|
REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
L’INGHILTERRA – INIZIATRICE DEI BOMBARDAMENTI
SULLE CITTA’[1]
Di Nicholas Kollerstrom (2007)

Nicholas Kollerstrom
Il Blitz tedesco su Londra del 1940 fu una risposta all’avvio,
qualche mese prima, dei bombardamenti sulle città tedesche da parte
dell’Inghilterra. Pochi ora accettano questo fatto elementare,
fondamentale per il ruolo dell’Inghilterra nell’iniziare la seconda
guerra mondiale. Oggi gli inglesi – o piuttosto tutti quelli con cui
ho parlato – considerano il Blitz su Londra esattamente come una
prova della malvagità di Hitler e non riconoscono il rapporto di
causa-effetto.
Winston Churchill e il Dipartimento di Guerra crearono una
situazione nella quale Londra sarebbe stata danneggiata, senza dire
alla popolazione che l’Inghilterra aveva messo in moto il meccanismo
diversi mesi prima. Questo ebbe l’effetto di far entrare gli inglesi
in una disposizione favorevole alla guerra totale, senza le
tradizionali limitazioni delle “leggi civilizzate” o convenzioni,
che avevano fino a quel momento stabilito che i civili non sarebbero
stati colpiti in quanto tali:
“L’esclusione dei non combattenti dalla sfera delle ostilità è la
distinzione fondamentale tra la guerra civilizzata e quella
barbarica”.[2]
Gli inglesi dovrebbero assumere un atteggiamento più responsabile, e
capire che fu il loro paese e non altri ad iniziare il bombardamento
delle città in un modo che non era mero “danno collaterale” ma era
il prendere come obbiettivo deliberato le case dei lavoratori. Le
menzogne sono sempre create da quelli che desiderano intraprendere
le guerre e le peggiori in questo caso sarebbero dovute diventare
evidenti agli occhi degli inglesi sessanta anni dopo gli eventi. Ma
no! Si constata oggi, come lo storico A. J. P. Taylor fece notare,
“…la credenza quasi universale che fu Hitler ad iniziare il
bombardamento indiscriminato dei civili, mentre esso venne iniziato
dai dirigenti britannici, come alcuni tra i più onesti fra loro si
sono vantati”.[3]
Una cosa che al popolo inglese piace davvero è l’immagine spaventosa
che esso ha del nemico. L’Inghilterra è una delle nazioni più
militariste che siano mai esistite e per la quale il proprio
benessere “morale” consiste nel demonizzare chiunque le faccia
guerra.
Io desidero qui sostenere che, se è esistita sulla terra una qualche
forma di vita civilizzata, allora i processi di Norimberga dal 1946
in avanti avrebbero dovuto prendere in esame innanzitutto il ruolo
dell’Inghilterra nell’iniziare i bombardamenti sui civili – la
distruzione di città e villaggi con oltre un milione di tonnellate
di bombe gettate sulla Germania[4] - come pure l’incenerimento
nucleare di due città giapponesi, che fu in un certo senso lo
sviluppo logico di quello che l’Inghilterra aveva iniziato. La
mortalità di queste due bombe atomiche fu molto meno elevata di
quella che l’Inghilterra inflisse alle città tedesche.
----
1936: nasce il “Bomber Command”[comando bombardieri], e iniziano a
essere costruiti bombardieri a lunga gittata. Lo scopo del “Bomber
Command” venne candidamente descritto da J. M. Spaight, del
Ministero dell’Aeronautica: “L’intera raison d’etre del Bomber
Command era di bombardare la Germania nel caso questa fosse
diventata il nostro nemico.”[5] Così coloro che volevano la guerra
iniziarono a programmarla.[6] La Germania e la Francia non avevano
nulla che assomigliasse a questi bombardieri.[7]Nel 1918, il
Trattato di Versailles, aspramente punitivo, aveva proibito alla
Germania distrutta dalla guerra ogni azione volta a sviluppare una
“difesa attiva”, come ad esempio proiettori e artiglierie antiaeree.
Hitler cercò ripetutamente di produrre una tregua nel bombardamento
delle città, in modo che in ogni conflitto futuro i bombardamenti
dovessero essere confinati alla zona ristretta delle operazioni
militari.[8] Le convenzioni esistenti e le leggi di guerra non si
occupavano esplicitamente dei bombardamenti aerei, e perciò egli
ripetutamente fece offerte per limitare la conduzione della guerra
“confinando le azioni militari alle zone di guerra”.
La guerra del 1939 fu “la meno voluta da quasi tutti di quasi ogni
altra guerra della storia”, scrisse A. J. P. Taylor. Nel Settembre
del 1939 venne dichiarato lo stato di guerra ma non successe
granché, perché la Germania non voleva in alcun modo la guerra con
l’Inghilterra.[9] Il 15 Febbraio del 1940 il Primo Ministro Neville
Chamberlain affermò alla Camera dei Comuni in una replica al
Capitano Ramsey: “Qualunque cosa facciano gli altri, il Governo di
Sua Maestà non farà mai ricorso ad attacchi deliberati contro donne
e bambini, e altri civili, per mero scopo di terrorismo”.[10]
Egli riaffermò questa posizione il 14 Settembre dello stesso
anno.[11] Il bombardamento delle città, sottolineò, “è assolutamente
contrario al diritto internazionale”.[12]
1940: Churchill soppianta Chamberlain come Primo Ministro il 10
Maggio, e l’11 Maggio iniziano i bombardamenti sulle città.[13]
Quella notte, il giorno dopo l’elezione di Churchill, venne permesso
per la prima volta al Bomber Command di adempiere lo scopo per il
quale era stato realizzato. I giornali riferirono semplicemente che,
quella notte, “diciotto bombardieri Whitley attaccarono delle
installazioni ferroviarie nella Germania Occidentale”. Winston
Churchill e i suoi consiglieri estesero la definizione di
“obbiettivo militare”, che era stata accettata per due secoli e
mezzo, in modo da includere fabbriche, impianti petroliferi e
edifici pubblici – come pure ogni città e villaggio. Essi svuotarono
di senso tale definizione.
“Questo raid della notte dell’11 Maggio 1940, sebbene in sé stesso
poco importante, fu un evento epocale poiché fu la prima rottura
deliberata della legge fondamentale della guerra civilizzata secondo
cui le ostilità devono essere condotte solo contro le forze
combattenti del nemico.”[14] Per il 12 Maggio, i verbali del
Gabinetto di Guerra rilevano a proposito della “politica dei
bombardamenti” che il Primo Ministro “non era più legato dai nostri
precedenti scrupoli riguardo all’avvio di una guerra aerea senza
restrizioni.”[15]
Il 25 Agosto, 81 bombardieri eseguirono i loro raid notturni sopra
Berlino, dopodichè il 6 Settembre la Luftwaffe rispose a sua volta.
Il Blitz su Londra ebbe inizio solo dopo sei attacchi a sorpresa
contro Berlino nei quindici giorni precedenti, e così la Germania lo
definì in modo giustificato una rappresaglia. “Al popolo inglese non
venne permesso di scoprire che il Governo avrebbe potuto bloccare i
raid tedeschi in qualunque momento semplicemente bloccando i raid
contro la Germania”,[16] per citare il prof. Arthur Butz. Gli
inglesi non lo hanno ancora scoperto. Winston Churchill non ha mai
avuto la reputazione che merita per aver provocato il Blitz. Le
bombe tedesche annientarono solo un decimo circa delle vite di
civili distrutte dall’offensiva britannica e gli inglesi non
sembrano molto consapevoli di questa proporzione di uno-a-dieci.[17]
La testimonianza di J. M. Spaight, che fu primo Assistente
Segretario al Ministero dell’Aeronautica durante la guerra, è in
questo caso fondamentale. Il suo libro del 1944 Bombing Vindicated
[I bombardamenti giustificati] difende orgogliosamente la precedenza
della RAF nell’incenerire le città:
“Poiché eravamo dubbiosi sull’effetto psicologico della distorsione
della verità, che eravamo noi ad aver iniziato l’offensiva dei
bombardamenti strategici, rifuggimmo dal dare alla nostra grande
decisione dell’11 Maggio 1940 la pubblicità che meritava. Questo fu
sicuramente un errore. Perché era stata una splendida
decisione.”[18]
Egli sottolineò che Hitler sarebbe stato disponibile in qualunque
momento a fermare la carneficina se gli inglesi fossero stati
d’accordo: “Hitler sicuramente non voleva che il bombardamento
reciproco continuasse. I rapporti ufficiali tedeschi approvavano in
continuazione il concetto di rappresaglia nelle azioni della
Luftwaffe…voi smettete di bombardarci e noi smettiamo di
bombardarvi.”[19]
Il 16 Dicembre del 1940 un raid notturno condotto da 134 aerei
distrusse l’indifesa città di Mannheim, prendendo di mira il suo
affascinante centro storico. Volando abbastanza alto da evitare
l’artiglieria antiaerea, il pilota del bombardiere notturno che
liberava il suo carico non ascoltò mai le grida della madre, né vide
mai la carne bruciata del bambino. Questo fu il vero il vero
Olocausto, una parola che significa morte prodotta dal fuoco. I
piloti della RAF ritornavano alla base annunciando la distruzione
degli obbiettivi “militari” assegnati. Questa sciarada continuò fino
all’Agosto del 1941 quando ad uno sbalordito Gabinetto Britannico
vennero mostrate le foto aeree degli obbiettivi non danneggiati.[20]
“Di tutti gli aerei che si riteneva avessero colpito il bersaglio
solo un terzo aveva in realtà sganciato le bombe entro un raggio di
cinque miglia.”[21]
Il Maresciallo dell’Aria Arthur Harris assunse il comando del Bomber
Command a High Wycombe il 22 Febbraio del 1942, una settimana dopo
che il suo obbiettivo bellico primario era stato individuato nel
“morale della popolazione civile, in particolare gli operai”,
secondo una direttiva dello Staff dell’Aviazione. Harris era solito
vantarsi: “Uccido migliaia di persone ogni notte”. Il Blitz su
Londra era “fallito”, secondo lui, a causa della miopia dei capi
della Luftwaffe nel non rifornirsi in tempo di pace di bombardieri a
lunga gittata progettati per attacchi contro la popolazione civile
nemica”, come quelli che aveva l’Inghilterra, una lacuna che, egli
dichiarò, “fece perdere la guerra alla Germania”. Così nel Settembre
del 1940 i tedeschi si ritrovarono con “bombardieri quasi
inoffensivi”.[22] La Germania perse la guerra perché non aveva
programmato il bombardamento delle città!
Nel Marzo del 1942 il Gabinetto di Guerra di Churchill adottò il
“Piano Lindemann”,[23] grazie al quale il tiro a bersaglio sui
civili divenne formale. Le case dei lavoratori vennero preferite a
quelle della classe alta perché esse erano più ravvicinate, e così
poteva essere ottenuto un maggiore rendimento omicida.[24]
L’emigrato ebreo tedesco professor Frederick Lindemann, [25] divenne
da allora Lord Cherwell. Egli sottopose un piano al Gabinetto di
Guerra il 30 Marzo esortando a colpire di preferenza le case dei
lavoratori rispetto agli obbiettivi militari, questi ultimi essendo
più difficili da colpire. Le case della classe media avevano troppo
spazio intorno a loro, spiegò. Egli non venne mai perseguito per un
crimine di guerra spaventosamente nuovo, fino ad allora mai
immaginato. In tal modo tutte le città sopra i 50.000 abitanti
potevano essere distrutte, o almeno massacrate. Il Gabinetto di
Guerra capì che nessun sentore di tale risoluzione doveva
raggiungere il pubblico.[26]
Il Piano Lindemann entrò in azione il 28 Marzo 1942 quando il
vecchio porto di Lubecca venne attaccato da 234 aerei del Bomber
Command. Non aveva importanza militare o industriale ma venne scelto
perché, come disse il Maresciallo “bomber” Harris, la città era
costruita “più come un accendino che come un’abitazione umana”. Le
sue vecchie case medioevali e le sue stradine e la sua cattedrale
vennero cancellate da “un successo di prima classe” della RAF. Il 30
Maggio 1942 un migliaio di aerei gettarono bombe incendiarie sulla
città medioevale di Colonia bruciandola da capo a fondo. La
devastazione fu totale.
Seguirono altri “successi di prima classe”, culminanti
nell’incenerimento di Amburgo e della stupenda città barocca di
Dresda.[27] Il 27 Luglio del 1943 fu la notte in cui “le zone più
densamente popolate di Amburgo diventarono una fornace ruggente
nella quale migliaia di uomini, donne e bambini si gettarono nei
canali per sfuggire al calore spaventoso”.[28] Settecento
bombardieri alleati giunsero sopra la città all’una del mattino, e
sganciarono diecimila tonnellate di bombe incendiarie e altamente
esplosive su diversi distretti della città. Quella notte, solo con
questo raid, vennero uccisi più di 45.000 uomini, donne e bambini.
La città venne bombardata ventiquattro ore al giorno per quattro
giorni, da aerei americani il giorno e inglesi la notte. Una
tempesta di fuoco di intensità tale di cui nessuno fino a quel
momento aveva ritenuto possibile l’eventualità. Più di un milione di
tedeschi fuggirono nella campagna circostante. Questa era gente che
non aveva mai votato per Hitler, né aveva alcun mezzo per
eliminarlo.
