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REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
FIABA NATALIZIA REVISIONISTA
COLUI CHE NON CI CREDEVA PIU’
Da sempre aveva creduto alla SUA esistenza. Suo padre e sua madre ci
credevano. La sua famiglia, i suoi vicini, tutti ne erano persuasi.
EGLI esisteva! Dal profondo della sua memoria sentiva che NE
parlavano tutti attorno a lui. Tutti erano convincenti, sicuri di
loro stessi e di ciò che affermavano.
I Capi di Stato, i re e perfino i papi confermavano la SUA
esistenza.
Ma lui, senza averne preso chiaramente coscienza, cominciava a
dubitare. Perché questo terribile dubbio era in lui ?
Prima era facile, comodo, ma da quando aveva ingenuamente espresso
il suo dubbio con alcuni amici fidati, fu la catastrofe! Era
diventato un reietto. Perfino la sua famiglia lo malediceva.
Veniva additato, insultato, senza nemmeno il tentativo di ascoltare
il suo punto di vista.
Il suo datore di lavoro, informato da “brave persone”, stranamente
non aveva reagito alla cosa.
Anche lui NE dubitava ? Purtroppo, la pressione che egli subì
(perdita di clientela, difficoltà presso le banche) gli fece
comprendere qual’era il suo interesse per la continuità della sua
azienda.
Licenziò colui che dubitava. Certo, ufficialmente il motivo non fu
menzionato! Venne trovato un motivo fumoso, neutro, per non attirare
l’attenzione dei sindacati e dei curiosi.
In breve, lo sfortunato scettico si poneva un sacco di domande sul
suo futuro.
Rimpiangeva il periodo nel quale non aveva dubbi, quando faceva
parte di quella massa di creduloni anonimi, senza rischio.
Allora stava bene! Ma adesso…
Era possibile che fosse il solo a dubitare della SUA esistenza in
tutto il pianeta?
Era forse diventato un mostro rifiutato dal genere umano?
Rivoltò tutte le librerie, fece lunghe ricerche. Voleva sapere se
lui era il l’unico a dubitarNE.
Un giorno il suo accanimento e la sua pazienza furono ricompensati.
Mise la mano su modeste opere tenute chissà dove: egli non era il
solo ad affrontare questo spaventoso problema, altri portavano il
suo fardello, altri dubitavano della SUA esistenza e da molto tempo.
E allora? Perché questo silenzio, ovunque e di tutti? Chi ha imposto
il silenzio a tutti ? perché quelli che erano scettici venivano
ghettizzati, esclusi ?
Per avere delle risposte alle sue domande, si tuffò nella lettura di
interessanti libri che riuscì a reperire. Questi libri, la cui
pubblicità era proibita, circolavano in un ambiente di pochi intimi,
diciamo iniziati (una setta o qualcosa di simile). La loro lettura
non solo confermò i suoi dubbi, anzi, li trasformò in certezza.
Innanzitutto, cosa stupefacente, di LUI non c’erano prove materiali,
niente foto, niente filmati, niente di niente. Però, un sacco di
testimonianze confermavano la SUA esistenza. Ma le testimonianze si
contraddicevano circa la SUA taglia, i SUOI vestiti, il mezzo di
trasporto utilizzato ecc. A chi credere ?
Bisognava crederci, visto che tutti ci credevano !
Ma poco a poco, col tempo, la credenza sembrava essere sconfitta da
impossibilità tecniche difficile da spiegare. Ad esempio, come
poteva ESSO essere ovunque nello stesso momento ?
“Ecco” spiegavano i credenti: “i pacchi”. L’indomani tutti avevano
dei pacchi veri nelle loro mani, quindi deve essere passato
obbligatoriamente dappertutto!
Altro esempio: anche dove non c’erano camini, EGLI passava.
Normalmente è impossibile! E invece no! I credenti e le lobby di
difesa esaltavano la SUA esistenza, affermavano che anche senza il
camino, ci sarebbero stati dei pacchi all’indomani, quindi,
sicuramente EGLI era passato.
Il camino non era altro che un dettaglio dimenticato perché i pacchi
c’erano ed erano veri! quelli.
Tra l’altro era alquanto strano voler imporre agli spiriti curiosi
questo genere di anomalie come delle verità vere.
Sempre più spesso vi erano persone che si ponevano delle domande. Il
dubbio si insinuava ovunque.
Bisognava formarlo a qualsiasi costo perché erano in gioco dei
grossi interessi.
La lobby dei produttori dei pacchi, quella degli imballaggi dei
pacchi, quella degli oggetti contenuti nei pacchi ecc. Un bel po’ di
gente che ne traeva una fortuna da anni e anni.
In effetti, in che periodo si può datare ufficialmente e
storicamente la nascita di questa credenza mondiale? I libri che NE
parlavano, davano come data il 1946 e la firma del documento fu
fatta in Germania, dopo l’ultima guerra.
Le lobby, a partire da questa data, rassicurate dalla miniera d’oro
derivante dalla SUA esistenza, riflettono arrabbiate.
Per continuare la festa, bisognava fermare il dubbio crescente che
si stava espandendo per il pianeta.
Una nuova legge fu votata dalla massa di credenti, manipolata dai
capi delle lobby.
Coloro che dubitavano non avevano il diritto di esprimersi, di dare
il loro punto di vista.
Le belle parole, in tema di libertà di opinione, di diritti
dell’uomo e di democrazia, furono spazzate via davanti all’enorme
rischio che si stava profilando, cioè che il mondo avrebbe dubitato
di LUI.
Questa nuova legge venne alla luce in Francia (paese di brontoloni,
di scettici e di tignosi) nel 1990.
Da questa data, in questo paese, se volete vivere tranquilli, non
pagare ammende e non andare in prigione, siete costretti a credere a
BABBO NATALE.
Di Jean-Claude Ferrer
Tratto da : Le Libre Journal del 20 Dicembre 1994
Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |