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REVISIONISMO
Il revisionismo
storico:
Non afferma che non ci sia stata nessuna persecuzione degli
ebrei;
Non afferma che non ci sia stata nessuna privazione dei diritti
degli ebrei;
Non afferma che non ci sia stata nessuna deportazione degli ebrei;
Non afferma che non ci sia stato nessun ghetto ebreo;
Non afferma che non ci sia stato nessun campo di concentramento;
Non afferma che non ci sia stato nessun crematoio nei campi di
concentramento;
Non afferma che non ci sia stato nessun ebreo morto per molte
ragioni;
Non afferma che non sia stata perseguitata nessun'altra minoranza,
come gli zingari, i testimoni di Geova, gli omosessuali, e i
dissidenti politici
Non afferma che le azioni suddette non siano state ingiuste.
UN ANONIMO MENTITORE FRANCESE
Di Carlo Mattogno (2004)

Tra i siti anti-"negazionisti" che infestano il Web, uno dei più
ottusi è indubbiamente "Pratique de l’histoire et dévoiements
négationnistes" (Pratica della storia e deviazioni negazioniste)[1].
Fra le amenità che contiene, spicca un articolo anonimo intitolato
"La Lettre de Martin Broszat. Falsifiée depuis 40 ans!" (La lettera
di Martin Broszat falsificata da 40 anni)[2]. Il riferimento è alla
famosa lettera di Martin Broszat, allora direttore dell' Istituto di
storia contemporanea di Monaco pubblicata da "Die Zeit" il 19 agosto
1960 col titolo "Keine Vergasung in Dachau" (Nessuna gasazione a
Dachau). L'ignoto polemista afferma che
«i negazionisti citano quest'articolo in modo deformato, parziale, o
il più delle volte completamente falsificato: gli fanno dire ciò che
non ha mai detto».
Il suo scopo è quello di
«mettere in evidenza la falsificazione grossolana e ripetuta di cui
esso è oggetto da parte dei negazionisti da quarant'anni. [...]. Fu
il negazionista Rassinier a falsificare Broszat nel 1962, poi di
nuovo nel 1964 [...].Successivamente i negazionisti non hanno fatto
altro che riprendere e riformulare la menzogna di Rassinier. Bisogna
notare che una prima presentazione fraudolenta della lettera di
Broszat precedette, nel 1960 su Rivarol, le falsificazioni di
Rassinier, ma non ebbe la "discendenza" delle menzogne di Rassinier».
L'ignoto articolista riassume così la presunta menzogna:
«Ripetiamolo ancora una volta: Martin Broszat in modo particolare
non ha detto - e sarebbe totalmente menzognero pretendere il
contrario - che non ci sarebbero state camere a gas nel Vecchio
Reich, o che non vi sarebbe stata perpetrata alcuna gasazione».
Egli presenta poi "la (molto) lunga lista dei negazionisti che hanno
mentito", nella quale include anche me:
«Il fascista e negazionista Carlo Mattogno "deduce" dalla lettera di
Broszat che non ci fu alcuna camera a gas a
Oranienburg-Sachenshausen in un testo del 1987 («Le mythe de l’extermination
des juifs », AHR, n°1, 1987, p. 76)».
Sorvolo sul "fascista" (imbecilli di tal fatta riescono a
(s)ragionare soltanto in termini di fascismo-antifascismo) e veniamo
alla mia "deduzione".
L'articolo citato dal nostro anonimo scribacchino è la traduzione
francese del mio libro "Il mito dello sterminio ebraico.
Introduzione storico-bibliografica alla storiografia
revisionista"[3]. Qui, alle pp. 58-60, ho scritto quanto segue:
«Il 19 agosto 1960 il giornale tedesco "Die Zeit" pubblicò - sotto
il titolo "Keine Vergasung in Dachau (Nessuna gasazione a Dachau) -
una lettera del dott. Martin Broszat dell'Istituto di storia
contemporanea di Monaco nella quale dichiarava:
"Né a Dachau né a Bergen-Belsen né a Buchenwald sono stati gasati
ebrei o altri detenuti. La camera a gas di Dachau non fu mai
ultimata del tutto e non entrò mai 'in funzione' ".
E ancora:
"Lo sterminio in massa degli ebrei mediante gasazione iniziò nel
1941-1942 ed ebbe luogo esclusivamente (ausschliesslich)in pochi
luoghi appositamente scelti e forniti di adeguate installazioni
tecniche, soprattutto (vor allem) nel territorio polacco occupato
(ma in nessun luogo nel Vecchio Reich): ad Auschwitz-Birkenau, a
Sobibor sul Bug, a Treblinka, a Chelmno e a Belzec"[4].
Le riserve espresse in questa lettera furono chiarite dal dott.
Broszat nella "Nota preliminare" all'articolo di Ino Arndt e
Wolfgang Scheffler Organisierter Massenmord an Juden in
nationalsozialistischen Vernichtungslagern:
"Come abbiamo già rilevato, gli stermini di ebrei in senso
istituzionale (esecuzione del programma della "soluzione finale")
mediante impianti di gasazione ebbero luogo esclusivamente nei campi
summenzionati[5] dei territori polacchi occupati. Al contrario nei
campi di concentramento generalmente c'erano sì crematori (per la
cremazione dei detenuti morti in massa oppure uccisi durante la
guerra), ma non impianti di gasazione. Dove però in particolare ciò
accadde (Ravensbrück, Natzweiler, Mauthausen), essi non servivano
allo sterminio ebraico nel senso del programma della "soluzione
finale". Essi dovevano piuttosto facilitare psichicamente ai
Kommandos di esecuzione il loro "lavoro", che fino ad allora veniva
effettuato mediante fucilazioni, iniezioni di fenolo e altri
sistemi"[6].
Simon Wiesenthal conferma che "non ci furono campi di sterminio in
terra tedesca"[7].
In conclusione, né a Buchenwald, né a Oranienburg-Sachsenhausen sono
mai esistite "camere a gas", mentre la pretesa "camere a gas" di
Dachau non è mai stata utilizzata, come si può leggere anche nella
pubblicazione ufficiale su tale campo:
"La 'camera a gas' di Dachau non fu mai messa in funzione. Nel
crematorio entrarono solo morti per la 'cremazione', nessun vivente
per la 'gasazione' "».
In questo passo non ho scritto affatto che, secondo Broszat, nel
Vecchio Reich non c'era stata alcuna gasazione. Al contrario,
proprio per evitare eventuali fraintendimenti di questo genere, ho
citato un passo parallelo di Broszat tratto da un suo scritto
praticamente ignorato dagli studiosi.
Quanto all'accusa del nostro anonimo mentitore - la mia presunta
deduzione "dalla lettera di Broszat" che non ci fu alcuna camera a
gas a Oranienburg-Sachsenhausen - essa si rivela una sciocca
menzogna: nel secondo testo da me citato Broszat dice chiaramente
che i campi del Vecchio Reich in cui esistettero "impianti di
gasazione" furono "Ravensbrück, Natzweiler, Mauthausen", ma non
Oranienburg-Sachsenhausen, che dunque non fu dotato di tali
impianti. Per quanto riguarda la "camera a gas" omicida a "Zyklon A"
in bottiglie di vetro (!) del campo di Sachsenhausen, rimando al mio
articolo "KL Sachsenhausen. Stärkemeldungen und "Vernichtungsaktionen"
1940 bis 1945"[8].
Il nostro ignoto scribacchino ci offre poi un gustoso saggio delle
sue capacità intellettuali esponendo la balordaggine che segue:
«Broszat utilizza il termine "Vergasung" per designare le gasazioni
come tecnica di assassinio di esseri umani. I negazionisti sono
pronti a deformare l'articolo di Broszat allo scopo di fargli dire
ciò che giustamente l'articolo di Broszat non dice. In particolare,
essi accettano completamente il fatto che "Vergasung" significa "gasazione"
di esseri umani. Tuttavia quando gli stessi negazionisti si trovano
di fronte a documenti architettonici del 1942 che designano una
camera a gas sotterranea "Vergasungskeller", letteralmente "scantinatodi
gasazione", i negazionisti negano il senso di "gasazione" di "Vergasung"
e cercano di attribuirgli altri significati, gli uni più grotteschi
degli altri...essi sostengono caparbiamente che "Vergasung" non
significa "gasazione". Evidentemente quando "Vergasung" è utilizzato
in un contesto che significa "nessuna gasazione" i negazionisti non
protestano per nulla affatto. Sono degli imbroglioni ipocriti».
La sua invece senza dubbio non è ipocrisia, ma semplice stupidità.
Il fatto che Broszat abbia usato nel 1960 il termine "Vergasung" nel
senso di "gasazione" che cosa c'entra coll'interpretazione del
documento tedesco del 29 gennaio 1943 in cui appare il termine "Vergasungskeller"?
Forse che, se Broszat avesse usato "Vergasung" nel senso di "gasificazione"
o di "carburazione", questo sarebbe stato inevitabilmente anche il
significato della "Vergasungskeller" del documento summenzionato?
Anche in questo caso, per quanto mi riguarda, le affermazioni
dell'anonimo mentitore sono del resto assolutamente vane:
nell'articolo Die Leichenkeller der Krematorien von Birkenau im
Lichte der Dokumente[9] ho spiegato dettagliatamente il documento in
questione proprio sul presupposto che "Vergasung" significhi "gasazione"!
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[1] http://www.phdn.org/
[2] http://www.phdn.org/negation/broszat.html
[3] Sentinella d'Italia, Monfalcone 1985.
[4] "Die Zeit", Nr. 34, Freitag, den 19. August 1960, p. 16.
[5] Si tratta dei campi di Chelmno, Belzec, Treblinka, Majdanek,
Sobibor e Auschwitz-Birkenau menzionati a p. 105 (vedi nota
seguente).
[6] Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte, 24. Jahrgang, 1976, Heft
2, p. 109.
[7] London Books and Bookmen, April 1975, p. 5.
[8] Vierteljahreshefte für frei Geschichtsforschung, 7. Jg., Heft 2,
Juli 2003, pp. 173-185.
[9] Vierteljahreshefte für frei Geschichtsforschung, 7. Jg., Heft 3
& 4, Dezember 2003, pp. 357-379.
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