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REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
Banchieri
e Rapinatori. (libro di israel shamir)

Banchieri e Rapinatori
Israel Shamir ( nome non tipico ariano )
“Rivelazione! I depositi delle vittime dell’Olocausto nelle banche
svizzere sono un mito”. Con
questo articolo del 13 ottobre 2001, il London Time calava il
sipario su uno dei più clamorosi e
spregevoli episodi di estorsione e rapina. Tutto era cominciato nel
1995,quando due importanti
personaggi, Edgar Bronfman, presidente del Congresso Mondiale
Ebraico, e Abraham Burg, astro
nascente della politica israeliana, fecero visita, in missione
umanitaria, alle banche svizzere.
“Avete miliardi di dollari depositati dagli ebrei prima della
Seconda guerra mondiale” dicevano.
“Vogliamo che questo denaro ci venga restituito immediatamente,
mentre i sopravvissuti
dell’Olocausto sono ancora in vita.Lasciate che costoro si godano,
in relativo benessere, gli ultimi
anni della loro vita”. Bronfman e Burg erano personaggi ricevuti ed
ascoltati con deferenza dalle
banche e dalle compagnie d’assicurazioni.
Edgar Bronfman aveva ereditato i miliardi da suo padre Sam, un boss
mafioso, che, durante il
Proibizionismo, aveva costruito la sua fortuna con il traffico
illegale degli alcolici, distillati
in Canada e introdotti negli Stati Uniti tramite una rete di
gangster. Sam Bronfman fece ancora più
quattrini con il prestito ad interesse. Poco prima che morisse, un
giornalista gli chiese quale
fosse la più grande invenzione dell’umanità. “Il prestito ad
interesse”, fu la sua caratteristica
risposta.
I capitali guadagnati con le attività criminali ed estorti ai
debitori furono di grande aiuto in
politica. Anche nella politica israeliana, visto che non c’è bisogno
di essere eletti per diventare
personaggi importanti. Puoi sempre affittare un paio di stanze in un
palazzo per uffici e mettere la
targa dell’Associazione Mondiale Ebraica e sei subito in affari, per
così dire sulla piazza. Per
organizzazioni di questo genere, non c’è bisogno del copyright. Il
Congresso Mondiale Ebraico (World
Jewish Congress, )di Bronfman era una piccolissima organizzazione
con un nome roboante. Prima di
Bronfman,c’era questa o quella figura paterna ebraica, per esempio
come il suo predecessore Nahum
Goldmann, ma a quel tempo, con quei presidenti, non riusciva a
battere chiodo. Grazie ai capitali
di Bronfman divenne una struttura di potere.
Avrum (Abraham) Burg, lo speaker del parlamento israeliano, la
Knesset, è candidato alla leadership
del partito laburista, era figlio di un importante politico
israeliano, un leader del Partito
Nazionale Religioso, il dottor Burg che è stato membro di tutti i
governi d’Israele per 40 anni,
fino alla sua morte. Il 2 agosto 2001,Avrum, ospite del programma
ABC Nightline, ha dato un
significativo saggio di se, definendo i palestinesi “il popolo al
quale non vorreste far sposare
vostra figlia” .Avrum aveva bisogno di uno sponsor per entrare in
politica, mentre a Bronfman
serviva un affidabile partner israeliano per portare a termine il
suo piano.
Nessuna banca o compagnia d’assicurazioni avrebbe potuto dire di no
a gentiluomini così importanti.
Dopo una breve resistenza, gli gnomi svizzeri cedettero e i titolati
capi ebraici se ne andarono con
grosse somme di denaro. E’ probabile che gli svizzeri abbiano
bofonchiato : “Questi ebrei vogliono
rapinare le nostre banche e le nostre Assicurazioni in nome del loro
Olocausto”. Si sbagliavano.
Questa storia ebbe inizio all’ombra dei Protocolli dei Savi di Sion.
Ma continuò con il copione del
film La stangata. Passarono sei anni. Ma nessuna somma uscì dalla
benevola presa delle commissioni
internazionali create da Bronfman e Burg. In pratica, i superstiti
dell’Olocausto non ebbero niente.
Di quel denaro se ne erano appropriati le stesse persone che
chiedevano giustizia per le vittime. Di
recente, l’autorevole Los Angeles Time ha dichiarato :
“Una commissione internazionale creata per risolvere le dispute
sulle assicurazioni del periodo
dell’ Olocausto ha speso più di trenta milioni di dollari in salari,
conti d’ albergo e spese
pubblicitarie sui giornali, mentre ai sopravvissuti ha distribuito
soltanto tre milioni di dollari”.
“I membri della commissione avevano dato in appalto tutta l’
operazione ad un’ agenzia di viaggi di
alta classe”, prosegue il Los Angeles Times. “I documenti mostrano
che dal 1998 la commissione ha
tenuto almeno diciotto meeting internazionali con più di cento
partecipanti, in alberghi di Londra,
Gerusalemme, Roma, Washington e New York”.
Quanto all’ indennizzo per il lavoro da schiavi nei lager, The
Independent ha riferito che: “mentre
le vittime dell’Olocausto riceveranno da 2500 a 7500 dollari al
massimo, gli avvocati “ebrei” che
hanno negoziato l’ accordo avranno parcelle superiori a un milione
di dollari ciascuno”.
Il Times riferisce che le banche svizzere avranno controllato i
conti correnti da tempo dormienti, e
scoperto che non appartenevano nemmeno alle vittime ebree dell’
Olocausto, ma principalmente a
“non-ebrei ricchi che avevano dimenticato di ritirare il loro
denaro”. Gli svizzeri non hanno pagato
a Bronfman e Burg un miliardo e mezzo di dollari perché erano
convinti della legittimità delle loro
richieste, ma semplicemente perché non avevano altra scelta. Infatti
Bronfman(insieme con Mark Rich)
era un importante raccoglitore di fondi per il presidente Clinton, e
Clinton avrebbe fatto la
richiesta direttamente e si sarebbe, probabilmente, fermato soltanto
alla rappresaglia di bombardare
la Svizzera.
Alcuni aspetti di questa storia cominciarono a venire alla luce nel
best-seller i Norman
Finkelstein, professore alla New York City College, Holocaust
Industry e provocarono una grande
polemica. Finkelstein denunciava i metodi estorsivi delle
organizzazioni ebraiche. Queste lo
dipingevano come un mentitore e un antisemita. Ora, un anno dopo la
pubblicazione del libro, vengono
fuori altri dettagli insospettabili e pieni di interesse riguardo a
questo sordido affare. Se i dati
saranno confermati, ci troveremo di fronte alla più grande rapina
del XX secolo.
Certamente, Finkelstein ha detto alcune cose inesatte, con gran
dispiacere per coloro che odiano gli
ebrei, dal momento che le vittime della rapina non sarebbero
soltanto le banche e le assicurazioni
ma anche semplici persone di origine ebraica. Saranno imbarazzati
invece coloro che amano gli ebrei,
poiché i rapinatori sono i loro autoreferenziali dirigenti ebraici,
che si arrogarono il diritto di
rappresentare l’ intero popolo ebraico.
Il personaggio che sta dietro a questa scoperta è molto diverso dal
professor Finkelstein di New
York. Si tratta di Martin Stern, un ricco uomo d’affari inglese,
coinvolto in grandi operazioni
immobiliari e nelle cause ebraiche e sioniste. Lavora a Londra e
passa i fine settimana nel suo
prezioso appartamento nel quartiere ortodosso di Gerusalemme. Non
manca mai a nessuna preghiera, da
molti soldi in beneficenza e ama Israele.
Il meccanismo per le richieste d’indennizzi per l’Olocausto venne
fuori durante un incontro
occasionale con un banchiere svizzero in un prestigioso luogo di
vacanza nelle Alpi svizzere. Il
banchiere disse a Stern che la sua banca, la Unione Banche Svizzere
aveva informatizzato i propri
conti nel 1987 e aveva scoperto molti conti correnti dormienti dal
1939. I dirigenti della banca
erano giunti alla conclusione che circa 45 milioni di franchi
svizzeri(pari a 30 milioni di dollari)
di depositi appartenevano ad ebrei che erano morti durante e dopo la
guerra.. “Noi non vogliamo
tenerci i soldi degli altri” disse l’onesto banchiere svizzero –
abbiamo chiamato il Congresso
Mondiale ebraico e gli abbiamo chiesto di aiutarci a trovare chi ha
ereditato questi fondi, Il
Congresso ha risposto: “Non rientra nei nostri compiti”. Gli
svizzeri delusi dall’indifferenza
trasferirono i 30 milioni di dollari alla Croce Rossa.
Martin Stern fu commosso da questa storia e la raccontò alla radio
israeliana.
Due settimane dopo la trasmissione-guarda che coincidenza ! –
Bronfman e Burg bussarono alla porta
dell’associazione delle banche svizzere, chiedendo i soldi. Come
abbiamo visto, ottennero il denaro
ma lo tennero per sé. Martin Stern temette di essere coinvolto e
cominciò a seguire la storia e i
suoi sviluppi. Stern era sempre più preoccupato per il modo in cui
il denaro dell’Olocausto veniva
impiegato . A parte gli stipendi, i partecipanti all’Operazione
Indennizzi avevano speso 43 milioni
di dollari per viveri da distribuire agli ebrei russi. Bronfman e
Burg non parlarono certamente di
questo progetto quando s’incontrarono con i banchieri svizzeri e
chiesero di accelerare il pagamento
dell’indennizzo ai sopravvissuti, a coloro che avevano diritto al
denaro . Erano forse cambiati i
loro scopi ?
Circostanze familiari portarono Stern a conoscenza di una storia
simile, relativa alle
Assicurazioni Generali. Prima della Seconda guerra mondiale, le
Generali erano già una grande
compagnia d’assicurazione triestina, di proprietà di ebrei italiani.
“Molte compagnie assicurative,
prima della Seconda guerra mondiale, erano in mano ad ebrei, dal
momento che a quei tempi le
assicurazioni non erano altro che piccole banche di proprietà”,
spiega Stern. Le Generali avevano
grandi proprietà ed interessi in Palestina, come pure nei Balcani e
in Italia. Malgrado la guerra,
il fascismo italiano e l’Olocausto, le Generali avevano conservato i
loro collegamenti con gli
ebrei. Non seguirono l‘esempio dei tedeschi e degli svizzeri e
negarono qualunque conoscenza delle
polizze di prima della guerra. Stern, a sue spese, fece un’indagine
e riuscì ad individuare la
località segreta dove i boss delle Generali avevano nascosto le
polizze prebelliche. Scoprì così che
le Generali erano debitrici di grosse somme verso gli eredi dei
propri assicurati. Questa scoperta
costrinse le Generali a fare marcia indietro e ad accettare di
pagare, desiderosa di fare ammenda
verso i suoi assicurati.
Ora, se i morti non fossero stati gli ebrei, i loro eredi avrebbero
ricevuto il valore delle polizze
direttamente dalle compagnie d’assicurazioni o dalle banche. Ma,
come voi tutti avete sospettato da
tempo, noi ebrei siamo diversi perché siamo più ingenui. Per questo
abbiamo accettato di avere degli
intermediari – dirigenti ebraici – nella trattativa con il mondo
esterno, con la sua maggioranza di
Gentili.
Dal 1950 in poi, i dirigenti ebraici hanno fatto una fortuna come
intermediari, visto che gli
indennizzi non andavano direttamente ai sopravvissuti o agli eredi,
ma restavano appiccicati nelle
loro mani. Gli ebrei israeliani avrebbero dovuto ricevere
l’indennizzo e la pensione tramite i
canali dello Stato, mentre gli ebrei europei li ricevevano
direttamente dai goy. La cosa
sorprendente è che i sopravvissuti che venivano pagati tramite mani
ebraiche ottenevano sempre
meno, talvolta proprio molto meno . Lo Stato ebraico, le banche
ebraiche e le organizzazioni
ebraiche guadagnavano in tutte le transazioni e non hanno mai
perduto un a battuta. Quando in
Israele l’inflazione crebbe enormemente, il potere d’acquisto delle
pensioni dei sopravvissuti si
ridusse . Le banche trasmettevano i fondi con ritardo.
Quando gli ebrei russi sono arrivati in Israele, i dirigenti
israeliani hanno raggiunto un accordo
con la Germania per indennizzare i sopravvissuti. Una grandissima
parte dei fondi forniti dalla
Germania è rimasta nelle mani delle organizzazioni ebraiche, degli
intermediari e di sensali vari.
Chi si è fidato dei nostri fratelli ebrei, è stato imbrogliato,
perché rapinare il proprio fratello
ebreo è il passatempo preferito dagli imbroglioni ebrei,dirigenti e
banchieri. Un cinico potrebbe
dire che proprio l’idea stessa del popolo ebraico è la migliore
invenzione di questi imbroglioni.
All’epoca dei nostri nonni, non funzionava così bene.Gli ebrei
allora sapevano che un malfattore
ebreo avrebbe imbrogliato un suo fratello allo stesso modo in cui
avrebbe imbrogliato un goy, e
forse anche più alla svelta . Ma ora noi abbiamo dimenticato questa
importante nozione.
Dopo che Martin Stern ebbe trovato le polizze, le Generali
accettarono di cooperare e di pagare . Ma
Israele e i politici ebrei volevano continuare a far parte del gioco
. Così riuscirono a raggiungere
un preciso accordo con le Generali a favore dei detentori ebrei
delle polizze. Fu un’idea folle :
perché sia che gli ebrei siano un gruppo etnico o
religioso,sicuramente quando si erano assicurati
lo avevano fatto da privati cittadini. Inoltre, non avevano delegato
i politici israeliani a
rappresentarli.. Ma i politici negoziarono l’accordo, ricevettero
cento milioni di dollari, lo
chiamarono il Fondo Generali e cominciarono a servirsene per i loro
scopi. Si dimenticarono degli
interessi dei detentori delle polizze, o, più probabilmente, costoro
non furono mai considerati
parte del progetto. A tutto giugno 2001, di circa 1250 richieste di
informazioni sulle polizze, il
Fondo Generali prese in considerazione soltanto 72. I detentori
delle polizze vennero mandati da un
ufficio all’altro, spesso, senza alcuna valida motivazione, venne
rifiutata ogni loro richiesta o
non ricevettero addirittura risposta . Disperati, si rivolsero agli
italiani e questi prontamente
pagarono.. E questa è stata l’ulteriore prova che noi ebrei abbiamo
bisogno di intermediari ebrei,
così come il pesce ha bisogno di una tuta da sub . Nello stesso
tempo, gli amministratori del Fondo
fecero 270 “pagamenti umanitari spontanei”.Mandarono pacchi dono con
vettovaglie agli ebrei russi in
modo da attirarli verso Israele. Sono sicuro che le Assicurazioni
Generali sarebbero contente di dar
da mangiare agli ebrei russi e di accrescere il loro zelo sionista,
ma perché i politici israeliani
non lo hanno dichiarato mentre stipulavano l’accordo ?
Martin Stern scoprì che gli amministratori del Fondo Generali
facevano avanti e indietro con
l’Italia a spese del Fondo, e quando decisero che guadagnavano
troppo poco, non esitarono a chiedere
alle Generali parcelle sostanziose. Il problema scavalcò l’oceano e
i sopravvissuti americani
scoprirono che le loro richieste di indennizzo venivano “accordate”
dai politici e che le
organizzazioni ebraiche americane appoggiavano i loro compari in
Israele. Un protagonista di questo
sistema era Eagleburger , ex Segretario di Stato degli Stati Uniti.
Questo grand’uomo presiede la
commissione di dirigenti ebraici che si occupano delle richieste
d’indennizzo dell’Olocausto, con
uno stipendio di 350.000 dollari annui. Secondo Stern, l’accordo con
l’assicurazione basterebbe a
malapena a pagare i detentori delle polizze. Questa è la ragione del
suo disgusto, vista la facilità
con cui Bronfman e Burg spendono soldi per tutt’altro.
Mentre le organizzazioni ebraiche hanno dato filo da torcere ai
banchieri svizzeri e tedeschi, sono
state invece assai più timide quando si è trattato di rivalersi su
di una banca ebraica. La Banca
Leumi d’Israele ha probabilmente più fondi di ebrei scomparsi di una
qualsiasi banca svizzera o
tedesca. Riderete se dico che i banchieri israeliani non hanno
fretta di restituire quel denaro. Al
contrario, sembra che queste banche ebraiche siano attaccate con la
colla a quei soldi. Prima della
Seconda guerra mondiale, molti ebrei europei hanno depositato i loro
risparmi nella principale banca
della Palestina britannica la Anglo-Palestine Bank che, dopo il
1948, ha assunto il nome di Banca
Leumi. Alcuni depositavano risparmi, altri noleggiavano cassette di
sicurezza. A servirsi della
banca non erano soltanto gli ebrei : nei caveaux si erano accumulate
grosse fortune di cristiani
come pure di musulmani palestinesi.
Furono molti i palestinesi a perdere i loro risparmi nella grande
catastrofe del 1948. Le banche
israeliane si servirono di tutti i mezzi per bloccare i loro
risparmi e per farli sparire via via
che l’inflazione aumentava. Ma neanche agli ebrei toccò sorte
migliore, perché, evidentemente, il
posto peggiore in cui un ebreo poteva depositare il suo denaro era
la Banca Leumi, la Banca
Nazionale d’Israele. I sopravissuti all’Olocausto e gli eredi delle
vittime si trovarono di fronte
al netto rifiuto della banca di far consultare la sua documentazione
contabile.
Nel corso della privatizzazione, la Banca Leumi divenne in parte
proprietà delle Assicurazioni
Generali. Le assicurazioni Migdal, le Generali e la Banca Leumi
costituiscono un groviglio di affari
e di affaristi di dubbia reputazione. Alcuni di questi, sono
arrivati fin nei consigli di
amministrazione delle compagnie, condividendone i privilegi e
investendo soldi qua e là. Martin
Stern scoprì che, negli anni 50, lo staff della Banca Leumi apriva
tutte le cassette di sicurezza
“dormienti”, senza controlli né supervisione, persino senza neppure
stilare un verbale. Il loro
contenuto veniva messo su buste marroni , immagazzinate poi lontano
da occhi indiscreti. Un
particolare pittoresco. Si è parlato di un baule che si trovava
negli uffici della Banca Leumi da
anni e che rappresentava una vera iattura per le segretarie che che
si rompevano le calze,
strusciando contro gli angoli .Quando il baule fu aperto, si scoprì
che conteneva un autentico
tesoro, evidentemente depositato da una chiesa copta per metterlo in
salvo. Ancora oggi, il baule
non è stato restituito a quella chiesa.
Martin Stern non poteva credere che fossero possibili infrazioni,
così flagranti, alle leggi
bancarie. Nel corso della lotta in difesa dei sopravvissuti
dell’Olocausto e dei loro eredi, chiese
ai dirigenti della Banca Leumi di rendere noti i nomi di coloro che
avevano noleggiato le cassette
di sicurezza e i cui depositi erano stati rimossi dalla banca.
Dapprima il direttore generale
della banca, la signora Galia Maor, negò che la banca avesse aperto
le cassette. Poi, di fronte alla
schiacciante evidenza disse, tutta seria, di aver trovato soltanto
lettere d’amore. Mi domando se le
organizzazioni ebraiche avrebbero accettato una risposta simile
qualora fossero stati gli svizzeri a
darla.
Il destino dei depositi in conto corrente non fu diverso da quello
delle cassette di sicurezza. Dal
momento che la Banca Leumi in pratica vinse in entrambe le
direzioni. Prima della Seconda guerra
mondiale, la signora Klausner aveva depositato in questa banca 170
sterline pari a 25.000 dollari di
oggi. Quando tornò a chiedere il suo deposito, la banca le offrì
tredici shekel ovvero quattro
dollari. Per evitare situazioni imbarazzanti in futuro, i dirigenti
della banca hanno cominciato a
distruggere tutta la vecchia documentazione.
Questi trucchi della Banca Leumi attirarono l’attenzione della
stampa israeliana e della Knesset,
il parlamento israeliano, che decise la costituzione di una
commissione parlamentare d’inchiesta. Ci
vollero sei mesi di intense trattative perché la commissione si
formasse, ma nella sua linea
d’indagine c’era un buco significativo. I sopravvissuti chiedevano
di conoscere i nomi dei
responsabili che avevano occultato i loro fondi per mezzo secolo. La
risposta a questa richiesta non
venne inclusa nei compiti della commissione. E, quel che di peggio,
la commissione aveva tra i suoi
membri persone responsabili del presente stato delle cose. Zvi Barak,
membro della direzione della
Banca Leumi e anche del consiglio di amministrazione del Fondo
Generali, fu mandato a investigare
sulle banche svizzere e ora ci si aspetta che trovi i colpevoli
della sua propria banca.
Michael Kleiner è un deputato di destra del partito Herut, iscritto
alla commissione d’inchiesta.
“La banca ha distrutto la documentazione di due sue sezioni e ora
c’è il sospetto che riguardino i
depositi dell’Olocausto, in particolare le buste marroni con il
contenuto delle cassette di
sicurezza”.
Recentemente la Banca Leumi è stata denunciata per riciclaggio su
larga scala di danaro sporco,
quando le grandi somme rubate da Vladimir Montesinos e dal suo boss
Fujimori, l’ex presidente del
Perù, vennero rintracciate nella sua succursale svizzera.
Ma i più grandi risultati raggiunti dai dirigenti ebraici si ebbero
in Germania nel 1991, quando la
Repubblica Democratica Tedesca si unificò con la Rep. Federale
Tedesca. Dopo il 1945, la RDT non
restituì le proprietà prebelliche ai tedeschi, fossero essi Gentili
o Ebrei. Era una buona logica. I
tedeschi dell’Est non riconoscevano il concetto di “popolo ebraico”:
mettevano sullo stesso piano i
cittadini tedeschi fossero essi ebrei oppure no. Ritenevano che
l’idea nazista di una separatezza
ebraica fosse finita nel 1945, ma non avevano torto. La Germania
Occidentale, nel 1950, accettò il
concetto feudale dell’ebraismo quando decise di pagare l’indennizzo
sulla proprietà ebraica, non ai
sopravvissuti o ai loro eredi, ma allo Stato d’Israele e ai
dirigenti ebraici in qualsiasi parte
del mondo.La Germania unita ripeté questa scelta nel 1991.
Facciamo un esempio. Due tedeschi, chiamiamoli Moses e Peter, morti
in guerra, avevano lasciato
delle proprietà nella RFT. La proprietà di Peter, il Gentile,
rimaneva nelle mani del governo
tedesco, finché non si trovava un erede. In assenza di eredi la
proprietà rimaneva al popolo
tedesco,mentre invece la proprietà di Moses, l’ebreo, sarebbe
passato subito nelle mani di Bronfman
e Burg in quanto dirigenti e rappresentanti del popolo ebraico,
membri della Conferenza per gli
Indennizzi (Conference for Claims). Il governo tedesco trasferì la
proprietà che apparteneva ai suoi
cittadini ebrei, nel territorio della Germania orientale nelle mani
della Conferenza.
La Conferenza non era altro che un corpo fittizio formato da 44
personaggi che non rappresentavano
nessuno. Alcuni di loro erano stati mandati, per esempio,da
un’associazione dal nome roboante,
Anglo-Jewish Association, che aveva soltanto 50 membri. Ora due sole
persone “rappresentavano”
milioni di ebrei israeliani. Questa Conferenza avrebbe trovato gli
eredi di Moses e di altri
tedeschi di origine ebraica.
In ogni caso, i dirigenti ebraici ebbero anche un’idea migliore.
Sapevano che molti proprietari non
sarebbero mai tornati a reclamare le loro case e sapevano anche che,
in questo caso,la proprietà
sarebbe passata a loro. Ma non era abbastanza per questi avidi
bastardi. Fissarono una certa data
oltre la quale non sarebbero state più valide le richieste degli
eredi. Un colpo veramente degno del
genio ebraico: proprietà per un valore di 30 miliardi di dollari
passarono nelle loro mani come se
avessero diritto. Da quel momento in poi, non avevano più problemi
con i ricorsi degli eredi
legittimi e i milioni di dollari degli affitti si accumularono nei
loro conti bancari.
Le organizzazioni ebraiche americane dei sopravvissuti hanno
iniziato la lotta contro i dirigenti
ebraici. Hanno chiesto alla Conferenza di rendere palesi tutte le
liste delle loro proprietà, di
trovare gli eredi legittimi e di rinunciare a tutte queste
proprietà. Pensano di denunciare la
Germania, l’Italia ed altri paesi e organizzazioni che per qualche
ragione misteriosa hanno
convenuto sull’idea medievale di “proprietà ebraica”. Dicono che la
proprietà poteva essere soltanto
degli ebrei come individui, non attribuibile a qualche strana
“proprietà ebraica”.
Come dimostra questa storia, quelle idee sono tutte in funzione
degli interessi degli
autoreferenziali dirigenti ebraici, perché possano continuare a fare
quella vita comoda alla quale
sono abituati. Per quanto riguarda la gente normale di origine
ebraica, è venuto il momento di
abbandonare queste costose illusioni sulla solidarietà ebraica.
17 ottobre 2001
Israel Shamir
Questo testo è stato scritto da un ebreo.
Erwin
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