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REVISIONISMO
Il revisionismo
storico:
Non afferma che non ci sia stata nessuna persecuzione degli
ebrei;
Non afferma che non ci sia stata nessuna privazione dei diritti
degli ebrei;
Non afferma che non ci sia stata nessuna deportazione degli ebrei;
Non afferma che non ci sia stato nessun ghetto ebreo;
Non afferma che non ci sia stato nessun campo di concentramento;
Non afferma che non ci sia stato nessun crematoio nei campi di
concentramento;
Non afferma che non ci sia stato nessun ebreo morto per molte
ragioni;
Non afferma che non sia stata perseguitata nessun'altra minoranza,
come gli zingari, i testimoni di Geova, gli omosessuali, e i
dissidenti politici
Non afferma che le azioni suddette non siano state ingiuste.
_________________________________________________
FREDIANO SESSI, "ESPERTO" DI AUSCHWITZ
_________________________________________________
Carlo Mattogno
________________________________________________________________
1) Un libro su Auschwitz "con dati e documenti inediti"
_________________________________________________________________
Il dilettantismo degli studiosi italiani del cosiddetto Olocausto è
una realtà tragicamente evidente che si riconferma ad ogni loro
nuova pubblicazione. E non parlo di critici mediocri e arroganti
come Francesco Germinario, ma dei "ricercatori" che pubblicano libri
e articoli.
Uno dei più considerati, insieme a Marcello Pezzetti, è Frediano
Sessi, già curatore della traduzione italiana dell'opera classica di
Raul Hilberg e recente autore di un libro su Auschwitz di quasi 400
pagine intitolato "Auschwitz 1940-1945. L'orrore quotidiano in un
campo di sterminio". In una anticipazione apparsa sul "Corriere
della Sera" del 6 settembre 1999, il libro veniva presentato così:
"In questo nuovo libro, sulla base dei racconti dei sopravvissuti e
di documenti d'archivio, Frediano Sessi ricostruisce per la prima
volta la vita di ogni giorno nel lager, a partire dal primo
convoglio di prigionieri, che giunse ad Auschwitz il 14 giugno 1940,
fino alla liberazione per opera dell'Armata Rossa, il 27 gennaio
1945".
Uno dei sottotitoli dell'articolo recita:
"Sta per uscire un libro sulla vita quotidiana nel lager nazista.
Con dati e documenti inediti"(Corsivo mio).
Tali affermazioni, come vedremo subito, sono decisamente ridicole.
Il libro in questione, infatti, non è altro che una scrupolosa
ricompilazione (o dovremmo parlare di plagio?) di un'opera -- di ben
altro livello -- pubblicata in italiano due anni prima dal Museo di
Auschwitz col titolo "Auschwitz. Il campo nazista della morte".
La ricompilazione è articolata in quattro parti:
* appropriazione delle fonti archivistiche senza riferimento alla
fonte
* appropriazione di citazioni testuali o di opere senza riferimento
alla fonte
* fotografie riprodotte senza riferimento alla fonte
* citazione di passi dell'opera con riferimento alla fonte.
Come vedremo nel punto 4), F. Sessi cita ripetutamente quest'opera
del Museo di Auschwitz, ma con l'anno di pubblicazione errato (1995
invece di 1997) [p. 37 e 376]. I testi da lui citati corrispondono
perfettamente all'edizione del 1997 e, per quanto mi risulta, non
esiste alcuna edizione del 1995.
Esaminiamo ora in dettaglio la struttura della ricompilazione.
1) Tutte le fonti d'archivio (documenti e testimonianze) millantate
da F. Sessi -- che conferiscono una parvenza scientifica al suo
libro -- e le relative citazioni sono tratte dall'opera
summenzionata del Museo di Auschwitz (e, in parte, dal "Kalendarium"
di Auschwitz). Eccone l'elenco completo:
__________________________________________________________________
Libro di Frediano Sessi Libro del Museo di
Auschwitz
__________________________________________________________________
1) Nota 1, p. 7: APMO, (Mat. RO), t.III, k. 208
.......................................Nota 6, p. 246: APMO, Mat. RO
t. III k. 208
2) Nota 3, p. 10: APMO, IZ-27/3, 11
..........................................................Nota 12,
p. 249: APMO, IZ-27/3,11
3) Nota 4, p. 10: APMO, Zespol Oswiadczenia, t. 115, k. 204-5
...............Nota 11, p. 249: APMO, Zespó> Oswiadczenia, t. 115,
k. 204, 205,
4) Nota 5, p. 14: APMO, Zespol Oswiadczenia, t. 75, k.13
........................Nota 22, p. 253: APMO, Zespó> Oswiadczenia,
t. 75, k, 13
5) Nota 8, p. 16: APMO, Zespol Oswiadczenia, t. 74, k.
175-76................Nota 23, p. 256, APMO, Zespó> Oswiadczenia, t.
74, k. 175-176
6) Nota 7, p. 24: APMO, D-RF/RSHA/117a, Zespol Allgemeine Erlasse
des Reichssicherheitshauptamtes, k. 59.....Nota 2, p. 19: APMO, D-RF/RSHA/117a.
Zespó> Allgemeine Erlasse des Reichssicherheitshauptamtes, k. 59
7) Nota 21, p. 31: APMO, D-RF-3/RSHA/117/2, Zespol Allgemeine
Erlasse RSHA, k.166 .....Nota 13, p. 21: APMO, D-RF-3/RSHA/117/2.
Zespó> Allgemeine Erlasse RSHA, k. 166.
8) Nota 23, p. 34: APMO, D-RF-3/RSHA/118/9, Zespol Erlass-Sammlung
RKPA, k. 607.......Nota 19, p. 23: APMO, D-RF-3/RSHA/118/9. Zespó>
Erlass-Sammlung RKPA, k. 607
9) Nota 25, p. 35: APMO, Proces Hössa, t. 12, k.
10............................................................Nota
20, p. 24: APMO, Proces Hössa, t. 12, k. 10
10) Nota 26, p. 36: APMO, D-RF-3/RSHA/11/7/1, Zespol Allgemeine
Erlasse RSHA, k. 91.....Nota 21, p. 24: D-RF-3/RSHA/117/1. Zespó>
Allgemeine Erlasse RSHA, k. 91.
11) Nota 5, p. 39: APMO, Zespol Oswiadczenia, t. 76, k.
199................................Nota 20, p. 74: APMO, Zespó>
Oswiadczenia, t. 76, k. 199
12) Nota 10, p. 43: Zespol Oswiadczenia, t. 27, k.
149............................................Nota 2, p. 64: APMO,
Zespó> Oswiadczenia, t. 22, k. 149
13) Nota 22, p. 50: APMO, Mat.
605/47a................................................................Nota
6, p. 141: APMO, Mat. 605/47a
14) Nota 22, p. 50: APMO, Materiali su padre Kolbe, t. 147a, k. 16,
48 e 52.......Nota 16, p. 190: Materia>y o ojcu Kolbe (Materiali su
padre Kolbe) t. 147a, k. 16, 48, 52
15) Nota 24, p. 52: APMO, D-AuI 4/34, n. inventario
161197..................Nota 5, p. 65: APMO, D-AuI-4/34, nr inv.
161197
16) Nota 25, p. 53: APMO, D-RF,9/ Zespol Sammlung von Erlassen, pag.
20.....Nota 9, p. 68: [APMO, D-RF-9/WVHA/8, Zespó> Sammlung von
Erlassen], p. 20.
17) Nota 27, p. 55: APMO, D-RF-9/WVHA/8, Zespol Sammlung von
Erlassen, p. 52....Nota 16, p. 71: APMO, D-RF-9/WVHA/8, Zespó>
Sammlung von Erlassen, p. 52
18) Nota 28, p. 56: APMO, Proces Hössa, cit., t.12, k.
141...........................Nota 17, p. 72: APMO. Proces Hössa, t.
12, k. 141
19) Nota 11, p. 107: Documenti prodotti a Norimberga, PS-785-788
...........Nota 3, p. 131: Dokument norymberski PS 785-788
20) Nota 16, p. 113: APMO, Proces Hössa, cit., t. 25, k.
5............................Nota 11, p. 136: APMO, Proces Hössa, t.
25, k.5
21) Nota 26, p. 120: APMO, Zespol Oswiadczei, t. 70, k.
159-60..................Nota 4, p. 140: APMO, Zespó> Oswiadczef, t.
70 k. 159-160
22) Nota 15, p. 130: APMO, Proces Hössa, cit., t. 22, k.
74..........................Nota 19, p. 163: APMO. Process [sic]
Hössa, t. 22, k. 74
23) Nota 21, p. 134: APMO, "Zespol Oswiadczenia", t. 72, k. 18-19;
t. 73, k. 1; t. 74, k. 3-4; t. 96, k. 34-37.....Nota 50, p. 123:
APMO, Zespó> Oswiadczenia, t. 72 k. 18-19, t.73 k.1, t.74 k. 3-4, t.
96 k. 34-37
24) Nota 5, p. 149: APMO, RSHA-3/128, nr. inw. 155590. Trasporti del
RSHA dalla Slovacchia nel 1942......Nota 6, p. 111: APMO,
RSHA-3/128, nr inw. 155590. Trasporti del RSHA dalla Slovacchia nel
1942
25) Nota 12, p. 116: APMO, D.Aull-3/1/1,
D.Aull-3/2/1.......................Nota 26, p. 116: APMO,
D-AuII-3/1/1, D-AuII-3/2/1
26) Nota 14, p. 155: APMO, Zespol Zugangliste, t.
1-5........................Nota 33, p. 117: APMO. Zespó> Zugangliste,
t. 1-5
27) Nota 15, p. 155: Documentazione del processo di Norimberga,
NO-2031.....Nota 41, p. 120: Dokument Norymberski, syg. NO-2031
28) Nota 5, p. 200: In Atti della commissione d'inchiesta contro i
crimini nazisti, Cracovia, sygn. 18/67 (Akta Okregowej)......Nota
13, p. 146: Akta Okrogowej Komisji Badania Zbrodni Hitlerowskich w
Krakowie (Atti della Commissione Distrettuale d'Inchiesta dei
crimini nazisti a Cracovia), sygn. 18/67
29) Nota 6, p. 201: APMO, Zespol Wispomnienia, t. 2, k.
379.................Nota 14, p. 147: APMO. Zespó> Wspomnienia, t. 2,
k. 379.
30) Nota 28, p. 217: APMO, Mat. RO., t. III, k. 175
..............................Nota 30, p. 210: APMO. Mat. RO. t. III
k. 175
31) Nota 34, p. 223: APMO, BW
30/42/2..................................................Nota 3, p.
152: APMO, BW 30/42/2
32) Nota 35, p. 223: APMO, Proces Hössa, t. 11, k.
139.........................Nota 4, p. 153: APMO. Process [sic]
Hössa, t. 11, k. 139
33) Nota 13, p. 236: Ricordi di Maria Oyrzynska, registrata nel
campo con il cognome Slisz, in APMO, t. 63, k. 28............Nota
10, p. 53: APMO. Zespó> Wspomnienia (Raccolta ricordi), t. 63, k.
28, ricordi dell'ex detenuta Maria Oyrzyfska (registrata nel campo
con il cognome Slisz)
34) Nota 44, p. 261: APMO, IZ 8/10. Akta Gestapo Lodz, k. 65-67
............Nota 23, p. 221: APMO. IZ-8/3a. Akta Gestapo <ódr (Atti
della Gestapo di <ódr) k. 65-67
35) Nota 44, p. 261: APMO, "Zespol Oswiadczenia", t. 40, k.
32-42...........Nota 23, p. 221: APMO. Zespó> Oswiadczenia, t. 40,
k. 35-42
36) Nota 50, p. 267: Documento del processo di Norimberga, NO 035,
citato anche in A. Mitscherlich, F. Mielke, Medicina disumana.
Feltrinelli, Milano 1967. ......Nota 1, p. 79: Dok. NO 035 cit. da
Alexander Mitscherlich e Fred Mielke, Nieludzka medycyna. Dokumenty
procesu norymberskiego przeciwko lekarzom (Medicina disumana.
Documenti del processo di Norimberga contro i medici), Warszawa
1963, p. 243
37) Nota 51, p. 268: Documento del processo di Norimberga, NO 205.
Anche in Y. Ternon, S.Helman, Histoire de la médicine SS: le mythe
du nazisme biologique. Touurnai, Casterman 1969 .......Nota 1, p.
79: Dok, NO 205 [...]. Yves Ternon, Socrate Helman, Historia
Medycyny SS czyli mit rasizmu biologicznego (Storia della Medicina
delle SS ovvero il mito del razzismo biologico), Warszawa 1973, pp.
169-218
1. 38) Nota 52, p. 268: APMO, D-AuI-3a, sono contenuti gli elenchi
mensili dei detenuti e delle detenute utilizzati a questo scopo nel
KL di Auschwitz
Nota 3, p. 80: APMO. D-AuI-3a. Gli elenchi mensili dell'impiego dei
detenuti e delle detenute del KL Auschwitz
39) Nota 60, p. 274: APMO, Proces Hössa, t. 7 k.
78-79.......................Nota 23, p. 88: APMO. Process Hössa, t.
7, k. 78-79
40) Nota 8, p. 299: APMO, D-AuII-3/1/1, D-AuII-3/2/1, Registro del
campo zingaro maschile e femminile.....Nota 26, p. 116: APMO.
D-AuII-3/1/1, D-AuII-3/2/1, Registro principale del campo zingaro
maschile e femminile
41) Nota 12, p. 301: APMO, Proces Hössa, deposizioni degli ex
internati K. Smolen, B. Epstein e O. Wolken .....Nota 30, p. 117:
APMO. Proces Hössa, t. 1 k. 26, t. 5 k. 31, t. 6 k. 43, deposizioni
degli ex detenuti Kazimierz Smolef, Bertold Epstein, Otto Wolken
42) Nota 6, p. 312: AOMO, Mat. RO t. I k. 33, k. 5, k. 10; t. II k.
58, k. 164, k. 142, k. 87....Note 10-13 e 15-17, pp. 202-204: APMO.
Mat. RO t. I k. 33, k. 5, k. 10; t. II k. 58, k. 164, k. 142, k. 87
43) Nota 7, p. 313: APMO, Proces Hössa, t. 21, k.
42-43....................Nota 20, p. 207: APMO. Proces Hössa, t. 21
k. 42-43
44) Nota 9, p. 313: Relazione dell'ex detenuto Tadeusz Chroscicki.
APMO, t. II, k. 4 APMO. Zespó> Oswiadczenia, t. 11, k. 4, relazione
dell'ex detenuto Tadeusz Chróscicki
45) Nota 10, p. 314: APMO, Mat. RO, t. VII, k.
450..........................Nota 24, p. 208: APMO. Mat. RO, t. VII
k. 450
46) Nota 3, p. 329: APMO, Proces Hössa, t. II, k.
113.......................Nota 8, p. 166: APMO. Process [sic] Hössa,
t. 11 k. 113
47) Nota 5, p. 322: Proces Hössa, t. 8, k.
28-29............................Nota 19, p. 168: APMO. Process
[sic] Hössa, t. 8 k. 28-29
48) Nota 12, p. 335: APMO, Mat. RO t. VII k.
459............................Nota 49, p. 237: APMO. Mat. RO, t.
VII k. 459
49) Nota 1, p. 337: APMO, Proces Hössa, t. 8, k.
28-29......................Nota 19, p. 168: APMO. Process [sic]
Hössa, t. 8 k. 28-29
Riferimenti d'archivio tratti dal "Kalendarium" di Auschwitz senza
indicazione:
Libro di Frediano Sessi "Kalendarium" di Auschwitz
50) Nota 11, p. 93: APMO, Proces Hössa, t. 21 k. 3, 4 e 23
................................ P. 106: APMO, Höss-Prozess, Bd. 21,
Bl. 3 f. 23
51) Nota 23, p. 135: APMO, Mat. RO, t. I, k. 36 P. 535: APMO, Mat.
TO., Bd. I, Bl. 36
In questo saccheggio, il nostro "esperto" di Auschwitz copia
supinamente dalla sua fonte perfino quella -- per lui misteriosa -
"k." che è semplicemente l'abbreviazione della parola polacca "kartka",
"pagina"!
2) F. Sessi si impossessa poi di varie citazioni dell'opera
summenzionata e le millanta come sue. Ecco le principali:
Libro di Frediano Sessi Libro del Museo di Auschwitz
________________________________________________________________
Nota 11, p. 301: O. Kraus, E. Kulka, Die
Todesfabrik, Berlino 1958, Ed. Kongress, pag. 169
Nota 28, p. 116: Ota Kraus, Erich Kulka, Die Todesfabrik, Berlin
1958, p. 169
Nota 4, p. 321: Tadeusz Cyprian, Herzy [sic] Sawicki, Sprawy polskie
w procesie norymberskin [sic][Le cause polacche al processo di
Norimberga], Poznan 1956, pag. 438-39
Nota 17, p. 167: Tadeusz Cyprian. Jerzy Sawicki, Sprawy polskie w
procesie norymberskim (Le cause polacche al processo di Norimberga),
Poznaf 1956, p. 438-439
Nota 6, p. 322: Andrzej Pankowicz, Oswiecim w swietle akt procesow
norymberskich [Auschwitz alla luce dei processi di Norimberga], "Zeszyty
Oswiecimskie", 1985, n. 18, pag. 309-12
Nota 23, p. 169: Andrzej Pankowicz, Oswiecim w swietle akt procesów
norymberskich (Auschwitz alla luce degli atti dei processi di
Norimberga), Zeszyty Oswiecimskie 1985, nr 18, p. 309-312
Nota 8, p. 343: H. Langbein, Der Auschwitz-Prozess. Eine
Dokumentation. Wien-Frankfurt, 1965. Riferimento a "...pene
variabili tra i 3 anni di carcere e i 14" (p. 343)
Nota 7, p. 281: Hermann Langbein, Der Auschwitz-Prozess. Eine
Dokumentation. Wien-Frankfurt/M-Zürich, 1965. Riferimento a "...pene
variabili da 3 a 14 anni di reclusione" (p. 281)
Nota 3, p. 199: F. Stryj, All'ombra dei crematori, Katowice 1960,
pag. 225-26
Nota 10, p. 144: Franciszek Struj, W cieniu krematoriów (All'ombra
dei crematori), Katowice 1960, p. 225-226
Note 1-3, p. 328: libri di H. Krahelska, N.Zarembina e Z. Kossak
Nota 1, p. 225 e p. 225 testo: libri di H. Krahelska, N.Zarembina e
Z. Kossak
Nota 4, p. 329: Notizia e volantino (apparso nel 1944) sono
riportati in S. Klodzinski, Sullo sfruttamento economico dei
cadaveri nella Germania nazista, Oswiecim 1964, pag. 95
Nota 2, p. 225: Stanis>aw K>odzifski, Z zagadnief gospodarczej
eksploatacji zw>ok ludzkich w Niemczech hitlerowskich (Sullo
sfruttamento economico dei cadaveri nella Germania nazista), "Przeglad
Lekarski Oswiecim", 1964, p. 95
Nota 5, p. 329: Pubblicazione del Ministero polacco
dell'informazione, in esilio a Londra (senza data) in part. pag.
86-89, in APMO. Riferimento al "libro nero dal titolo The German New
Order in Poland" (p. 329)
Nota 6, p. 226: The German New Order in Poland. Published for the
Polish Ministry of Information, London (senza anno), p. 86-89
Nota 6, p. 329: Martin Gilbert, Auschwitz und die Allierten, München
1982, pag. 51-58
Nota 8, p. 227: Martin Gilbert, Auschwitz und die Allierten, München
1982, p. 51, 57, 58
Nota 7, p. 330: Vittorio Giuntella, Il nazismo e i lager, Studium,
Roma 1980, pag. 158 e seg.
Nota 16, p. 229: Vittorio Giuntella, Il nazismo e i Lager, Roma
1979, p. 158-159
Nota 8, p. 330: M.Gilbert, Auschwitz und die Allierten, cit., pag.
212, 419, nota 27
Nota 20, p. 230, M.Gilbert, op. cit. [Auschwitz und die Allierten],
p. 212, 419, nota 27
Nota 9, p. 331: M.Gilbert, Auschwitz und [sic], cit., pag. 271 e
seg.
Nota 28, p. 232: M.Gilbert, op. cit. [Auschwitz und die Allierten],
p. 272
Nota 10, p. 333: M. Gilbert, Auschwitz und die [sic], cit., pag. 289
e seg.
Nota 43, p. 236: M.Gilbert, op. cit. [Auschwitz und die Allierten],
p. 289
Nota 11, p. 334, [M. Gilbert, Auschwitz und die Allierten], pag.
225, 363
Nota 46, p. 237, M. Gilbert, op. cit., [Auschwitz und die Allierten],
p. 225, 363
Nota 13, p. 335, M. Gilbert, Auschwitz und [sic], cit., pag. 389-390
Nota 50, p. 238, M. Gilbert, op. cit., [Auschwitz und die Allierten]
, p. 389, 390
A p. 323 F. Sessi scrive:"Yehuda Bauer riporta la cifra di 2.500.000
[vittime di Auschwitz]". La fonte (nota 9) è: "Yehuda Bauer,
Auschwitz, in Der Mord an den Juden zweiten Weltkrieg [sic],
Stuttgart 1985 (nel suo saggio l'autore si rifersice anche agli
storici polacchi)". Il titolo corretto è: Der Mord an den Juden im
Zweiten Weltkrieg (Herausgegeben von Eberhard Jäckel und Jürgen
Rohwer, DTV, Stuttgart 1985).
Il riferimento è tratto senza indicazione della fonte dal libro di
Franciszek Piper (più volte citato da F. Sessi) "Die Zahl der Opfer
von Auschwitz" (Verlag Staatliches Museum in Oswiecim, 1993), p. 98,
nota 149. Piper cita la p. 173 dell'opera tedesca summenzionata con
il commento copiato da F. Sessi: "Bauer beruft sich auf polnische
Veröffentlichungen" ossia "Bauer si riferisce a pubblicazioni
polacche". Nel passo citato da Piper, infatti, Bauer propone la
cifra di 2.500.000 assassinati ad Auschwitz "nach polnischen Angaben"
(secondo dati polacchi).
Gli altri riferimenti a R. Hilberg, L. Poliakov, G. Reitlinger e G.
Wellers citati da F. Sessi nella stessa pagina (p. 323) sono tratti
dalla p. 97 del libro summenzionato di F. Piper.
----------
3) Il libro di F. Sessi contiene un'appendice fotografica in carta
lucida senza numerazione di pagine inserita tra le pp. 160 e 161 che
comprende 21 fotografie con relative didascalie. Fotografie e
didascalie sono tratte tutte, senza indicazione della fonte, dal
libro "Auschwitz. Il campo sterminio della morte", in cui sono
incluse 5 appendici fotografiche in carta lucida senza numerazione
di pagine. Ecco l'elenco delle corrispondenze.
Fotografia= Libro di Frediano Sessi
Appendice=Libro del Museo di Auschwitz
Fotografia 1: "KL Auschwitz I. Ingresso principale con la scritta
«Il lavoro rende liberi»"
Appendice 1, fotografia 6: "KL Auschwitz I. Ingresso principale con
la scritta «Il lavoro rende liberi»"
Fotografia 2: "KL Auschwitz I. Il blocco nr 11 dai detenuti detto
"Blocco della morte". Svolgeva varie funzioni, fra cui quella
famigerata di prigione del Lager dove venivano reclusi fra l'altro i
fuggiaschi e i membri della resistenza interna al campo e ad esso
limitrofa"
Appendice 4, fotografia 9: "KL Auschwitz I. Il blocco nr 11 dai
detenuti detto "Blocco della Morte". Svolgeva varie funzioni, fra
cui quella famigerata di prigione del Lager dove venivano reclusi
fra l'altro i fuggiaschi e i membri della resistenza interna al
campo e ad esso limitrofa"
Fotografia 3: "Il KL Auschwitz I. Campo fondato dalle SS nel terreno
e negli edifici di una preesistente caserma polacca"
Appendice 1, fotografia 8: "Il KL Auschwitz I. Campo fondato dalle
SS nel terreno e negli edifici di una preesistente caserma polacca"
Fotografia 4: "Il KL Auschwitz II-Birkenau. L'ingresso principale
detto "Portone della morte" "
Appendice 1, decima fotografia 10: "Il KL Auschwitz II-Birkenau.
L'ingresso principale detto "Portone della morte" "
Fotografia 5: "KL Auschwitz II-Birkenau. Donne e uomini sulla
banchina prima della selezione"
Appendice 3, fotografia 9: "Donne e uomini prima della selezione
sulla banchina"
Fotografia 6: "KL Auschwitz II-Birkenau. Donne e bambini separati
dagli uomini in attesa della selezione"
Appendice 3, fotografia 12: "KL Auschwitz II-Birkenau. Donne e
bambini separati dagli uomini e in attesa della selezione"
Fotografia 7: "La famiglia dell'ex detenuta Lila Jacob, ebrea
ungherese. Da sinistra: la zia Tauba insieme ai suoi quattro figli,
che dopo la selezione sulla banchina ferroviaria di Birkenau furono
mandati alla camera a gas. Il trasporto giunse al KL Auschwitz dal
ghetto di Begegszasz (Ungheria) nel giugno 1944"
Appendice 2, fotografia 49: "La famiglia dell'ex detenuta Lila
Jacob, Ebrea ungherese. Da sinistra: la zia Tauba insieme ai suoi
quattro figli, che dopo la selezione sulla banchina ferroviaria di
Birkenau furono mandati alla camera a gas. Il trasporto giunse al KL
Auschwitz dal ghetto di Begegszasz (Ungheria) nel giugno 1944"
Fotografia 8: "KL Auschwitz II-Birkenau. Interni di baracche per
prigionieri in cui venivano stipate spesso fino ad alcune centinaia
di persone" Appendice 2, fotografia 2: "KL Auschwitz II-Birkenau.
Interni di baracche per prigionieri in cui venivano stipate spesso
fino ad alcune centinaia di persone"
Fotografia 9: "KL Auschwitz II-Birkenau. La latrina del campo".
Appendice 2, fotografia 3: "KL Auschwitz II-Birkenau. La latrina del
campo".
Fotografia 10: "KL Auschwitz II-Birkenau. Prigionieri durante gli
scavi dei canali di bonifica del campo".
Appendice 2, fotografia 8: "KL Auschwitz II-Birkenau. Prigionieri
durante gli scavi dei canali di bonifica del campo".
Fotografia 11: "KL Auschwitz II-Birkenau. Il lavoro dei prigionieri
si svolgeva sempre sotto la sorveglianza delle SS"
Appendice 2, fotografia 12: "KL Auschwitz II-Birkenau. Il lavoro dei
prigionieri si svolgeva sempre sotto la sorveglianza delle SS"
Fotografia 12: "KL Auschwitz II-Birkenau. Crematorio II. La
costruzione dei forni nel 1943"
Appendice 3, fotografia 27: "KL Auschwitz II-Birkenau. Crematorio
II. La costruzione dei forni nel 1943"
Fotografia 13: "Sopra: Siringa con la quale si uccidevano i
prigionieri con iniezioni di fenolo e la richiesta di 5 kg di fenolo
firmata dall'infermiere delle SS Klehr"
Appendice 2, fotografia 57: "Siringa con la quale si uccidevano i
prigionieri con iniezioni di fenolo e la richiesta di 5 kg di fenolo
firmata dall'infermiere delle SS Klehr"
Fotografia 14: "A Lato: KL Auschwitz I. La forca mobile sulla quale
veniva eseguita la condanna a morte per impiccagione"
Appendice 2, fotografia 58: "KL Auschwitz I. La forca mobile sulla
quale veniva eseguita la condanna a morte per impiccagione"
Fotografie 15 e 16: "I resti degli averi delle vittime saccheggiati
dalle SS e trovati nel campo liberato"
Appendice 5, fotografie 17 e 18: "I resti degli averi delle vittime
saccheggiati dalle SS e trovati nel campo liberato"
Fotografia 17: "Gli effetti della fame -- prigioniero fotografato
dopo la liberazione del campo"
Appendice 2, fotografia 17: "Gli effetti della fame -- prigionieri
fotografati dopo la liberazione del campo"
Fotografia 18: "Bambine (probabilmente zingare). Fotografia scattata
nel laboratorio fotografico della Gestapo del campo
(Erkennungsdienst) su disposizione di Mengele"
Appendice 2, fotografia 38: "Bambine (probabilmente zingare).
Fotografia scattata nel laboratorio fotografico della Gestapo del
campo (Erkennungsdienst) su disposizione di Mengele"
Fotografia 19: "Il 27 gennaio 1945 venne liberato il campo di
Auschwitz. I sopravvissuti furono immediatamente soccorsi dal
servizio sanitario militare sovietico e dalla Croce Rossa Polacca"
Appendice 5, fotografia 11: "Il 27 I 1945 venne liberato il campo di
Auschwitz. I sopravvissuti furono immediatamente soccorsi dal
servizio sanitario militare sovietico e dalla Croce Rossa Polacca"
Fotografia 20: "Gruppo di bambini che abbandona la baracca nr 2 del
settore BIIe di Birkenau dopo la liberazione del campo avvenuta il
27 gennaio 1945" Appendice 2, fotografia 54: "Gruppo di bambini che
abbandona la baracca nr 2 del settore BIIe di Birkenau dopo la
liberazione del campo avvenuta il 27 I 1945"
Fotografia 21: "Bimbi liberati nel KL Auschwitz. Foto scattata nella
primavera del 1945 nell'ex campo base"
Appendice 2, fotografia 55: "Bimbi liberati nel KL Auschwitz. Foto
scattata nella primavera del 1945 nell'ex campo base"
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Anche la tabella relativa ad "Alcune espressioni tipiche del gergo
del lager" (pp. 167-168) e il "Glossario" (pp. 349-359) sono stati
compilati saccheggiando l' "Elenco dei principali termini del campo"
che appare alle pp. 294-297 del libro "Auschwitz. Il campo nazista
della morte".
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4) Oltre alle fonti summenzionate, il contenuto storico del libro di
F. Sessi è tratto essenzialmente da quattro libri: il già citato
"Auschwitz. Il campo nazista della morte", "Uomini ad Auschwitz", di
Hermann Langbein (Mursia, Milano 1984), "Medici nazisti" di Robert
Jay Lifton (Rizzoli, Milano 1988) e "L'ordine del terrore", di
Wolfgang Sofsky (Laterza, Bari 1995).
-Dal primo F. Sessi trae almeno 45 citazioni (riferoimenti alle pp.
15, 25, 31, 37, 44, 51, 52, 54, 77, 79, 86, 86, 88, 100, 108, 111,
118, 119, 130, 134, 146, 150, 154, 155, 156, 198, 199, 207, 216,
217, 222, 224, 230, 244, 255, 269, 271, 273, 304, 312, 315, 318,
340, 341, 344).
-Il libro di H. Langbein frutta a F. Sessi altre 27 citazioni
(riferimenti alle pp. 18, 23, 37, 88, 90, 90, 92, 95, 99, 105, 106,
121, 123, 127, 128, 131, 132, 133, 135, 231, 234, 248, 250, 262,
315).
-Dal libro di R.J. Lifton l'autore preleva ulteriori 19 citazioni
(riferimenti alle pp. 90, 90, 91, 91, 96, 98, 186, 248, 249, 249,
250, 251, 251, 251, 253, 254, 255, 257, 271).
-Dal libro di W. Sofsky, infine, F. Sessi raccoglie altre 19
citazioni (riferimenti alle pp. 39, 40, 41, 47, 47, 48, 48, 49, 67,
69, 73, 75, 101, 102, 126, 128, 183,184,306).
-Soltanto da questi quattro libri, F. Sessi trae oltre un quarto di
tutti i riferimenti del suo libro!
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Il dilettantismo di F. Sessi risulta inoltre evidente dal fatto che
egli ignora completamente testi fondamentali su Auschwitz come:
-Jean-Claude Pressac, Auschwitz : Technique and Operation of the Gas
Chambers. New York 1989.
-Y.Gutman e M. Berenbaum (Ed.), Anatomy of the Auschwitz Death Camp.
Bloomington and Indianapolis 1994.
-D. Dwork e R.J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present. New
York-London 1996.
-AAVV. Auschwitz 1940-1945, 5 tomi. Oswiecim-Brzezinka 1995.
-In compenso, F. Sessi cita "Auschwitz. Storia del Lager 1940-1945"
di Otto Friedrich, un libello rigorosamente privo di note e di
riferimenti alle fonti che raccoglie diligentemente le dicerie più
inverosimili sulla storia del campo!
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In fatto di dilettantismo, F. Sessi, a p. 335, scrive quanto segue:
"I morti assassinati a Majdanek sono più di 360.000 e quando le
truppe sovietiche entrarono nel lager videro montagne di scarpe,
capelli, vestiti, occhiali ecc.; il deposito dello Zyklon B, le
fosse comuni, lo stato dei sopravvissuti".
F. Sessi si affida al vecchio libro di Józef Marsza>ek "Majdanek.
The Concentration Camp in Lublin" (Interpress, Warsaw 1986), che
contiene appunto la cifra dei presunti 360.000 morti (p. 142), e
pari degli altri "storici" del suo calibro, egli ignora che il Museo
di Majdanek ha da tempo ridimensionato il numero dei morti a
235.000, ma anche questa cifra è enormemente esagerata: la cifra
reale, risultante dai documenti, è di circa 42.000. Se F. Sessi
vuole conoscere qualcosa di serio, di originale e di
documentariamente fondato sul campo di Lublino-Majdanek non ha che
da leggere il libro "KL Majdanek. Eine historische und technische
Studie" (Castle Hill Publisher, Hastings, Gran Bretagna, 1998, 319
pp. Con 38 documenti e 22 fotografie), da me scritto in
collaborazione con Jürgen Graf.
In conclusione, "Auschwitz 1940-1945. L'orrore quotidiano in un
campo di sterminio" è un libro dilettantesco, una piatta
rimasticazione di farine di altrui sacchi, in una frase, il classico
esempio di chi legge tre libri e subito si affretta a scriverne un
quarto nel quale riassume i prime tre!
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2) Auschwitz. Le pseudo-disavventure del
"Diario di un corvo nero"
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Nel "Corriere della Sera" dell'8 giugno 2001 (p. 35) è apparso un
articolo di Frediano Sessi intitolato "Auschwitz. Diario di un corvo
nero", con sottotitolo "Testimoni. Riaffiora dopo decenni in Israele
l'orrore assoluto, nel racconto di un ebreo obbligato a lavorare nel
crematorio. La voce di una vittima dimenticata".
F. Sessi vi narra le presunte disavventure di uno scritto attribuito
a tale Salmen Gradowski, che sarebbe stato deportato a Birkenau nel
dicembre 1942 e assegnato al "Sonderkommando" (la presunta "squadra
speciale" addetta ai crematori) - termine inventato dagli ex
detenuti che non trova il minimo riscontro nei documenti. En
passant, non esiste nessun documento d'archivio che dimostri che
questo Gradowski sia stato realmente deportato a Birkenau.
Assistendo quotidianamente agli orrori dello "sterminio", egli
avrebbe deciso di "testimoniare" e avrebbe redatto un "manoscritto"
che "descrive l'intero processo di morte" e che sarebbe stato
"sepolto tra le ceneri e la terra del crematorio IV".
Ciò che accadde dopo, F. Sessi lo racconta così:
"Quel testo "sacro" come lo definisce Elie Wiesel, sarà ritrovato
dopo la guerra da Haim Wollerman, un ebreo polacco trasferitosi in
Israele nel 1947, e da quel momento nessuno ne saprà più nulla.
[...]. Così dopo il rifiuto di diversi editori a pubblicarne il
testo, Wollerman decide di stamparlo in poche copie a sue spese, per
realizzare un impegno morale: restituire al mondo il racconto
dell'inferno. Ma ancora una volta il documento di Gradowski,
pubblicato a Tel Aviv nel 1977, scompare tra gli archivi di Yad
Vashem e di qualche altro Museo e non raggiunge il pubblico. Oggi,
dopo quasi sessant'anni di silenzio, il desiderio dell'autore di far
conoscere a tutti quel che è accaduto nella terra di Birkenau si
realizza. L'oblio è spezzato",
perché, a quanto pare, nel maggio o giugno del 2001 è stata
pubblicata una nuova edizione del "manoscritto" -- che ha dato a F.
Sessi lo spunto per scrivere l'articolo summenzionato --, ma,
stranamente, egli non la menziona affatto.
L'ignoranza bibliografica del nostro "esperto" di Auschwitz è
davvero incredibile!
Il "manoscritto" in questione fu dissotterrato nell'area del
crematorio II (e non del crematorio IV) il 5 marzo 1945. Esso non fu
scoperto da Haim Wollerman, ma dalla Commissione di inchiesta
sovietica; due membri di essa, Popov e Gerasimov, redassero il
protocollo di ritrovamento e il "manoscritto" fu poi portato al
Museo Medico-Militare di Leningrado, dove si trova a tutt'oggi.
A partire dal 1969, il "manoscritto" è stato pubblicato più volte:
nella rivista "Biuletyn eydowskiego Instytutu Historycznego", n.
71-72, 1969, col titolo Pamietnik (Diario), pp. 172-204;
nella rivista "Zeszyty Oswiecimskie" (numero speciale, 1971), nello
raccolta intitolata "Wród koszmarnej zbrodni". Rekopisy czonków
Sonderkommando;
nella traduzione tedesca dello scritto precedente intitolata
"Inmitten des grauenvollen Verbrechens". Handschriften von
Mitgliedern des Sonderkommandos, in: "Hefte von Auschwitz",
Sonderheft I, 1972;
nella traduzione inglese dello scritto di cui al punto 2 intitolata
"Amidst a Nightmare of Crime". Manuscripts of Members of
Sonderkommando, 1973;
nel libro "Wród koszmarnej zbrodni". Notatki wisrniów
Sonderkommando, Oswiecim 1975;
nella traduzione tedesca di questo libro, intitolata Inmitten des
gruanvollen Verbrechens (Verlag des Staatlichen Auschwitz-Birkenau
Museums, 1996, pp.133-172), da cui traggo queste queste informazioni
bibliografiche (pp. 7-8 e 133)
nel libro di Ber Mark Des voix dans la nuit.Plon, Paris 1977 (pp.
191-243).
Chaim Wolnerman (e non Wollerman) è soltanto il curatore di una
edizione dei "manoscritti del Sonderkommando" intitolata "In haares
fun gehinnom. A dokument fun Ojszwicer zonderkommando", che è
apparsa a Gerusalemme nel 1977 ed una traduzione in jiddisch del
libro citato sopra al punto 5.
I cosiddetti "manoscritti del Sonderkommando" sono stati
ripubblicati in Francia qualche mese prima dell'articolo di F. Sessi
col titolo "Des voix sous la cendre. Manuscripts des Sonderkommandos
d'Auschwitz-Birkenau", in: "Revue d'Histoire de la Shoah -- Le monde
juif", n. 171 del gennaio-aprile 2001. F. Sessi si riferiva
probabilmente a questa edizione.
Ecco dunque un altro fulgido esempio delle profonde conoscenze
storiche del nostro "esperto" di Auschwitz!
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