"Witnesses to the Gas Chambers of Auschwitz", in: G. Rudolf
(editore), Dissecting the Holocaust, seconda edizione, Theses &
Dissertations Press, Chicago, IL, 2003, p.144, www.vho.org/GB/Books/dth/fndwitness.html
). Egli afferma tuttavia di aver visto fiamme dai camini del
crematorio e di aver visto il dr. Mengele che indossava un monocolo.
Entrambe le affermazioni sono chiaramente menzogne, poiché i forni
crematori di Auschwitz, riscaldati con coke, non potevano produrre
fiamme che passassero attraverso 15 metri di canna fumaria e 30
metri di camino (vedi Carlo Mattogno, "Flames and Smoke from the
Chimneys of Crematoria", The Revisionist 2 (1), 2004, pp.73-78,
www.vho.org/tr/2004/1/Mattogno73-78.html ).
Quando i russi stavano per invadere Auschwitz nel Gennaio del 1945,
sia Elie che suo padre "scelsero" di andare ad Ovest con i "nazisti"
e le SS in ritirata, piuttosto che essere "liberati" dal più grande
alleato dell'America. Essi avrebbero potuto parlare di Auschwitz al
mondo intero nel giro di pochi giorni-ma, sia Elie che suo padre,
come pure innumerevoli migliaia di altri ebrei, scelsero invece di
viaggiare verso Ovest con i "nazisti" a piedi, di notte e nel mezzo
di uno degli inverni più freddi, e di continuare quindi a lavorare
per la difesa del Reich. In effetti, essi scelsero di collaborare.
Alcune delle esatte parole di Wiesel in Notte sono (p.78): "La
scelta stava nelle nostre mani. Per una volta potevamo essere noi a
decidere il nostro destino. Entrambi potevamo rimanere
nell'ospedale, dove potevo, grazie al mio dottore, farlo entrare [il
padre] come paziente o infermiere. Oppure potevamo seguire gli
altri. 'Bene, che facciamo, padre?' Egli stava in silenzio.
'Sfolliamo insieme agli altri', gli dissi."
Il racconto di Elie a questo proposito è avvalorato da altri
resoconti di "sopravvissuti", incluso quello di Primo Levi. Nel
libro di Levi "Sopravvivenza ad Auschwitz", abbiamo le sue parole
per il 17 Gennaio del 1945: "Non era una questione di ragionamento:
anch'io avrei seguito probabilmente l'istinto del gregge se non mi
fossi sentito così debole: la paura è supremamente contagiosa, e il
suo effetto immediato è di indurre una persona a cercare di
fuggire."
Ma qui si sta parlando di fuggire con i "nazisti"-e non "nazisti"
che erano semplice truppa ma presuntamente il peggio del peggio. Qui
si sta parlando di fuggire con gli stessi "nazisti" che avevano
presuntamente effettuato il più grande sterminio immaginabile di
ebrei ed altri nell'intera storia dell'universo. Qui si sta parlando
di fuggire con persone che avevano presuntamente eseguito l'omicidio
giornaliero di migliaia di persone per diversi anni. Ma, secondo le
sue stesse parole, egli sarebbe nondimeno andato via con loro, se
non fosse stato che non si sentiva bene quel giorno; egli si sentiva
debole. La "paura" che lo sopraffaceva era chiaramente paura dei
russi e non dei "nazisti"; non esiste menzione della paura di quello
che i "nazisti" e le SS avrebbero potuto fare quando gli sfollati
sarebbero entrati nella foresta o qualche tempo dopo.
Le scelte che vennero compiute in quel luogo nel Gennaio del 1945
sono enormemente importanti. Nell'intera storia della sofferenza
ebraica per mano dei gentili quale momento avrebbe potuto essere più
drammatico di questo momento prezioso in cui gli ebrei potevano
scegliere tra, da un lato, la liberazione per mano dei sovietici con
la possibilità di raccontare a tutto il mondo della malvagità
"nazista", e di contribuire alla sua sconfitta -e l'altra scelta di
andare con gli sterminatori "nazisti", e di continuare a lavorare
per loro, aiutandoli a preservare il loro regime malvagio? Nella
grande maggioranza dei casi, essi scelsero di andare con i
"nazisti".
La gravosa scelta fa venire in mente l'Amleto di Shakespeare:
"Rimanere, o non rimanere; questo è il problema": rimanere ed essere
liberati dalle truppe sovietiche e rischiare le loro cinghie e i
loro fucili per poter raccontare al mondo intero dell'indegno
"nazista"- o portare braccia e piedi contro un mare di freddo e
oscurità per collaborare con lo stesso indegno "nazista"? Oh quale
angoscia - questo è il punto cruciale! Così la coscienza ci fa tutti
codardi.
Così quale fu il risultato finale?-Qui sembra che possa andar bene
un rullo di tamburo in sottofondo, nel momento in cui Vanna White
viene sul palcoscenico con la busta sigillata e la risposta per il
grande enigma. La busta viene aperta e la scelta è - il tamburo
rulla di nuovo - secondo lo stesso Levi, 800 scelsero di rimanere ad
Auschwitz, ma 20.000 scelsero di andare via e di collaborare con gli
sterminatori "nazisti". Wow! Quale sorpresa - già!
Noi vediamo la stessa deliberata collaborazione pro-"nazi" nei
sopravvissuti della Lista di Schindler. Secondo la loro storia ben
conosciuta, quando i russi stavano per invadere Plaszow, appena
trenta miglia sulla strada ad Est di Auschwitz nel Novembre del
1944, Schindler e più di un migliaio di ebrei scelsero di andare ad
Ovest con i "nazisti" in ritirata piuttosto che restare indietro ed
essere "liberati" dai sovietici. Qualcuno passò persino le
successive settimane ad Auschwitz-e nessuno venne gassato, neppure
nel film. La mistificazione ha certamente avuto il suo tempo. Se ci
fosse stato qualsivoglia genere di sterminio di ebrei ad Auschwitz,
gli ebrei di Cracovia e di Plaszow lo avrebbero certamente saputo.
Tutti gli ebrei che si diressero ad Ovest in realtà hanno anche
negato l'Olocausto, sia pure solo con le loro mani e i loro piedi.
Gli ebrei stessi sono stati i primi veri negatori dell'Olocausto, ed
è tempo che abbiano tutto il credito che meritano.
L'analisi piuttosto semplice dei racconti dei sopravvissuti
dell'Olocausto che ho dato qui è una confutazione facile da
comprendere della mistificazione, in generale. Io esorto tutti i
lettori a riesaminare i resoconti dei sopravvissuti per proprio
conto, ma criticamente e sistematicamente. Internet, con motori di
ricerca come Google, permette a chiunque di analizzare testualmente
migliaia di resoconti di sopravvissuti onde trovare i punti deboli
più rilevanti del genere di cui ho trattato. Basta cercare parole
chiave come "evacuation" o combinazioni di parole come "holocaust
survivor Auschwitz".
Un messaggio implicito
C'è un messaggio implicito ma anche taciuto nel revisionismo
dell'Olocausto, un messaggio che dovremmo esplicitare perché tale
messaggio è così scioccante da costituire attualmente un ostacolo
rilevante per il nostro lavoro in generale, e perciò dobbiamo
affrontarlo. Quando diciamo che la storia dell'Olocausto non è vera,
io credo che stiamo anche dicendo che c'è qualcosa di seriamente
sbagliato negli Stati Uniti d'America. La maggior parte degli
americani crede fermamente che l'America è ancora di gran lunga la
società più meravigliosa, più vicina alla perfezione sotto ogni
punto di vista che il mondo abbia mai visto. Se l'Olocausto non è
vero, allora ci
deve essere qualcosa di profondamente sbagliato negli Stati Uniti
perché la storia divulgata è abbracciata quasi universalmente dai
media, dalla stampa, e dalle istituzioni in generale. Poiché
l'America è così meravigliosa, i revisionisti devono pertanto avere
torto - così funziona la pseudo logica
Il vero Olocausto
Donne e bambini giapponesi e tedeschi vennero uccisi dagli Stati
Uniti nel modo più orribile che si possa immaginare-arrostendoli
vivi. Se i nazisti avessero ucciso delle persone nelle camere a gas,
un tale metodo sarebbe stato comunque - seppur criminale - più umano
e indolore e persino più civilizzato a paragone di quello che gli
americani fecero davvero, persino quando, negli ultimi mesi di
guerra, non c'era serio pericolo per gli Stati Uniti. Fino ad oggi
in America, non c'è ancora alcun senso di vergogna o alcuna traccia
di scuse. Per favore: non siate fuorviati dal falso argomento che
furono i tedeschi che iniziarono il bombardamento di obbiettivi
civili e perciò non hanno nulla da lamentarsi. Fu l'Inghilterra che
iniziò il bombardamento deliberato di obbiettivi civili già nel
Maggio del 1940, a cui la Germania, dopo molte esitazioni, rispose
con la stessa moneta nel Settembre del 1940. Il bombardamento
giapponese di Pearl Harbor-che all'epoca non era parte degli Stati
Uniti ma una semplice colonia! - era chiaramente finalizzato solo ad
obbiettivi militari senza alcuna responsabilità da parte delle donne
e dei bambini di Hiroshima o Nagasaki o Tokyo o di ogni altra città
giapponese. (Vedi "Poison Gas Uber Alles", di Friedrich Paul Berg,
The Revisionist, 1 (1), 2003, pp.37-47, www.vho.org/tr/2003/1/Berg37-47.html
)
Quando i detenuti dei vari campi di concentramento andarono ad Ovest
con le forze armate tedesche all'inizio del 1945- alcuni di loro
forzatamente, altri volontariamente - molti di loro morirono in
quelle che oggi vengono chiamate "marce della morte". Quello che
oggi viene dimenticato, tuttavia, è il fatto che milioni di civili
tedeschi vennero parimenti coinvolti in "marce della morte" durante
quei mesi. L'irrompente Armata Rossa compì un'autentica devastazione
nell'Europa orientale. I suoi effettivi deportarono e/o sterminarono
senza pietà tutti i collaboratori veri o sospettati, inclusi molti
detenuti dei campi di concentramento tedeschi, la maggior parte dei
quali aveva, dopotutto, aiutato lo sforzo bellico della Germania.
Raggiungendo le zone orientali della Germania, quasi tutti i soldati
dell'Armata Rossa parteciparono a stupri di massa, a saccheggi, a
furti, e uccisioni di tutto ciò che potevano trovare. In
conclusione, più di due milioni di tedeschi persero le loro vite
durante quegli eventi e le marce della morte che ne conseguirono
(vedi A.M. de Zayas, Terribile Revenge. Ethnic Cleansing of East
European Germans, 1944-1950,
www.vho.org/store/UK/bresult.php?ID=120 ; Antony Beevor, The Fall of
Berlin 1945, www.vho.org/store/UK/bresult.php?ID=134 ). Perciò, la
maggior parte delle vittime delle "marce della morte" non furono
vittime delle SS, ma furono vittime del caos della soccombente
Germania, provocato dall'invasione dell'Armata Rossa ad Est e dai
bombardamenti a tappeto degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.
Così, davvero Auschwitz venne liberata dall'Armata Rossa? Poteva
qualcuno essere liberato da quell'esercito? La risposta è,
naturalmente, NO. Auschwitz venne occupata dall'Armata Rossa, come
tutti gli altri campi. Come vennero occupate l'Ucraina, la Polonia,
la Cecoslovacchia, l'Ungheria, la Romania, l'Estonia, la Lituania,
la Lettonia, e la Bulgaria. Il regime duro delle SS nei campi e
delle forze di occupazione tedesca nella maggior parte di questi
paesi venne rimpiazzato dal terrore dell'Armata Rossa, che era molto
peggio di qualunque cosa i tedeschi avessero fatto. Tutti sapevano
quello che li stava aspettando, così milioni di ucraini e di civili
degli stati baltici cercarono di spostarsi ad Ovest con i tedeschi
in ritirata sin dal 1943.
I detenuti di Auschwitz non si comportarono in modo differente.
Essi, parimenti, sapevano quello che li attendeva, e così la maggior
parte di coloro cui fu data l'opportunità di scegliere se andar via
con i tedeschi o di rimanere, scelse di andar via con i tedeschi
piuttosto che essere terrorizzata dai sovietici. Questo è anche
provato dal fatto che innumerevoli migliaia di quei detenuti di
Auschwitz che andarono ad Ovest con i tedeschi sopravvissero alla
guerra e possono raccontare oggi la loro storia talvolta abbastanza
contorta. E' stato affermato che c'era almeno un milione di tali
sopravvissuti dell'Olocausto nel 2000. Calcolando a ritroso fino al
1945 devono esservi stati almeno cinque milioni di tali
sopravvissuti a quell'epoca. Controlla le cifre! (vedi G. Rudolf, "Holocaust
Victims: A Statistical Analysis", in G. Rudolf (editore), Dissecting
the Holocaust, seconda edizione, Theses & Dissertation Press,
Chicago, IL, 2003, pp.209-211, www.vho.org/GB/Books/dth/fndstats.html
)
Anche il governo britannico sapeva cosa attendeva quelli che
sarebbero stati "liberati" dai sovietici. Il 29 Febbraio del 1944,
il ministero inglese dell'informazione mandò il seguente dispaccio
all'alto clero inglese e alla BBC:
"Signore, Mi è stato ordinato dal Ministero di inviarvi la seguente
lettera circolare: E' sovente dovere del cittadino e del pio
cristiano di chiudere un occhio sulle caratteristiche di coloro che
sono associati con noi. Ma viene il tempo in cui tali
caratteristiche, mentre rimangono negate in pubblico, devono essere
prese in considerazione quando è richiesta un'azione da parte
nostra. Noi conosciamo i metodi di governo impiegati dal dittatore
bolscevico nella Russia stessa grazie, per esempio, agli scritti e
ai discorsi dello stesso Primo Ministro durante gli ultimi venti
anni. Noi sappiamo come l'Armata Rossa si è comportata in Polonia
nel 1920 e in Finlandia, Estonia, Lettonia, Galizia e Bessarabia
solo recentemente. Dobbiamo, perciò, tener conto di come l'Armata
Rossa certamente si comporterà quando invaderà l'Europa centrale. A
meno che non vengano prese delle precauzioni, gli orrori ovviamente
inevitabili che ne risulteranno, provocheranno una tensione
inopportuna sulla pubblica opinione di questo paese. Noi non
possiamo cambiare i bolscevichi ma possiamo fare del nostro meglio
per salvare loro - e noi - dalle conseguenze dei loro atti. Le
rivelazioni del passato quarto di secolo renderanno le semplici
smentite poco convincenti. La sola alternativa alle smentite è
distrarre l'attenzione pubblica dall'intero argomento.L'esperienza
ha mostrato che la migliore distrazione è la propaganda nera diretta
contro il nemico. Sfortunatamente il pubblico non è più
influenzabile come nei giorni della "fabbrica di cadaveri", dei
"bambini belgi mutilati" e dei "canadesi crocifissi".La Vostra
cooperazione è perciò vivamente richiesta per distrarre l'attenzione
pubblica dalle azioni dell'Armata Rossa mediante il vostro
incondizionato appoggio alle accuse contro i tedeschi e i giapponesi
che sono state e che saranno messe in circolazione dal Ministero. La
Vostra espressione di fede in tali accuse potranno convincere altri.
Io sono, Signore, vostro servo devoto.(Firmato) H. Hewet, ASSISTENTE
SEGRETARIO. Il Ministero non può entrare in corrispondenza di alcun
genere riguardo a questa comunicazione che deve solo essere resa
nota a persone responsabili." (Fonte: Edward J. Rozek, Allied
Wartime Diplomacy, John Wiley & Sons, New York 1958, pp.209f.; Rozek
fornisce come propria fonte: Polonia, Official Government Documents,
Vol. LVI, Doc.78) Quello che si dispiegò negli anni successivi fu
esattamente questo: propaganda nera per nascondere i crimini contro
l'umanità commessi non solo dall'Armata Rossa ma anche dagli alleati
occidentali.La vera liberazione di Auschwitz - una liberazione dalle
distorsioni, dalle esagerazioni, dalle menzogne, e dalla censura
legale - deve ancora venire.
Germar Rudolf
Chicago, 27 Gennaio 2005.
http://www.vho.org/store/UK/bresult.php?COMBO_LANG=ENG
Chi è Germar Rudolf
Estratto dall'articolo di Carlo Mattogno "Come gli storici delegano
alla giustizia il compito di far tacere i revisionisti" in rete:
http://www.vho.org/aaargh/ital/archimatto/articoli/storici.html
Vedi anche http://vho.org/aaargh/ital/ital.html
Germar Rudolf è stato la colonna portante dell'editoria e della
storiografia revisionstica dell'ultimo decennio, editore delle due
riviste revisionistiche più importanti a livello mondiale, "The
Revisionist" e "Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung",
che hanno pubblicato molti articoli di alto livello, editore e
autore di numerosi studi scientifici sia in inglese sia in tedesco.
Menziono per tutti due classici come "Dissecting the Holocaust" (612
pagine) e "Lectures on the Holocaust" (566 pagine), vere e proprie
enciclopedie del revisionismo. Tra l'altro, grazie a lui sono potuti
apparire in tedesco e in inglese tre libri, su Majdanek, Stutthof e
Treblinka, che ho scritto in collaborazione con Jürgen Graf, sei
miei studi su Auschwitz e uno su Belzec. Le disavventure giudiziarie
di Germar Rudolf sono cominciate in Germania, dove risiedeva, negli
anni 1994-1995, con una sua condanna a 14 mesi di carcere per aver
redatto tra il 1991 e il 1993 una perizia sugli aspetti chimici e
tecnici delle presunte camere a gas di Auschwitz che gli era stata
richiesta dai difensori del maggiore a riposo Ersnt Otto Remer. Nel
1994 apparve l'opera collettiva "Grundlagen zur Zeitgeschichte",
curata da Germar Rudolf con lo pseudonimo di Ernst Gauss. La
magistratura tedesca fece confiscare e distruggere tutte le copie
del libro, sebbene due noti storici ne avessero attestato il valore
scientifico. Germar Rudolf riparò in Inghilterra poco prima
dell'inizio del processo. Lì fondò la casa editrice Castle Hill
Publishers. Nel 1999 le pressioni esercitate dalla Germania lo
costrinsero a lasciare il paese e a rifugiarsi negli Stati Uniti,
dove chiese asilo politico. Ma l'Ufficio di immigrazione e
naturalizzazione statunitense considerò la sua richiesta "frivola",
perché la Germania non può (= non deve) essere un paese che attua
persecuzioni politiche, e voleva estradarlo nel suo paese; egli però
si appellò alla Corte Federale e rimase negli Stati Uniti in attesa
della sua decisione. Nel frattempo in Germania subì una lunga serie
di azioni legali contro i suoi "crimini di pensiero", culminate
all'inizio del 2004 nel sequestro del suo patrimonio. Lo stesso anno
si è sposato con una cittadina statunitense e nel febbraio 2005 ha
avuto un figlio. Il 19 ottobre 2005 Germar Rudolf e sua moglie sono
stati convocati dall'Ufficio immigrazione e naturalizzazione di
Chicago, indi egli è stato arrestato. Il 14 novembre è stato
estradato senza clamore in Germania dove sarà condannato - a quanto
pare - ad una pena di almeno cinque anni di carcere.
Al momento Germar Rudolf è imprigionato ad Heidelberg. Per ulteriori
informazioni su Rudolf e la sua persecuzione:
http://germarrudolf.com/
http://www.adelaideinstitute.org/Dissenters1/Rudolf/Rudolf.htm
http://www.vho.org/
Dal novembre 2006 Germar Rudof è detenuto ad Heidelberg. Per
scrivergli:
Germar Rudolf
Oberer Fauler Pelz 1
D - 69117 Heidelberg
Germany
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |