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REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
Faurisson a Teramo, conseguenze
Se c'è unanimità di chi ti attacca, probabilmente
hai ragione tu e stai cogliendo nel segno
Bisogna viverle certe esperienze per coglierne tutto il succo.
Per uno che non è stato mai preso di mira da una campagna
diffamatoria a mezzo stampa, non è facile capire come ci si sente.
Quando poi ad attaccarti sono un giornale che appartiene alla
famiglia degli industriali (“padroni” si diceva una volta) più
potenti d'Italia, come la Stampa e contemporaneamente un giornale di
“sinistra”, come l'Unità (il quale di attaccare quei “padroni” se
n'è fatto un onore e un dovere per decenni) sinceramente, si rimane
turbati. Ma noi siamo giunti con gli anni a capire che tutto cambia,
e il più delle volte in peggio. Non è la prima volta che vengo
attaccato, anche se non si fa il mio nome.
Sono un docente del Master Enrico Mattei dell'Università di Teramo.
Ho svolto due lezioni sull'argomento tabù “sionismo”. È solo
un'ideologia politica ma pare, lo conferma pure il Presidente
Napolitano, che non lo si debba criticare se non si vuole passare
per antisemiti. Il nostro presidente Napolitano è convinto che
criticare il sionismo equivalga a “negazione della fonte ispiratrice
dello stato ebraico, delle ragioni della sua nascita ieri, e della
sua sicurezza oggi”. Sono d'accordo con le parole di Napoletano che
ho appena citato, io infatti nego la fonte ispiratrice dello stato
ebraico, ma questo non significa ancora essere antisemiti. Io non
nego agli ebrei il diritto di esistere in quanto ebrei. Nego a
Israele il diritto di esistere “in quanto stato ebraico” (così
coinvolgiamo pure il Presidente del Consiglio Prodi).
Il presidente Napoletano e il primo ministro Prodi hanno
evidentemente dimenticato che gli stati moderni esistono solo da
poco nella storia, sono destinati probabilmente a sparire
relativamente presto e si trasformano piuttosto spesso. Prendiamo il
Sud Africa. Era una repubblica bianca che dominava su una
maggioranza nera senza diritti politici. Oggi esiste sempre lo stato
del SudAfrica ed è ancora una repubblica ma non è uno stato per soli
bianchi. Israele è una repubblica ebraica che domina su una
maggioranza (con i profughi) palestinese la quale non ha diritti. Io
credo che Israele debba diventare uno stato non ebraico, uno stato
per ebrei e palestinesi come il SudAfrica è diventato uno stato per
bianchi e neri. La democrazia è una grande conquista perché mette
tutti i cittadini, indipendentemente dall'etnia o dalla religione,
sullo stesso piano politico. Una “democrazia ebraica” è una
contraddizione. Vuol dire democrazia solo per gli ebrei. Ma in
Palestina vi sono, vi sono sempre stati i palestinesi e sempre vi
saranno. Che facciamo, signori Napolitano e Prodi? Per conservare
“ebraico” lo stato d'Israele cacciamo tutti i palestinesi (come s'è
cominciato a fare nel 1948)? Li sterminiamo come l'esercito
israeliano fa ogni giorno da 60 anni? Li chiudiamo nelle prigioni a
cielo aperto di Gaza e Cisgiordania dopo aver loro tolto l'acqua e i
mezzi di sostentamento? Certo possiamo chiamare queste prigioni
“stato palestinese” per tranquillizzare la nostra coscienza ma
sempre prigioni restano e qualunque cosa noi facciamo e diciamo
resteranno un focolaio di ingiustizia, disumanità e violenza.
I presidenti Napolitano e Prodi non hanno mai detto che si doveva
conservare il SudAfrica “in quanto stato bianco”, e allora perché
sprecare fiato per Israele? Anche lo “stato ebraico” è destinato a
sparire. Molto presto a mio avviso; non pongo limiti alla
provvidenza del Signore o della storia. Mi ispiro ai rabbini
antisionisti di “Naturei Karta” che “pregano ogni giorno per la
scomparsa pacifica dello stato di Israele”. Quando “lo stato
ebraico” sparirà e verrà sostituito da uno stato per ebrei e
palestinesi, sarà un bel giorno per l'umanità. Se ancora c'è
qualcuno che è veramente antisemita (ma è una genìa che è quasi del
tutto scomparsa per fortuna), quel giorno, perderà un motivo per
chiedere lo sterminio degli ebrei.
Perché ritorno su vecchie dichiarazioni del Presidente Napoletano?
Gli ho già scritto una lettera aperta qualche mese fa e chi è
interessato può rintracciarla su internet; è stata tradotta in
francese, inglese, spagnolo, è stata pubblicata su vari siti nel
mondo ed è stata anche letta alla radio nazionale venezuelana. (E
si! che ci volete fare, l'antisionismo si diffonde rapidamente).
Torno alle dichiarazioni del Presidente perché fanno da sfondo ai
recenti attacchi che due giovani e baldanzosi giornalisti di La
stampa e dell'Unità[*] hanno indirizzato contro il Master Enrico
Mattei sul Medio Oriente e il suo ideatore, lo storico
dell'Università di Teramo Claudio Moffa. Entrambi i giornalisti si
compiacciono che l'Università abbia soppresso il Master in quanto
“non coerente con gli obiettivi formativi complessivi”
dell'università. Mi chiedo cosa sia compatibile con gli obiettivi
formativi complessivi di questa piccola e fino a poco fa ignota
università. Il Medio Oriente è il punto focale dell'attuale scontro
di civiltà (che tutti dicono di voler scongiurare). Se un'università
che pochi conoscono e che non sembra essersi distinta per importanti
contributi alla cultura e alla ricerca non ritiene che un
approfondimento senza pregiudizi e senza paure (e servilismi) sul
Medio Oriente sia compatibile con i suoi “obiettivi formativi
complessivi”, ci chiediamo cosa ci stia a fare. Ognuno, è vero può
scegliere di morire della morte che vuole, o, ciò che è anche peggio
in questo caso, tirare avanti nella vita che vuole. I nostri due
giornalisti sono evidentemente contrari a quegli sforzi che possono
elevare il livello degli studi in Italia. I loro due articoli in
verità sono due esempi eccellenti di come non si debba fare
giornalismo. Non mi voglio soffermare sulle accuse di negazionismo e
di antisemitismo che vi troviamo a profusione. Credo che un
giornalista vero debba ricercare i fatti, sforzarsi di vedere il
nuovo, capire le tendenze è percepire i mutamenti. Niente di tutto
questo nei due articoli. Allora cerchiamo di fare noi quello che i
due non hanno fatto.
Tra i tanti argomenti affrontati alla conferenza sulla Storia
Imbavagliata, interna al Master, il sig. Bruno Gravagnuolo,
evidentemente più informato dell'altro Bruno, il Mantelli della
Stampa, ne sceglie due: L'Olocausto tra storia e ideologia e poi,
anche il mio intervento: Dopo Soros, Lobby ebraica, tabù infranto?
Ottima scelta, sig. Bruno! Se lei vuole provare, con questa scelta
che a Teramo c'era una barca di “antisemiti”, ha proprio sbagliato i
suoi calcoli. Lei non è aggiornato e ripete cose ormai screditate.
Lei dell'attuale Medio Oriente non capisce un bel niente. Guardi che
stiamo parlando di una regione dove gli americani stanno combattendo
una guerra già persa, in Iraq. Stiamo parlando del Libano dove
l'anno scorso Israele ha subito una sconfitta storica per mano di un
piccolo esercito di resistenti. Stiamo parlando della Palestina dove
Hamas ha vinto le ultime democratiche elezioni, stiamo parlando
dell'Iran contro cui Israele e la sua lobby in America vorrebbero
trascinare il governo Bush, come sono riusciti a fare contro l'Iraq.
Vorrebbero che l'Iran fosse attaccato ma temono la sua posizione di
paese ormai assurto al rango di potenza regionale.
Di cosa ci vuole parlare lei? Ci vuole dire che attaccare l'uso
politico e ideologico dell'olocausto è antisemitismo. Si informi,
come diceva Totò. Si legga l'Industria dell'Olocausto di Norman
Finkelstein, si legga Il settimo milione di Tom Seghev, si legga gli
scritti di Tony Judt o di Israel Shamir. Sono tutti studiosi ebrei.
Si legga La Judeomanie di Jean Robin. Legga! Altro che negazionismo!
Ormai questi storici e le loro posizioni sono al centro del
dibattito, non più ai margini come qualche anno fa. E ciò malgrado
gli sforzi di quelli come lei che per ignoranza o riverenza verso il
discorso (sempre meno) dominante si adoperano per tener lontano quel
dibattito dai vostri giornali. Faurisson non nega la sofferenza
ebraica, nega solo le camere a gas di cui pare (non è la mia
specializzazione) non c'è prova certa.
Sull'argomento lobby ebraica, la sua ignoranza è ancora più
irresponsabile. Negli Stati Uniti il dibattito è aperto e fa passi
da gigante. E lo sa perché? Ma perché molti americani temono
un'altra guerra a favore di Israele; temono un'altra catastrofe come
quella irachena. Che dico, più grave ancora! Ma lei forse è
favorevole ad attaccare l'Iran. La lobby in America non fa altro che
istigare alla guerra. Per lei forse non esiste la lobby ebraica,
vero? Legga i giornali americani e la scoprirà. Mersheimer e Walt
l'hanno denunciata con dettagliati resoconti dei suoi interventi;
Zbigniew Brzezisky ha chiesto “perché la lobby israeliana dovrebbe
essere immune dalle critiche?”. Il Presidente Carter ha dichiarato
che la Lobby ebraica “è la lobby più efficiente che io abbia mai
visto, quando ero presidente e dopo di allora. … Sono estremamente
potenti in questo paese. E il loro scopo non è quello di promuovere
la pace in Medio Oriente. Il loro scopo e spiegare le politiche del
governo di Israele in un determinato momento e ottenere quanto più
sostegno possible per quelle politiche in America”. Il potere della
lobby è talmente grande che, dice Carter, “se qualcuno vuole essere
eletto o rieletto al Congresso sarebbe inconcepibile per lui dire
'Se sarò eletto, assumerò una posizione equilibrata tra Israele e i
Palestinesi' oppure affermare ' Spero che Israele si ritiri dai
territori occupati e rispetti la legalità internazionale', o ancora
'Farò in modo che i diritti umani dei palestinesi siano rispettati'.
Sarebbe un suicidio politico” (seattletimes.nwsource.com/html/localnews/2003475989_webcarterqanda13.html).
Ma questo si chiama controllo politico del Congresso! Complotto!
Complotto! e lo dice Carter! Come la mettiamo? Lo accusiamo di
essere un antisemita pure lui? Così ha fatto la lobby in America.
Prego sig. Gravagnuolo lo faccia pure lei, si renda ridicolo.
E poi infine, sig. giornalista, si legga le dichiarazioni di Soros,
che è ebreo e sa quello che dice, visto che ha finanziato le
cosiddette rivoluzioni arancioni in Serbia, Georgia e Ucraina. Sul
volume 54, numero 6, della prestigiosa New York Review of Books (12
aprile 2007) egli ha fatto pubblicare un suo articolo intitolato On
Israel, America and AIPAC in cui afferma che la causa delle scelte
politiche sbagliate dell'amministrazione Bush in Medio Oriente “si
trova nella dilagante influenza dell'American Israel Public Affairs
Committee (AIPAC), che influisce fortemente su entrambi i partiti
Democratico e Repubblicano. La missione dell'AIPAC è di assicurare
il sostegno americano a Israele ma negli anni recenti si è spinto
oltre ogni limite. Si è alleato strettamente con i Neoconservatori
ed è stato un entusiastico sostenitore dell'invasione dell'Iraq. Ha
esercitato attivamente la sua attività di lobbying per ottenere la
conferma di John Bolton quale ambasciatore USA alle Nazioni Unite.
Continua ad opporsi ad ogni dialogo con un governo palestinese che
abbia al suo interno Hamas. Ancora più di recente, è stato tra i
gruppi di pressione che sono riusciti a imporre alla direzione del
partito Democratico di lasciar cadere la condizione che il
Presidente ottenga la preventiva approvazione del Congresso per
poter attaccare l'Iran”.
Se le dico io cose del genere, mi accusate di essere “antisemita” di
dare “fiato a leggende antisemite (il complotto, la menzogna) che
negano verità acclarate e offendono la memoria dei sopravvissuti”.
Se poi lo dicono Carter e Soros (e Soros!), li vogliamo accusare di
essere nazisti? Ma Soros e Carter non si limitano a questo e
accusano la lobby di “sopprimere il dibattito”, proprio come vuole
fare lei. Appartiene anche lei alla lobby?
Israele e i suoi lobbisti in America sono preoccupati. Lo
apprendiamo da Ha'aretz che scrive: “La tendenza a delegittimare
l'esistenza di Israele come stato ebraico sta crescendo, non solo in
Europa ma anche negli Stati Uniti, secondo degli accademici
ebrei-americani e dirigenti di comunità. Gli attacchi
anti-israeliani – essi hanno affermato - stanno addirittura
iniziando a incidere sui sostenitori di Israele, che sono stati
accusati di tentare di bloccare il pubblico dibattito. La tendenza
alla delegittimazione sarà uno degli argomenti in discussione ad una
conferenza sul futuro del popolo ebraico che si apre a Gerusalemme
martedì mattina”. Una conferenza! E lei non ne sapeva niente!
La cosa si fa seria al punto che il povero leghista antidiffamatorio
Foxman dichiara: “Nel passato, le persone che affermavano che i
sostenitori di Israele controllano i media e la politica
appartenevano ai margini, ma dopo che lo ha detto pure l'ex
presidente Carter, questa idea è diventata legittima nel discorso
dominante. Oggi il dibattito verte addirittura su argomenti come
stabilire fino a che punto si estende il dominio degli ebrei”.
Un'idea legittima nel discorso dominante! E lei non se n'era
accorto! La lobby è allo sbaraglio, caro Gravagnuolo, lei non ne è
consapevole, poverino, ma le assicuro che è vero. Il presidente
dell'Università Brandeis, Jehuda Reinharz, che certo ne sa più di
lei, ha confidato ad Haaretz: “Non vedo uno sforzo combinato delle
organizzazioni ebraiche per combattere questa tendenza, e in verità,
io stesso non so come potrebbe essere fatto”.
Signor Gravagnolo ….. Ma ci facci il piacere! E anche lei sig.
Mantelli!
Mauro Manno
http://www.pasti.org/manno13.html
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |