|
REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
lunedì 12 novembre 2007
la Corte Costituzionale spagnola ha dichiarato inammissibili le
condanne per "negazione dell'Olocausto"
Schiaffo ai forchettoni dell'Unione Europea: la Corte Costituzionale
spagnola ha stabilito giovedì scorso che la "negazione
dell'Olocausto" non potrà essere punita con il carcere perchè
rientra nel diritto alla libertà di parola.
Come ricorda il corrispondente da Berlino di Haaretz (vedi link:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/922334.html ), il parlamento
spagnolo aveva previsto una pena fino a due anni di carcere per la
"negazione dell'Olocausto" ma la suprema corte - che decideva sul
caso del libraio di Barcellona Pedro Varela - ha deciso che tale
pena è incostituzionale, pur ribadendo che la prigione rimane una
pena legittima per chiunque "approvi" l'Olocausto o ogni altro
genocidio.
Naturalmente questa importante sentenza è stata passata sotto
silenzio da parte dei media italiani: davvero un bell'esempio di
professionalità!
Pedro Varela era stato condannato inizialmente (il 16 Novembre 1998)
a cinque anni di prigione da una corte di Barcellona per aver
venduto libri che erano stati considerati "razzisti" e "negazionisti".
Il 30 Aprile del 1999 la Corte di Appello della Catalogna rovesciò
il verdetto di condanna, sospendendo la pena a Varela e dichiarando
costituzionalmente dubbia la detta sentenza (in quanto incompatibile
con l'articolo 20 della Costituzione spagnola - che garantisce il
diritto alla libertà di parola - e con l'articolo 19 della Carta
delle Nazioni Unite).
Adesso è arrivato il verdetto della suprema corte di Madrid, che
finalmente libera Varela da un incubo (incubo iniziato nel 1996 con
il sequestro, da parte della polizia, di 20.000 libri di proprietà
di Varela, e proseguito con la distruzione della libreria del
medesimo - il 16 Gennaio del 1999 - da parte di 500 squadristi
"antifascisti").
Che diranno ora i forchettoni dell'UE, come Franco Frattini, che
passano il tempo a lambiccarsi il cervello su come massimizzare la
repressione dei reati d'opinione all'interno dell'Unione (vedi link:http://www.ynetnews.com/Ext/Comp/ArticleLayout/CdaArticlePrintPreview/1,2506,L-3461580,00.html
) ?
Un'ultima considerazione: onore ad Haaretz per aver mantenuto quei
commenti dei lettori (qualcuno addirittura "negazionista"!)
favorevoli alla sentenza spagnola. Questo dimostra che anche in uno
stato supermilitarizzato come Israele non tutti la pensano come i
nostri forchettoni.
http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/notizia-importante-la-corte.html
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |