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REVISIONISMO
Il revisionismo è essenzialmente
un metodo di ricerca storica, la normale metodologia storiografica
applicata da tutti gli storici a tutte le epoche della storia.
Il revisionismo non ha colore politico: il caposcuola riconosciuto
di questa corrente storiografica è un socialista francese, Paul
Rassinier, ex combattente nella "resistenza" francese e detentore di
decorazioni e medaglie per l'attività antinazista svolta durante
l'occupazione tedesca della Francia.
Moltissimi sostenitori del revisionismo in Francia sono uomini di
sinistra: infatti la principale casa editrice che pubblica scritti
revisionisti è la sinistrorsa "Vieille Taupe".
Il professor Faurisson è un radical-libertario, il revisionista
svedese Ditlieb Felderer è un testimone di Geova. Uno dei migliori
revisionisti americani è il giovane ebreo David Cole. Anche in
Italia esistono revisionisti dell'area della sinistra comunista,
come Cesare Saletta.
ROGO di LIBRI
(ma non li facevani i nazi?)
451° F
di Israel Shamir(ebreo)
(Aggiornato alla decisione della casa editrice francese Balland di
ritirare dal mercato e bruciare il mio libro "L'autre visage
d'Israel" dopo le minacce ricevute dai sionisti).
La storia della breve vita e della prematura scomparsa del mio libro
"L'autre visage d'Israel" - traduzione francese de "Fiori di
Galilea" - e' un caso interessante per discutere dell'influenza
sionista in Francia.
I suoi personaggi principali sono:
- un bravo uomo, Franck Spengler, delle edizioni Blanche
- Il proprietario di Balland e di un sito ebraico-sionista, Denis
Bourgeois, ex-presidente della Calmann-Levy.
Il libro fu pubblicato dalle Edizioni Blanche, una sussidiaria delle
Edizioni Balland, il 9 ottobre 2003 e, immediatamente, un sito web
francese-sionista chiamato www.proche-orient.info lo attaccò. In una
lunga e tediosa diatriba, un certo Johan Weisz insisté che il libro
era perseguibile secondo le "leggi sull'odio razziale", poiché esso
invocava la cooperazione tra Cristianesimo e mondo Islamico.
Non deve suscitare alcuna sorpresa: i sionisti si sono arrogati il
diritto supremo di decidere chi debba essere odiato o amato al
mondo. Come se le due guerre mondiali dell'ultimo secolo non fossero
abbastanza, ora essi insistono che i cristiani ed i musulmani
debbano combattersi fino alla fine, per la maggiore gloria di
Israele.
Il mio sollecito editore, il buon Franck Spengler delle edizioni
Blanche, rifiutò le insinuazioni dei fomentatori d'odio sionisti in
una arguta lettera al proprietario di Balland, Denis Bourgeois.
Quest'ultimo, però, aveva ricevuto il suo attuale incarico solo dopo
aver dimostrato la sua devozione alla causa del presidente della
Calmann-Levy, una grande compagnia editoriale ebraica. Dopo aver
udito la Voce del Padrone, Denis Bourgeois ordinò che il libro fosse
ritirato dagli scaffali e fosse messo al rogo. Ecco le maniere
dell'influenza sionista: comprano gli editori, promuovono i loro
devoti servitori e poi erodono la libertà di stampa e la libertà di
parola.
Gli aristocratici dell'Ancient Regime della Francia
pre-rivoluzionaria non furono abbastanza cinici da inventare le
"leggi sull'odio razziale", e questo fu la loro rovina. Se avessero
affittato un Johan Weisz, Voltaire sarebbe stato condannato per
"incitamento all'odio razziale" e la Francia sarebbe oggi governata
da, diciamo, Luigi 25esimo. I britannici non sapevano che George
Washington avrebbe potuto essere accusato di "denigrare e
demonizzare l'intero popolo inglese, inclusi uomini e donne
innocenti". Ma una voce interiore mi dice che George Washington e
Massimiliano Robespierre sarebbero rimasti sconcertati.
Non ho nessun rimprovero da fare al sito sionista: fanno solo il
loro consueto peggio. Ma i loro tirapiedi francesi, come Denis
Bourgeois, che stanno preparando l'occupazione americano-sionista
della Francia, sono inaccettabili. Essi preparano il terreno per
Parigi ai tanks americani di ritorno da Baghdad. Essi partecipano
pienamente alla distruzione di Rafah, ai massacri di Gaza e Jenin,
alla preparazione dell'assalto a Damasco e Teheran. A causa loro il
presidente Chirac e' stato costretto all'umiliante "condanna" delle
stupefacenti parole del dottor Mahathir. Non hanno argomenti, ma
potere e denaro, che usano malamente per spegnere le voci del
dissenso. La Francia non potrà essere libera, né guidare il resto
del mondo verso la libertà, fino a che questi tirapiedi non siano
messi in evidenza e denunciati.
Se sentite il bisogno di esprimere i vostri sentimenti a Bourgeois:
denis.bourgeois@balland.fr
o al bravo e nobile Franck Spengler: blanche@editions-mango.fr.
Non dovremmo permettere ai nostri nemici di adottare ed abusare
della bandiera anti-razzista. Non la meritano. Recentemente, il
quotidiano israeliano Ma'ariv ha pubblicato un articolo che
dichiara: "Se siamo obbligati a mandare i fiori della nazione
nell'inferno della guerra, allora abbiamo sicuramente il diritto di
rimuovere milioni di individui di un'altra razza che si nutrono come
vermi. Poiché noi non combattiamo solo per noi, ma per l'intero
mondo". L'articolo non ha suscitato sorpresa né in Israele né nelle
comunità ebraiche all'estero, nonostante il fatto che esso fosse
stato scritto molti anni fa - senza che essi lo sapessero - da Adolf
Hitler. La pubblicazione dell'articolo di Hitler e la successiva
mancata risposta da parte del pubblico israeliano hanno
rappresentato un convincente esperimento: il discorso sionista ha
pienamente invertito ed adottato la propaganda nazista.
I sionisti ed i loro alleati sono diventati i più grandi produttori
di propaganda d'odio. In Francia ed Italia essi supportano la
pubblicazione e la distribuzione di Oriana Fallaci, in Canada
(Daniel Pipes, nel National Post di Israel Asper) scrivono che "i
musulmani violentano le ragazze bionde", negli USA una lista nazista
raccomanda molti libri filo-sionisti, incluso "La vera guerra
dell'America", del Rabbino Daniel Lapin, "Diffamazione: Bugie
liberali sulla destra americana", di Ann H. Coulter, "Invasione:
come l'America accoglie ancora criminali, terroristi ed altre
minacce estere sui nostri lidi", di Michelle Malkin. Quest'ultimo
libro porta la seguente spiegazione da parte di un ultra-razzista
americano: "Invasione, di Michelle Malkin, e' forse il più
importante libro scritto in quest'ultimo anno. Il soggetto e'
l'immigrazione, a cui bisogna dire stop: I TERRORISTI MUSULMANI
stanno sommergendo l'America".
I devoti filo-semiti Robert Spencer e David Pryce-Jones hanno
pubblicato "L'Islam svelato: domande allarmanti sulla fede in più
rapida espansione al mondo". Lo stesso commento razzista: "L'Islam
svelato e' un libro profondamente inquietante perché offre scarse
speranze che l'occidente possa vivere in pace con l'Islam, a meno
che questo non cambi radicalmente. E questa e' una speranza ancora
più impossibile".
Tutti questi libri circolano liberamente in Europa, Canada e negli
USA, poiché le cosiddette "leggi contro l'odio razziale" e le
"campagne anti-razziste" sono a beneficio esclusivo dei sionisti.
Difatti nessuno, sinora, e' riuscito ad applicarle contro i razzisti
ed i fomentatori d'odio sionisti. La gente che ha privatizzato
l'anti-razzismo e' il braccio armato dell'ebraismo organizzato. In
Francia, viene chiamato LICRA, mentre l'equivalente tedesco e
chiamato ANTIFA. Il rappresentante del LICRA, Marc Levy, ha
minacciato l'editore di intraprendere un'azione legale.
Questi delinquenti fingono di essere anti-razzisti. Ma, in realtà,
sono sotto-agenti dell'Anti Defamation League, "la più grande
agenzia spionistica non statale al mondo", secondo Jeff Blankfort.
Ecco un'immagine che lo dimostra:
Nell'immagine, ANTIFA, l'equivalente del LICRA francese manifesta
sotto un gruppo di bandiere sioniste in onore del "bombardiere"
Harris, il massacratore di massa britannico che uccise milioni di
persone innocenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Harris
sorpassò Eichmann, ma uccise Goyim e non ebrei, ecco perché viene
festeggiato da questi delinquenti razzisti sionisti.
Non dire "ebrei", dici "sionisti", mi scrivono i miei attenti
lettori. Non e' difficile venire incontro a questa richiesta, ma il
fatto e' che diviene sempre più insignificante farlo. Ora in
Australia e' in atto una crudele campagna contro Hanan Ashrawi, la
mia meravigliosa compatriota. Peter Wertheim, ex-presidente della
Jewish Deputies Board, ha pubblicato un pezzo op-ed sul Sidney
Morning Herald (di proprietà di Conrad Black, che possiede anche il
Jerusalem Post, il Daily Telegraph e chissà cos'altro), in cui
scrive che "l'opposizione alla Ashrawi non proviene dalla "lobby
sionista", ma dall'intera comunità ebraica". Naturalmente, nessuna
accusa di razzsmo e' venuta fuori dall'ANTIFA, dal LICRA, dall'ADL e
dal resto.
Il termine "sionista" ha perso il suo smalto. Un supporter ebreo
medio di Sharon, sia in Francia che negli USA, non si definisce più
un "sionista". Può odiare i palestinesi, invocare la guerra contro
la Siria, credere nel supremazismo ebraico, ma non si definisce
"sionista". Questo termine viene usato esclusivamene dalle persone
che hanno paura di usare il termine-E. Ne hanno paura per una giusta
causa. Lenni Brenner ha scritto di recente: "Gli ebrei sono la
categoria etnico-religiosa più ricca negli USA, ed anche la
minoranza davvero credente ha un'incredibile potenza economica da
gettare ai politici". Di certo non sono i tipi che vorresti
infastidire.
Il termine "sionista" e' poco appropriato. Negli anni '20, gli ebrei
francesi idearono una cospirazione per comprare e controllare alcuni
giornali del paese, come ha riportato Simcha Epstein alla Conferenza
Vidal Sassoon sull'anti-semitismo a Gerusalemme. Io ne ho scritto,
ma nessun giornale francese ha osato farne una copertura informativa
- anche se Le Monde e Liberation hanno condannato le mie parole
(evitando attentamente la frase di Epstein), definendole
"anti-semite". Perché dovremmo sempre riferirci ai "sionisti" quando
queste persone dichiarano apertamente di non esserlo?
Qualche giorno fa, la polizia russa ha arrestato Khodorkovsky, un
miliardario ebreo-russo, uno degli uomini più ricchi della terra. I
giornali posseduti da ebrei, dal Jerusalem Post al New York Times,
hanno condannato l'arresto. Khodorkovsky non e' un sionista.
Dovremmo dire che viene internazionalmente supportato perché
sionista?
Per noi israeliani c'e' una difficoltà in più. Per gli ebrei
progressisti americani (o francesi) e' facile dare la colpa ai
"sionisti", ma i "sionisti" siamo noi e riteniamo che la condanna
debba essere condivisa tra tutti i supporters dell'attuale politica
d'Israele. Pochissimi israeliani si definiscono "sionisti", come
pochissimi russi, ai tempi di Gorbachev, si definivano "bolscevichi"
o "comunisti". Inoltre, lo stato d'Israele non e' chiamato "stato
sionista", ma "stato ebraico" e questo non e' un termine vuoto. La
gente che si identifica come "ebrea" - i baroni dei media, i capi
dell'ADL e della pletora di organizzazioni ebraiche, così come i
ricchissimi magnati europei ed americani sono decisivi su ciò che
accade qui ben più del "sionista" israeliano medio.
Per noi israeliani, la soluzione non e' la de-sionistizzazione
(emigrazione?), ma la "de-ebraizzazione". Per uscire dall'impasse,
dovremmo spezzare il legami con il popolo ebraico, poiché essi
supportano il peggio che il nostro paese possa produrre. Senza di
essi, senza i loro vaneggiamenti di supremazismo, potremmo avere
l'occasione reale di tornare normali e di fare la pace con i
palestinesi.
E' ugualmente importante per voi. Io ed i miei amici ebrei
"anti-sionisti" riceviamo richieste giornaliere di scrivere o
parlare in difesa dei palestinesi, contro la guerra in Iraq, contro
i piani per bombardare l'Iran, poiché la gente ordinaria (i "goyim")
sente che la sua voce non può essere ascoltata. Pensa che solo gli
ebrei, come i membri del Partito nell'epoca sovietica, possono
esprimere la loro opinione. Il resto - cinque miliardi di persone -
non conta. In verità, un giornale medio, sia in Francia che negli
USA, cita gli ebrei molto più frequentemente rispetto a quanto citi
i nativi. E' una situazione insostenibile. Dovrebbe essere cambiata,
e la "paura degli ebri" dovrebbe essere spezzata, nell'interesse
della democrazia.
Il sotterfugio dei "sionisti" non funziona più comunque perché tutti
sanno cosa vuol dire. Johan Weisz, che ha attaccato me ed il mio
libro sul web-site sionista, ha scritto: "Shamir menziona
frequentemente l'intellettuale palestinese Edward Said, con il quale
condivide la visione di una Palestina "dal Giordano al mare", senza
però condividere la determinazione di Said contro l'anti-semitismo
ed il negazionismo". Ma tutta la simpatia di Said verso gli ebrei e
tutte il suo stretto uso del termine "sionismo" non lo hanno aiutato
neanche un po': gli stessi ebrei che lodano la sua "mancanza di
anti-semitismo" avvelenarono la vita del nostro caro e rimpianto
Edward Said e stanno studiando il modo di diffamare la sua memoria
dopo la prematura scomparsa.
Negli USA, sempre più ebrei ordinari decidono di rompere i legami
con il Giudaismo. "Il mio popolo sono gli americani", ha dichiarato
Gershwin e, secondo Lenni Brenner, più della metà dei figli di
genitori ebrei decidono di "starne fuori". E' un fenomeno benedetto.
Tutti possono "starne fuori" e diventare, in questo modo, americani,
francesi, palestinesi normali. Lo so dalla mia esperienza personale:
quando entrai a far parte della Chiesa, i miei lettori mi scrissero,
dicendo: "Adesso la tua opinione non sarà più ascoltata perché hai
cessato di essere un ebreo". Io non voglio una posizione speciale,
risposi, voglio essere ascoltato in quanto Israel Adam Shamir, e non
in quanto ebreo. Non me ne sono pentito neppure per un momento.
"Pensano che sono importante perché appartengo all'Irlanda, disse
Stephen, il personaggio principale dell'Ulisse, ma io credo che
l'Irlanda sarà importante a causa mia".
Ecco perché mando le mie congratulazioni alla lobby ebraica
francese, che ha dimostrato il suo valore e la sua capacità nel
difendere i francesi da certe idee scomode. Essi davvero governano
l'occidente, perché e' l'occidente a sottomettersi al loro
controllo. Le mie più profonde condoglianze al mio meraviglioso
traduttore francese, Marcel Charbonnier, al mio editore Maria
Pournier, a a tutti gli altri che mi hanno aiutato a pubblicare il
libro. Sono certo che le sue idee continueranno a vivere, perché, se
la carta brucia a 451°F, lo spirito umano resta invincibile.
traduzione a cura di www.arabcomint.com
da www.israelshamir.net
http://italy.indymedia.org/news/2003/12/439693.php
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |