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REVISIONISMO

Il revisionismo è essenzialmente un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista, come Cesare Saletta.

 

 INSEGNANTE DI BERLINO PERSEGUITATO.

Tratto dal settimanale tedesco DER SPIEGEL.

 

Un insegnante di Berlino, Karl-Heinz Schmick, sta lottando con tutte le forze da tre anni.

La questione risale al 1989, un periodo in cui l’insegnante si oppose al progetto di Ribattezzare la scuola superiore “ Tannenberg “ col nome di “ Willie Graf “.Tannenberg è il nome di una località dove si svolse una famosa battaglia durante la prima guerra Mondiale, mentre Willie Graf è il nome di un “resistente” appartenuto al movimento delle “ Rose Bianche “ e che fu fucilato come traditore della patria.

Schmick finì con l’essere trasferito ad un altro liceo, il liceo Steglitz.Gli ebrei lo misero sotto osservazione perché, nel caso “avesse dei problemi” col
movimento delle “Rose Bianche”, probabilmente avrebbe avuto dei problemi con il modo di insegnare il III° Reich agli allievi.

In verità, K.H. Schmick era soprattutto un insegnante che amava la verità, il suo paese, e,sopra ogni cosa, la Prussia, Berlino e la regione del Brandeburgo.I suoi allievi lo rispettavano: forse faceva parte della CDU (Unione Cristiano-Democratica)Ma, comunque, non era un neo-nazista.

I problemi di Schmick tuttavia non si fermarono là.Sorvoliamo sul fatto che, un giorno, considerò una giovane coreana come “ prodotto d’importazione coreano “, il che fece divertire gli allievi che rispettavano l’indipendenza d’opinione del loro maestro e veniamo ora all’insegnamento dell’Olocausto.

Nei testi scolastici tedeschi sta scritto che “ la Wehrmacht era un branco di criminali venuti in aiuto di Hitler “. Schmick si rifiutava di insegnare queste menzogne ai suoi allievi e spiegava loro che le atrocità facevano parte di tutte le guerre e che mai un tedesco aveva ucciso un innocente.

Là dove si diceva che “ tutti gli ebrei furono gasati in questo campo “, Schmick diceva ai suoi allievi che un gran numero di campi erano “ campi di lavoro “ e che un insegnante non poteva inculcare idee false ai suoi studenti.

Il Prof. Schmick non è ne revisionista ne negazionista. Tutti gli studenti interrogati hanno testimoniato che Schmick parlò dell’uccisione di ebrei e dell’Olocausto, solo alcuni di loro finirono per riconoscere che era “nazista”.

Esattamente come fa la Jewish Defense League negli Stati Uniti, l’organizzazione tedesca “Antifa”, finanziata dagli ebrei, dichiarò guerra a Schmick e ben presto fu accusato pubblicamente di “minimizzare l’Olocausto” e di “disprezzare l’umanità”.

Il direttore del liceo pretese da Schmick di porgere delle scuse, ma egli rifiutò.

Nel Giugno del 2000, gli ebrei organizzarono una riunione di genitori nel corso della quali Chiesero l’espulsione del “neo-nazista”. Diversi genitori dissero che i loro figli rientrarono da scuola un giorno dicendo che Stalin aveva ucciso più persone dei nazisti. Alcuni genitori decisero di formare un comitato contro l’insegnante.

Questi però non si arrendeva. Era talmente convinto e motivato nella sua lotta che, per denigrarlo, un conduttore televisivo, Guenther Jauch, raccontò che Schmick faceva subire alla figlia, anch’essa sua studentessa, un vero lavaggio del cervello.

La storia fece il giro della Germania e fu fatta una petizione per espellere definitivamente Schmick. Il “super-intendente” stesso, a Berlino, ricevette delle lettere che dicevano che non era possibile tollerare un solo minuto in più che un “neo-nazista” insegnasse la storia in una scuola.

La foto di Schmick andò su tutti i giornali ed il Ministero dell’Istruzione mise l’uomo in ferie per una durata illimitata. Le manifestazioni di simpatia verso questo professore di Berlino furono così importanti che diventava sempre più difficile metterlo in prigione.

Nel Maggio 2001 fu avviata una procedura contro di lui per 37 violazioni, fra le quali:

- minimizzazione dei crimini dei “nazisti”

- propositi offensivi nei confronti di un immigrato

- comportamento pubblico non degno di un insegnante

- ecc.

22 persone depositarono denuncia contro di lui, fra le quali 8 ebrei, più il celebre architetto ebreo Max Dudler e il conduttore televisivo Guenther Jauch.

Il 9 Novembre, il tribunale aggiungeva un capo d’accusa: l’accusato aveva tenuto dei propositi di estrema destra.

Mentre dei genitori, scrupolosamente scelti dagli ebrei, hanno costituito un gruppo chiamato “ Umanesimo e Tolleranza “, gruppo che lavora in sintonia con la polizia di Berlino, da parte sua, Schmick, con l’aiuto dell’Accademia di Berlino, ha fondato un comitato chiamato “ Comitato di ricerca di storia militare “ di cui ha preso la direzione permettendogli di costituire gli elementi della sua difesa.

Questo Comitato ha pubblicato un rapporto sulla storia della Germania che ha valso a Schmick gli elogi del più importante storico tedesco Arnulf Baring con testuali parole rese pubbliche: “ Lei mi ha reso un grande servizio perché tutto ciò che corregge le prospettive storiche della storia della Germania, è il benvenuto “.

L’istruttoria ebbe inizio il 17 Maggio 2002. Nel dossier, che aveva raggiunto quasi 2000 pagine, non fu trovato niente che giustificasse un processo.

Con l’aiuto del responsabile della giustizia di Berlino, gli ebrei costituirono un dossier mirante a dichiarare Schmick pazzo. Vi si potevano leggere termini come “psicopatico” e “matto” e includeva una richiesta di perizia psichiatrica. Schmick rifiutò e, anzi, portò la vertenza davanti al tribunale amministrativo. Schmick vinse il processo e, nel Settembre 2002, la camera del tribunale di Berlino dichiarò che tutte le accuse portate Contro di lui erano infondate e dovevano essere ritirate da tutti i giornali nazionali.

Schmick ottenne inoltre un risarcimento danni più interessi di 6.000 Euro.


Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI


 

Erwin

Erwin@thule-toscana.com