Spaight scrivendo nel 1944 si entusiasma per come “oggi grandi
bombardieri a quattro motori stanno strappando il cuore della
Germania industriale” e aggiunge: “la Germania non ha nulla che si
possa accostare ad essi”.[29] Francia e Germania non erano preparate
al bombardamento delle città come l’Inghilterra. Dopo il libro forse
troppo esplicito di Spaight,
“era impossibile per chiunque, per quanto ingenuo, accettare le
ripetute e solenni dichiarazioni dei Ministri di Sua Maestà in
Parlamento che il bombardamento della Germania veniva portato avanti
nello stretto rispetto delle norme di umanità in accordo con le
leggi della guerra civilizzata”.[30] I Ministri stavano mentendo al
Parlamento, ma questa non era una menzogna ordinaria. Era il
tradimento del fondamento su cui si basa la vita civilizzata – che i
civili e gli edifici civili non devono essere in quanto tali
soggetti ad attacco. Al contrario, il terrore veniva ora dal cielo,
un terrore rispetto a cui le azioni dei killer ordinari sembrano
insignificanti. Una civiltà urbana millenaria venne annientata, man
mano che grandi città, famose negli annali della scienza e
dell’arte, venivano ridotte a cumuli di rovine fumanti.
Nell’anno 1940, i bombardieri inglesi sganciarono “soltanto”
cinquemila tonnellate di bombe sulle città tedesche, mentre nel 1944
essi talvolta superavano quel totale in una singola giornata. Nella
primavera del 1944 le città tedesche vennero polverizzate da oltre
centomila tonnellate al mese. Il numero di morti dei civili tedeschi
provocato dai bombardamenti è stato valutato nell’ordine delle
600.000 unità, e qualcosa come 61 città vennero ridotte in macerie,
mentre i civili uccisi dall’aviazione tedesca furono circa 60.000.
Queste città tedesche avevano una popolazione stimata nell’ordine di
25 milioni di persone.[31] La Germania venne perciò ridotta in uno
stato peggiore di quello provocato dalla guerra dei 30 anni. Come
risposta i centri di Londra, Coventry e Portsmouth vennero attaccati
dagli aerei tedeschi.
Mentre stava accadendo tutto ciò, era essenziale soffocare il
pubblico dibattito, affinché lo scandalo non indebolisse il morale
dei piloti dei bombardieri.[32] Ma, a dispetto dei dinieghi
ufficiali, i contestatori della guerra si stavano facendo un’idea di
quanto stava accadendo. Vera Brittain dichiarò in un opuscolo che la
politica inglese sarebbe apparsa “alle generazioni future come un
caso estremo di pazzia criminale”.[33] Così, ci fu una persona che
riuscì a trovare le parole adeguate per la politica di guerra
inglese.
Qual’era lo scopo del bombardamento delle città? Il suo scopo
primario era quello di spingere il popolo tedesco alle rappresaglie
– o, come dichiarava un documento ufficiale del 1953:
“Se la Royal Air Force assalisse la Ruhr, distruggendo gli impianti
petroliferi con le sue bombe più precise e le proprietà cittadine
con quelle cadute fuori bersaglio, la richiesta di rappresaglie
contro l’Inghilterra potrebbe rivelarsi troppo forte per la
resistenza dei generali tedeschi. In realtà, lo stesso Hitler
probabilmente guiderebbe la rivolta. L’attacco contro la Ruhr, in
altre parole, fu un invito informale alla Luftwaffe di bombardare
Londra.”[34]
Lo scopo era far progredire la guerra, che non era voluta né dal
popolo tedesco né da quello inglese. La Germania non aveva mai
voluto la guerra contro l’Inghilterra e Hitler aveva sempre
professato la sua grande ammirazione per l’Inghilterra e per
l’impero inglese.[35] La Germania tentò dei negoziati di pace che
vennero rifiutati nel Luglio del 1940.[36] Gli inglesi considerano
l’essere sopravvissuti al Blitz su Londra come il loro momento
migliore, ed hanno creduto che tale Blitz facesse parte di un piano
per invadere e occupare l’Inghilterra.[37] Sarebbe meglio dire che
la causa del Blitz su Londra risiede nell’amore inglese per la
guerra, per cui i dirigenti di questo paese avviarono le premesse
del suo accadimento.
Dopo la guerra, il bombardamento del terrore non era un’espressione
riconosciuta, i fatti ufficialmente non erano mai accaduti, ancor
meno si era sentito parlare del Piano Lindemann. La verità venne
soppressa per due decenni, anche se non esisteva un meccanismo
legale di censura, ed emerse soltanto quando era ormai mera “storia
del passato”, nel 1961. Tutto ciò poneva un problema serio per i
“processi” di Norimberga: se il più ovvio tra i crimini di Hitler
era stato l’avvio dei bombardamenti indiscriminati nel Blitz di
Londra, perché non vi era menzione di tale episodio a Norimberga? La
verità, e cioè che questo costituiva solo un minuscolo frammento
rispetto alle devastazioni inflitte alla Germania,[38] e che venne
attuato solo alcuni mesi più tardi come legittima “rappresaglia”,
chiaramente non poteva essere detta[39] al popolo inglese.
Fu solo nel 1961 che C. P. Snow[40] rivelò nelle sue Conferenze di
Harvard intitolate “Science and Government” [Scienza e governo]
l’esistenza del Piano Lindemann, e che esso venne “attuato con tutti
i mezzi disponibili”: la rivelazione di Snow, riguardante un piano
diabolico avente per obbiettivo bellico le case dei lavoratori
“provocò scalpore in tutto il mondo civilizzato”,[41] venendo
immediatamente tradotta in tutte le lingue. Più tardi, quello stesso
anno, il resoconto ufficiale di come il Regno Unito aveva sviluppato
i bombardamenti del terrore secondo i dettami del Piano Lindemann,[42]
rivelo il totale scioccante di 60.000 aviatori della RAF morti
durante la guerra. Queste rivelazioni provocarono orrore su vasta
scala.[43]
Nel 1961 il noto laburista Richard Crossman criticò lo “schermo di
menzogne” dietro cui il bombardamento del terrore era stato
effettuato, tanto che il Gabinetto di Guerra “ritenne necessario
ripudiare pubblicamente” la politica che portò all’ordine di
bombardare.[44] I ministri avevano proclamato a suo tempo con
assoluta mendacia “Noi non stiamo bombardando donne e bambini per
amore di vandalismo” (dichiarazione del sottosegretario all’Aria),
mentre era esattamente quello che stavano facendo – centinaia di
migliaia di donne e bambini.
Blitzkrieg
La solita scusa che viene presentata è che la politica inglese era
solo una rappresaglia per i bombardamenti tedeschi di Varsavia e
Rotterdam. Spaight respinge questo argomento con il disprezzo che
merita. “Quando Varsavia e Rotterdam vennero bombardate – egli fa
notare – le forze tedesche erano alle porte. Il bombardamento aereo
fu un’operazione di offensiva tattica.”[45] Il capitano Liddell Hart
è dello stesso avviso. “Il bombardamento non ebbe luogo, egli
scrive, fino a quando le truppe tedesche non si aprirono un varco in
queste città, conformemente alle vecchie regole del bombardamento di
assedio.[46] Il “bombardamento” non era illegale nei termini
dell’articolo 25 della convenzione dell’Aja del 1907. Novecento
persone morirono a causa del raid tragicamente sbagliato di
Rotterdam.[47] Ai cittadini di Varsavia venne dato il tempo di
evacuare la città prima che cominciasse il bombardamento.[48] Per
citare il dr. Wesserle, che era a Praga quando gli americani e gli
inglesi la bombardarono,
“Non ci può essere paragone tra la brutalità dell’offensiva aerea
anglo-americana e la pochezza degli sforzi tedeschi e italiani.”[49]
La Legge
La convenzione dell’Aja del 1923 (articoli 23 e 23), propose di
mettere al bando i bombardamenti urbani indiscriminati (“i
bombardamenti aerei con lo scopo di terrorizzare la popolazione
civile”) ma ohimé, le cinque potenze organizzatrici (Inghilterra,
Francia, Italia, Giappone e Stati Uniti) non la firmarono.[50] Il
primo ministro inglese dichiarò alla Camera dei Comuni nel 1938 che
ogni bombardamento del genere sarebbe stato “una violazione certa
del diritto internazionale”, dopodichè venne approvata una
risoluzione dalla Lega delle Nazioni nel Settembre del 1938 (“Il
bombardamento intenzionale delle popolazioni civili è illegale”) che
era stata proposta dal governo inglese e che fu accolta senza
obiezioni – e chi poteva disapprovare una verità così evidente?
“…Non abbiamo intenzione di attaccare la popolazione civile in
quanto tale”, disse il rappresentante inglese durante un meeting
anglo-francese il 14 Agosto del 1939, poco prima che la guerra
scoppiasse. Poco dopo, la Lega delle Nazioni approvò all’unanimità
una risoluzione che affermava che questo tipo di bombardamenti era
illegale. E tuttavia, nel 1943 l’Inghilterra firmò con l’America il
Trattato di Casablanca, che incoraggiava l’aumento dei bombardamenti
delle città – “il bombardamento del morale”, come venne chiamato.
Il dilemma, la schizofrenia, il fallimento di Norimberga è riassunto
da tre date, date impresse in modo indelebile nella memoria
dell’umanità: 6 Agosto, 8 Agosto e 9 Agosto 1945. La Carta di
Norimberga, che definisce le norme di diritto internazionale
relative alla condotta di guerra (“pianificare e preparare una
guerra di aggressione”), venne firmata come l’Accordo di Londra l’8
Agosto 1945. Essi facevano saltare in aria una città, poi un’altra,
e nel frattempo firmavano la Carta di Norimberga!
Un secolo americano?
In una trasmissione radiofonica del 1 Settembre del 1939, due giorni
prima dello scoppio della guerra, Roosevelt invitò le potenze
europee a fare una promessa, e cioè che “le forze armate in nessun
caso, e in nessuna circostanza, inizieranno il bombardamento
dall’alto delle popolazioni civili o delle città indifese.”[51]
Ohimé, gli americani non seppero ascoltare la loro stessa
esortazione: il bombardamento incendiario del Giappone del 9 e 10
Marzo del 1944 uccise circa 100.000 civili giapponesi, più di quelli
che morirono l’anno successivo a Hiroshima. In tutta la guerra, il
bombardamento delle città giapponesi avrebbe ucciso circa 337.000
persone.[52]
Quando, dopo la guerra, Churchill suggerì a Stalin di trovare
“qualche città intatta in Germania” nella quale incontrarsi, per la
riunione di Potsdam del Luglio del 1945, la soluzione non fu facile.
Poi, piuttosto rapidamente nel Marzo del 1946, Churchill scorse una
nuova minaccia all’orizzonte, nel suo discorso sulla Cortina di
Ferro a Fulton, Missouri, ed egli dichiarò che questo giustificava
l’accumulazione delle nuovi armi nucleari americane.[53]
Qualcuno potrebbe aver pensato che il Gabinetto inglese della Guerra
abbia provato una qual vergogna per aver iniziato il crimine più
spaventoso negli annali della storia, ma evidentemente non fu così:
nel 1946 al Capo di Stato Maggiore venne consegnato un rapporto
sugli “Sviluppi Futuri degli Armamenti e Metodi di Guerra”. “I
bersagli più vantaggiosi delle nuove armi saranno normalmente le
concentrazioni di popolazione”, esso raccomandava, includendo le
piante di 58 grandi città sovietiche con una popolazione superiore
ai 100.000 abitanti. Perciò discutere e perfezionare il metodo di
sterminio delle città doveva essere un’attività normale e
burocratica. L’anno successivo, nel 1947, le forze del Comando
Strategico dell’aviazione americana vennero in Inghilterra. Così
l’Inghilterra contribuì all’accerchiamento della Russia mediante
bombardieri nucleari mentre quest’ultima soffriva ancora i postumi
della seconda guerra mondiale, avendo patito una mortalità di circa
venti milioni di persone, e questo diversi anni prima che la Russia
fosse in grado di minacciare qualcuno con proprie armi nucleari.
Per quanto riguarda la guerra di Corea negli anni 1950-1953, l’ex
Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica americana Curtis LeMay
ricordò che egli chiese al Pentagono il permesso di bruciare cinque
delle città più grandi della Corea del Nord, affermando che la cosa
poteva essere eseguita in pochi giorni. “E’ troppo orribile”, gli
venne detto. Tuttavia, in un periodo di circa tre anni…bruciammo
ogni città della Corea del Nord.[54] Tre milioni di coreani
morirono, per proteggere il mondo contro un presunto “pericolo
giallo”.[55] Così l’eredità del bombardamento inglese delle città
passò all’America.
Poscritto
Negli anni 1919-1920, gli inglesi svilupparono la tecnica di
bombardare città e villaggi, bombardando Kabul, in Afghanistan, e i
gruppi tribali ribelli lungo le zone di confine dell’India. E negli
anni ’20, gli inglesi bombardarono volontariamente i villaggi della
Somalia e dello Yemen e iniziarono una vasta campagna di
bombardamenti contro le popolazioni civili nelle zone ribelli
dell’Iraq, allora sotto controllo inglese, per diversi anni. Il
numero di morti provocato dal bombardamento tedesco di Guernica nel
1937 fu invece, secondo David Irving, di circa 98 persone.[56]
Note:
[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale può essere
consultato in rete all’indirizzo:
http://www.codoh.com/newrevoices/nrcitybomb.html
[2] F. Veale, Advance to Barbarism, The Development of Total War
from Sarajevo to Hiroshima [Il cammino verso la barbarie. Lo
sviluppo della Guerra totale da Sarajevo a Hiroshima], IHR 1979, p.
176. www.heretical.com/miscella/veale.html
[3] A. J. P. Taylor, The Origins of the Second World War, 1972, p.
16.
[4] W. G. Sebald, A Natural History of Destruction, 2003 (una strana
Traduzione del titolo tedesco, Luftkreig und Literatur, 1999), p. 3
[5] J. M. Spaight, Bombing Vindicated [I bombardamenti
giustificati], 1944, p. 60.
[6] Nel 1936 Churchill disse al Generale Wood “La Germania sta
diventando troppo forte, dobbiamo farla a pezzi”: H. Barnes,
Blasting the Historical Blackout [Abbattere l’oscuramento storico],
1961, p. 24. www.ihr.org/jhr/v01/v01p163_Barnes.html
[7] Max Hastings, Bomber Command, 1979, p. 50: I Lancaster erano
“bombardieri pesanti che nessun altro paese al mondo poteva
eguagliare.” Germania e Francia avevano bombardieri più leggeri
“primariamente per appoggio aereo”, o come “armi tattiche”.
[8] Sir Basil Liddell Hart, The Revolution in Warfare [La
rivoluzione nella condotta di Guerra], 1946, p. 86.
[9] Hitler dichiarò il 14 Agosto 1939: “Io voglio vivere in pace con
l’Inghilterra e concludere un patto definitivo; per garantire tutti
i possedimenti inglesi nel mondo e per collaborare”: Taylor, p. 308.
Per la riconferma di questa posizione da parte di Hitler a Dunkirk,
vedi B. Liddell Hart, The Other Side of the Hill, German generals,
their rise and fall, with their own accounts of events 1939-1945
[L’altro lato della collina, I generali tedeschi, la loro ascesa e
caduta, con i loro resoconti degli eventi], 1948, 1970, p. 186.
[10] A. Ramsey, The Nameless War [La Guerra senza nome], 1952, p.
64.
[11] Le parole furono quasi identiche: A. C. Grayling, Among the
Dead Cities, was the Allied Bombing of Cities in World War II a
Necessity or a Crime? [Tra le città morte, il bombardamento alleato
delle città nella seconda Guerra mondiale fu una necessità o un
crimine?], 2006, p. 149.
[12] For Those who Cannot Speak [Per quelli che non possono
parlare], M. McLaughlin, Historical Review Press, 1979, p. 24.
[13] David Irving, The Destruction of Dresden, 1963, p. 19.
[14] Veale, op. cit., p. 170.
[15] The Churchill War Papers [I documenti di Guerra di Churchill],
1993, Martin Gilbert (editore), Volume I, p. 18.
[16] Butz, The Hoax of the 20° Century [L’inganno del 20° secolo],
1976, p. 70.
[17] Delle 131 città tedesche colpite da pesanti raid strategici, 46
città ebbero distrutti metà dei loro centri abitati. Berlino ebbe
6427 acri distrutti, Amburgo 620 acri, Duesseldorf 2003 acri e
Colonia 1994 acri. Mentre Londra ebbe 600 acri distrutti, Plymouth
400 e Coventry 100 (Wesserle, The Journal of Historical Review,
1981, vol. 2, pp. 381-384.)
[18] Spaight, op. cit., p. 74.
[19] Spaight, op. cit., p. 43.
[20] Irving, op. cit., p. 32; Hastings, op. cit., p. 99.
[21] Veale, op. cit., p. 180: riferimento al Rapporto Bensusan-Butt.
[22] A. T Harris, Bomber Offensive, 1947, p. 42; riassunto da Veale,
op. cit., p. 174.
[23] C. P. Snow, Science and Government, OUP, 1961, pp. 47-51.
[24] www.lewrockwell.com/orig/raico-churchill5.html
[25] www.ety.com/HRP/rev/terrorbombing.htm
[26] Irving, op. cit., p. 220.
[27] “Molte delle più belle città d’Europa e del mondo vennero
sistematicamente polverizzate, spesso durante le ultime settimane
della guerra, tra cui: Wuerzburg, Hildesheim, Darmstadt, Kassel,
Nurnberg, Braunschweig”: dr. Wesserle, vedi nota 17.
www.exulanten.com/kep3.html
[28] Veale, op. cit., p. 171.
[29] Spaight, op. cit., p. 38.
[30] Veale, op. cit., p. 177.
[31] Richard Harwood, Nuremberg, 1975, Historical Review Press, p.
61.
[32] Veale, op. cit., p. 28. Segretario dell’Aria era allora
Archibald Sinclair.
[33] Vera Brittain, Seed of Chaos, what Mass Bombing Really Means
[Semi del caos, quello che I bombardamenti di massa significano
davvero], 1944, p. 116; Gaylor, op. cit., p. 18.
[34] The Royal Air Force 1939-1945, volume 1 “The Fight at Odds”,
HMSO 1953, p. 122; Veale, op. cit., p. 184.
[35] Per l’ammirazione di Hitler per l’Inghilterra e il suo impero
vedi: www.ihr.org/jhr/v01/v01p163_Barnes.html . Durante e dopo la
guerra, era difficile trovare una traduzione inglese del Mein Kampf
di Hitler, nel quale un tema centrale era costituito
dall’ammirazione e dal desiderio di amicizia di Hitler verso la Gran
Bretagna: Ramsey, op. cit., p. 49. Il capitano Arthur Ramsey, venne
tenuto in prigione durante la guerra, accusato (giustamente) di
minare lo sforzo bellico.
[36] Le due offerte di pace tedesche all’Inghilterra vennero
presentate nell’Ottobre del 1939, dopo la sconfitta della Polonia, e
nel Luglio 1940, dopo la sconfitta della Francia, entrambe
sdegnosamente rifiutate: capitano R. Grenfell, Unconditional Hatred,
German War Guilt and the Future of Europe [Odio incondizionato, la
colpevolezza tedesca della guerra e il futuro dell’Europa], New
York, 1954, p. 201.
[37] Per il piano soltanto debolmente ipotizzato di invadere
l’Inghilterra nell’estate del 1940, vedi Hart, op. cit., pp.
212-222; e la sua History of the 2° World War, 1970, pp. 93-96.
[38] I bombardieri strategici anglo-americani gettarono 2690
kilotoni di bombe sull’Europa (1.350 kilotoni sulla Germania, 590
sulla Francia, 370 sull’Italia, etc.), mentre la Germania gettò 74
kilotoni di bombe, inclusi i razzi V-1 e V-2 sull’Inghilterra, nella
seconda guerra mondiale: un mero 5%, o un ventesimo rispetto agli
Alleati: Dr. Wesserle, vedi nota 27.
[39] Veale, op. cit., p. 29, p. 32.
[40] Snow, vedi nota 23.
[41] Veale, op. cit., p. 197.
[42] C. Webster & N. Frankland, The Strategic Air Offensive, 1961,
volume I.
[43] Veale, op. cit., p. 201.
[44] Sunday Telegraph, 1.10.61; Veale, op. cit., p. 198.
[45] Spaight, op. cit., p. 43.
[46] Hart, op. cit., p. 72; Veale, op. cit., p. 198.
[47] Questo fu un errore in quanto l’Olanda si era arresa: Gaylor,
op. cit., p. 34; Irving, op. cit., p. 21.
[48] David Irving: “In realtà il bombardamento di Varsavia non
iniziò prima del 26 Settembre 1939, dopo che tutte le formalità
militari erano state osservate: volantini di avvertimento gettati
sulla popolazione civile, vie aperte per i civili polacchi prima
dell’ora fissata del bombardamento, un ultimatum formale al
comandante della fortezza di Varsavia prima che iniziasse il
bombardamento, che venne rifiutato. Hitler’s War, 1977, 2001, p.
239.
[49] Wesserle, vedi nota 17.
[50] Grayling, op. cit., p. 143.
[51] Gaylor, op. cit.. p. 149.
[52] www.hawaii.edu/powerkills/COMM.10.5.03.HTM
[53] D. F. Fleming, The Cold War and its Origins [La Guerra fredda e
le sue origini], 1961, volume I, p. 349.
[54] www.brianwillson.com/awolkorea.html R. Howe, Weapons, Londra,
1981, p. 500.
[55] Fleming, op. cit., p. 656.
[56]
www.stormfront.org/solargeneral/library/www.fpp.co.uk/History/General/Guernica/DTel250487.html
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |