|
STORIA E
BATTAGLIE
30 gennaio 1943: le direttive del partito nazionalsocialista
Il testo qui presentato contiene le direttive per le celebrazioni
del X anniversario del 30 Gennaio (1943). L’ultima data del
documento è del 24 dicembre del ’42, il che significa che le
istruzioni di Göbbels iniziarono a circolare agli inizi di gennaio
dell’anno successivo. Il documento è molto lungo (circa 33 pagine)
ed estremamente dettagliato; contiene tutte le indicazioni sui
discorsi, le manifestazioni pubbliche e gli interventi dei massimi
esponenti del III Reich. E’, in effetti, un documento “tecnico”, la
cui traduzione integrale ci è parsa ridondante. Ne abbiamo quindi
estrapolato la parte relativa alle indicazioni per i discorsi che
sarebbero stati tenuti dai Capi ai Membri del Partito.
Fonte: 30. Januar 1943. 10. Jahrestag der Machtübernahme.
Anweisungen des Reichspropagandaleiters der NSDAP. Zusammengestellt
vom Hauptamt Propaganda (Amt Grossveranstaltungen) der
Reichspropagandaleitung der NSDAP. [30 Gennaio 1943 – 10°
Anniversario della Presa del Potere. Indicazioni del
Reichspropagandaleiter della NSDAP. Realizzate dall’ Hauptamt
Propaganda (Amt Grossveranstaltungen) del Reichspropagandleitung
della NSDAP.]1
Direttive per il discorso dei Capi ai Membri del Partito
di venerdì 29 Gennaio 1943
Il 29 gennaio 1943, vigilia del 10° anniversario della presa del
potere, dovrebbero essere tenuti convegni in tutte le province e i
gruppi locali2, in cui parleranno capi del Partito ed oratori. Come
in tutti gli altri eventi relativi al 10° anniversario, il concetto
centrale dovrebbe essere: “La vittoria del movimento
Nazionalsocialista il 30 gennaio 1933 ha creato le fondamenta per la
vittoria delle armi del popolo tedesco nella propria lotta per un
sistema di vita più giusto, per la libertà e per il pane
quotidiano”. Il discorso dovrebbe ricordare al popolo tedesco che
Adolf Hitler e il suo movimento non hanno solo salvato la Nazione
all’ultimo istante dalla totale rovina e il Popolo tedesco da un
minaccioso declino, ma hanno anche determinato una rinascita
nazionale, sociale, economica e culturale che sovrasta3 quanto i
capi di altri popoli sono stati in grado di compiere. La storia
della nostra lotta per il potere, la ricostruzione e l’assicurazione
della nostra esistenza nazionale e i forti successi delle nostre
forze armate dimostrano che, alla fine, il nostro Führer ha sempre
vinto4 e che la vittoria segue la vittoria. Tutto ciò ci da la
sicurezza che la decisiva battaglia finale coi nostri avversari può
concludersi solo con la nostra vittoria. “Noi vinceremo perché ci
guida Adolf Hitler!”. Ogni cittadino deve lasciare i raduni di massa
e le cerimonie in onore del 30 Gennaio con questo slogan quale fermo
convincimento per i giorni a venire.
Gli orientamenti che seguono dovrebbero rappresentare per i Capi del
Partito e gli oratori i punti fermi da porre al centro dei loro dei
discorsi. Naturalmente ognuno di loro dovrà adattare il materiale
alle situazioni locali e sottolineare le specifiche realizzazioni
del Partito e
del Governo Nazionalsocialista nella propria zona.
A. Risultati sociali
Quando il Füher prese il potere, il 30 Gennaio 1933, il popolo
tedesco aveva raggiunto il fondo, economicamente e socialmente, ad
un punto tale che oggi non può neppure essere compreso. Oltre sette
milioni di nostri connazionali erano senza lavoro né cibo. Ciò
significa che erano oltre 20 milioni i tedeschi privati di una vita
normale, dal momento che ciascuno di quei sette milioni aveva una
media di due familiari da mantenere. Questo vuol dire che più di 20
milioni di persone non potevano comprare ciò di cui necessitavano
per sostenersi, neppure quanto, per esempio, è a disposizione di
ogni cittadino con la tessera del razionamento5, in questo quarto
anno di guerra. Oltre a ciò, il capitale finanziario internazionale
ebraico dominava la Germania e i capi dei partiti politici e dei
sindacati erano suoi strumenti. La borsa valori mondiale aveva il
controllo della nostra esistenza, ed i nostri nemici
giudeo-plutocratici ci avevano imposto i piani Dawes e Young6, gli
stessi nemici che ci hanno dichiarato guerra nel 19397 e contro cui
oggi stiamo combattendo sul campo. Tutto quanto produceva il popolo
tedesco fluiva nelle mani del giudaismo mondiale e dei capitalisti
finanziari, nelle tasche dei banchieri internazionali. Il nostro
popolo soffriva la fame e periva e non vedeva una via d’uscita dalla
propria, disperata situazione. Milioni di Tedeschi vedevano soltanto
una strada per uscire dalla loro disperata condizione, vale a dire
la totale distruzione delle condizioni di allora attraverso la
bolscevizzazione. Ma quella era proprio la meta del giudaismo
internazionale. Se quel traguardo fosse stato raggiunto la
sofferenza sarebbe cresciuta al di là di ogni limite. Il nostro
destino sarebbe stato quello degli omicidi di massa attraverso un
furioso terrore, di una fame orribile per milioni di persone e
dell’asservimento fisico degli altri sotto le fruste dei giudei
trionfanti.8 In questo caos totale la Germania completamente
scomparsa.9 Oggi non ci sarebbero alcun Reich Tedesco, alcun Popolo
Tedesco, nessuna salda famiglia Tedesca, le risate felici dei
bambini, alcuna vita e nessun futuro per il nostro sangue e la
nostra stirpe. Ringraziamo il Führer e tutti i combattenti,
sconosciuti e senza nome, che ci hanno salvato da tutto questo.
Nonostante le loro necessità personali, malgrado la persecuzione ed
il vile terrore, essi marciarono in Germania con fanatica fede e
prepararono il terreno per il giorno decisivo della Nazione, il 30
Gennaio 1933. Immediatamente dopo aver preso il potere, il Führer
iniziò una energica campagna contro la sofferenza e il declino delle
nostre vite. Col motto “Prima un lavoro ad ognuno, poi il lavoro
adatto a ciascuno”, iniziò la campagna per il diritto a un lavoro
per ogni cittadino tedesco. I precedenti anni di declino avevano
lasciato così tanta miseria e dissesto nei settori governativi,
ufficiali e privati che i lavori da fare erano più che abbastanza.
C’era un disperato bisogno di manutenzioni, riparazioni e nuove
costruzioni. Ciò che era necessario sconfiggere era la vecchia
opinione, accettata da tutti meno che dai Nazionalsocialisti, che i
lavori potessero procedere solo dopo che fossero stati stabiliti i
mezzi di pagamento. Il movimento procedette dal principio che il
lavoro era più prezioso del capitale e che potesse creare ricchezza
sufficiente da permettere di estendere il credito ai suoi nuovi
proprietari. I primi sforzi si rivolsero alle strade e al sistema
dei trasporti, con la costruzione delle Autostrade10, di condomini e
insediamenti, per la difesa e il miglioramento delle condizioni
generali di vita del nostro popolo. Le parole di Adolf Hitler al
principio della costruzione delle Autostrade – “Lavoratore tedesco,
inizia!”- furono la chiara espressione del convincimento
Nazionalsocialista che il lavoro e non il capitale (la posizione del
vecchio sistema giudaicoliberal-democratico) era al centro
dell’attività costruttiva. Un mese dopo l’altro, la gente ricominciò
a lavorare, gente che non aveva guadagnato nulla per anni e che per
anni aveva vegetato. La disoccupazione scomparve in tre anni.
L’attività in costante aumento condusse al problema opposto. Al
posto della mancanza di lavoro, si ebbe l’insufficienza di
lavoratori. Nei primi anni dello Stato Nazionalsocialista i nostri
cittadini hanno compiuto un lento progresso affrontando le
condizioni miserevoli che avevano ereditato. Finché non sono stati
in grado di aiutarsi da soli, l’organizzazione Nazionalsocialista
per l’assistenza sociale e l’istituzione del Soccorso Invernale
hanno operato per alleviare le sofferenze peggiori. Il Führer
risvegliò la volontà dell’assistenza comunitaria e mobilitò la forza
dell’animo tedesco. In luogo delle precedenti attività caritatevoli,
compiute da un piccolo gruppo per lo più per salvare le proprie
coscienze, si sviluppò un cameratismo che coinvolse tutto il Popolo.
Esso sostenne prontamente11 ogni cittadino, ma pretese anche che
ognuno, compresi coloro che ricevevano aiuto, sviluppassero una
volontà a sacrificarsi ed a fare e perciò ad aiutare se stessi. Su
queste basi si sviluppò un nuovo ordine morale relativo
all’assistenza sociale che è unico al mondo e che aiutò a vincere
tutta la sofferenza e il dolore che i paesi giudeoplutocratici
ancora non riescono a risolvere a causa della loro visione
materialistica. Anche i meravigliosi programmi comunitari del
Nazionalsocialismo derivano dalla sua visione del mondo, nel
prendersi cura della nostra gioventù, delle nostre madri e della
crescita delle nuove vite. I programmi della NSV12 comprendono la
“Mutter und Kind”, la “Haushaltshilfe”13, i “Kindergarten”14, la
“Jugendhilfe”15, la “Gemeindepflegestationen”16, la
“Ernährungshilfswerk”17, la “Freiplatz-Spende”18 che, insieme ai
programmi del DAF19, l’ “Amt für Schönheit der Arbeit”20, “Kraft
durch Freude21”, l’“Amt für Volksgesundheit”22 o l’ “Amt für
Berufserziehung und Betriebsführung”23, così come i meravigliosi
programmi per favorire la salute dei nostri giovani per mezzo della
HJ e della BDM24, tutti insieme rappresentano l’imponente
dimostrazione della volontà Nazionalsocialista di una vita sociale
completamente nuova nella nostra comunità di popolo.25 Gli enti
statali e comunali hanno seguito il modello impostato dal Partito
con proprie, numerose e rivoluzionarie innovazioni. L’impulso alla
costruzione di appartamenti e case, i prestiti per i matrimoni26, i
versamenti per i bambini, il mantenimento all’istruzione e numerosi,
analoghi programmi sono stati l’espressione della nuova volontà di
vivere della nostra comunità Nazionalsocialista. Lo Stato ha anche
usato le opportunità operative che aveva per fornire una cura
crescente ai vecchi ed ai pensionati attraverso misure giuridiche di
vario tipo.27 Tutte queste realizzazioni sono immaginabili soltanto
nella visione della vita totalmente nuova dell’ideale
Nazionalsocialista, che oggi guida28 la vita pubblica e le azioni
del Governo. I molti tentativi d’imitarci che vediamo nei nostri
avversari, specialmente durante la guerra, sono la prova
dell’impatto esemplare e di vasta portata che hanno avuto le nostre
misure sociali. Nonostante questi tentativi di imitazione, noi
sappiamo che i nostri nemici non avranno mai successo, perché sono
privi del requisito indispensabile, la nuova determinazione che il
Führer ci ha dato con la sua visione del mondo Nazionalsocialista.
Ciò che non hanno i nostri nemici giudeo-plutocratici.
B. Successi politici
Di significato perfino maggiore e più decisivo, nel contesto della
nostra attuale battaglia col destino, sono i superbi successi delle
nostre politiche economiche ottenuti29 dallo Stato
Nazionalsocialista nei dieci anni trascorsi. Anche per questi
risultati dobbiamo ringraziare soltanto la forza direttiva del
Führer ed il suo ideale. L’enorme povertà che abbiamo sperimentato
prima della presa del potere fu, alla fin fine, l’opera degli stessi
nemici che affrontiamo oggi sul campo di battaglia per la seconda
volta. La terribile carenza di spazio che caratterizzava la nostra
vita economica impedì sia all’industria tedesca, che all’agricoltura
e al commercio di sviluppare i requisiti di una vita economica
libera ed indipendente. Un esiguo gruppo di giudei e di plutocrati
si dividevano la terra con tutte le sue ricchezze. Essi restavano
avidamente aggrappati a ciò che avevano, difendendolo con ogni mezzo
contro una giusta redistribuzione, sebbene vi fossero spazio e cibo
sufficienti, ricchezze e lavoro per tutti. Volevano perpetuare la
miserabile divisione del mondo fra chi ha e chi non ha. La Prima
Guerra mondiale fu una lotta dei giudei e dei plutocrati contro un
equo ordine mondiale. Speravano, attraverso il trattato di
Versailles, di proteggere per il tempo a venire le ricchezze che
avevano raccolto nei secoli. Così Versailles non portò la pace in
Germania, ma solo la quiete dei cimiteri. Così crebbe nel mondo un
mare di nuove fonti d’agitazione, che minacciava l’esplosione delle
forze elementari.30 Con l’assunzione del potere da parte di Adolf
Hitler, anche in questo settore della vita nazionale ebbe inizio un
nuovo impulso all’ordine e alle soluzioni nuove. Riconoscendo
l’evidenza di una cospirazione mondiale
giudaico-plutocratico-bolscevica contro la nuova Germania, fu chiara
la necessità di essere economicamente indipendenti. Il Führer quindi
operò per renderci indipendenti nei settori essenziali da un mondo
straniero ed ostile. Il suo genio di statista, la sua lungimiranza
politica e la sua energia vitale riuscirono, insieme ai nostri amici
italiani, a mobilitare tutte le forze necessarie. Si dovrebbe
ricordare quale sforzo egli fece per persuadere il popolo della
effettiva necessità di misure impopolari e improduttive. La
costruzione di industrie per la produzione di materiali sintetici
incontrò all’inizio una opposizione accanita da parte di quei
circoli abituati in altri tempi a valutare le cose soltanto in
termini di profitti e di perdite.31 Il Nazionalsocialismo, fin dal
principio, non ha ragionato in termini capitalistici. Piuttosto ha
agito soltanto secondo questo principio: cosa è utile per il nostro
Popolo? Il fatto che il nemico potesse tagliarci fuori dai mercati
mondiali per delle materie essenziali per la nostra sussistenza e
per la lotta per la nostra esistenza fu l’unica cosa che guidò le
nostre azioni e la nostra condotta. Oggi possiamo ringraziare questo
principio perché, nel pieno di una battaglia impostaci proprio per
la nostra esistenza, noi non dipendiamo dai buoni favori del mondo
per la benzina, la gomma e numerose altre sostanze sintetiche. Nel
processo di garantire la nostra esistenza, l’economia tedesca è
cresciuta ed è prosperata come mai prima.32 Abbiamo lavorato con
grande energia33 per assicurare il miglior approvvigionamento
possibile di cibo. La protezione dei contadini, la liberazione delle
loro terre dal controllo giudaico-liberale, la creazione delle
fattorie ereditarie34, gli incrementi sistematici della produzione,
i miglioramenti nella gestione delle fattorie e degli allevamenti e
la lungimirante creazione di riserve di cibo ci assicura che il
nostro popolo possiede un rifornimento indipendente di cibo fino al
massimo livello possibile e che le precedenti importazioni di generi
alimentari, che erano in crescita, sono state ridotte. Consapevole
che potesse rendersi necessario difendere la nostra esistenza, il
Führer si è curato di armare il nostro popolo. Possiamo ringraziare
l’accuratezza di tali preparativi se le armi tedesche sono sempre
state superiori su tutti i fronti fin dall’inizio della guerra cui
siamo stati obbligati. La ricostruzione e la riorganizzazione del
Lavoro e dell’Economia tedeschi sono stati i presupposti della
nostra invincibilità. Dobbiamo ringraziare soltanto Adolf Hitler per
la nostra esistenza nazionale. Dall’epoca in cui il mondo vedeva il
popolo e la patria tedesca come una nazione del tutto insignificante
politicamente, una nazione che aveva perduto ogni concetto
dell’onore nazionale e dell’indipendenza politica, che era stata
degradata a nazione schiava, soggetta all’avidità giudaica e
all’arbitrio plutocratico, da allora, la grande abilità politica e
le brillanti capacità diplomatiche del Führer hanno condotto la
Germania al livello più alto di stima e rispetto. Oggi la Germania
rappresenta già la speranza e la sicurezza per molti nazioni
europee. Ma i nemici della Germania, con furia e odio sconfinati, si
agitarono contro la grandezza del Governo35 Nazionalsocialista e la
sua forza diplomatica. Per oltre tre anni, il mondo rabbioso e pieno
d’odio d’ebrei, plutocrati e bolscevichi ha sfidato l’energia della
nuova Germania, patendo una sconfitta dopo l’altra. Anche qui
dobbiamo ringraziare soltanto il Führer per gli sbalorditivi
successi militari delle nostre forze armate. Dall’impotenza totale
cui eravamo stati costretti dal vergognoso trattato di Versailles,
Adolf Hitler in soli sei anni ci ha portati a divenire la potenza
più forte del continente. Consapevole dell’elevata responsabilità
per i valori eterni del nostro sangue, egli ha protetto la nostra
esistenza e salvato la forza creativa del talento tedesco per il
mondo intero. Quanto egli ha iniziato con la lotta per il potere,
oggi egli lo termina liberandoci dalla eterna minaccia del pericolo
di annientamento da parte del bolscevismo. Mentre giudei e
bolscevichi mostrano brama selvaggia e odio sconfinato per le
immortali energie della nostra razza e vogliono sconsideratamente
consegnare la Germania e l’intero continente europeo alla rovina,
l’incessante energia e l’azione instancabile di Adolf Hitler
preservano il popolo tedesco e tutti i valori della cultura e della
civiltà d’Europa.
C. Risultati culturali
Nonostante i compiti urgenti, di natura sociale, economica e
politica che stava affrontando, il Nazionalsocialismo, nei pochi
anni di potere, ha dimostrato anche l’illimitata creatività
culturale del popolo tedesco. Liberare la stampa, la radio, il
cinema e il teatro dalla marcia influenza del decadente mondo
intellettuale ebraico e dai sui principi distruttori è stato un
successo culturale di prim’ordine. Ciò è provato con maggiore
evidenza dagli stati ostili o anche neutrali nella lotta per la
libertà e per un futuro più felice per il nostro continente. Essi
sono ancora governati dallo spirito della sovversione giudaica. Il
Nazionalsocialismo ha restituito l’arte al popolo, facendone di
nuovo una materia per il popolo. Milioni di nostri cittadini che
prima non prendevano parte alcuna alla vita culturale tedesca oggi
seguono tutti gli aspetti dell’attività artistica. Il teatro, il
cinema e la radio sono diventati un patrimonio comuni di tutti i
tedeschi. I nostri lavoratori hanno conosciuto le bellezze dei
paesaggi tedeschi ed anche quelli delle nazioni straniere. L’arte,
la letteratura e le scienze sono di nuovo al centro del pubblico
interesse. Si è aperto36 un mondo che rivela i valori più nobili e
riempie la vita di nuovo entusiasmo. Nella forza creativa dei valori
culturali il nostro popolo riceve percezioni altamente etiche e
profondamente spirituali. Prendersi cura e promuovere queste cose
rappresenta l’aspetto più piacevole dell’attività
Nazionalsocialista. Ciò dimostra che la Nazione ha il diritto di
esistere. Se Adolf Hitler non fosse salito al potere nel 1933 e con
lui lo spirito del suo ideale che oggi è salvaguardato e stimolato
dall’NSDAP, oggi non vi sarebbe alcun popolo tedesco. Lo spirito
tedesco, la creativa anima tedesca, la natura tedesca sarebbero
scomparse dal mondo. I giudei, i plutocrati e i bolscevichi
avrebbero trionfato e il loro “pacifico riordino del mondo” avrebbe
spazzato via il nostro popolo dalla faccia della terra. Perciò ci
hanno attaccato di nuovo, tentando di ottenere con la forza ciò che
non sono riusciti a realizzare con l’infido trattato di Versailles.
Per questo noi oggi dobbiamo combattere con tutta la nostra energia,
poiché se essi raggiungeranno il loro scopo, ciò significherà la
morte, il totale, terribile annientamento, per tutti noi. A
conclusione del discorso37 dovrebbe essere considerata la situazione
politico-militare mondiale, mostrando come l’attuale battaglia sia
la nostra grande prova impostaci dal fato. Nel settembre del 1939
l’infame mobilitazione38 del giudaismo mondiale costrinse la
plutocrazia anglo-americana alla guerra contro di noi. In39 quel
caso la guerra fu una questione legata alla libertà della città di
Danzica e dei tedeschi asserviti nel Corridoio polacco.40 Ora, a
causa della colpa del nemico, in tre anni e mezzo la questione è
divenuta quella del diritto ad esistere del mondo
giudaico-plutocratico. Perciò è fondamentale menzionare41 il fatto
che, nel mezzo delle vittoriose battaglie del suo incomparabile
esercito, il Führer ha offerto due volte la pace al nemico,
dimostrando responsabilità da statista ed autocontrollo oltre il
concepibile. L’unico risultato è stato che il nostro nemico ha
urlato a voce ancora più alta il suo desiderio di distruggere la
Germania. Così i nostri avversari hanno scelto il loro destino, che
la Provvidenza ci ha chiamato a consegnare. La Germania vivrà e, per
mezzo della sua vita garantirà per sempre all’Europa libertà e
ordine politico, economico e sociale. La criminale alleanza
avversaria di giudei, plutocrati e bolscevichi ha un’unica
possibilità futura, vale a dire la distruzione totale e la
cancellazione del suo spirito e del suo tipo di vita. Il compimento
della sua lotta42 è anche la realizzazione della vittoria
Nazionalsocialista per esistenza nuova ed onorevole del popolo
tedesco nel mondo. Possiamo guardare al futuro con fiducia, in
quanto la storia della nostra lotta per il potere prima del 1933,
gli eccezionali successi del lavoro Nazionalsocialista dopo la presa
del potere, le splendide vittorie delle nostre gloriose forze armate
e i grandi successi della nostra nuova vita politica ci danno
l’assoluta certezza che il cammino di Adolf Hitler conduce sempre
alla vittoria. Questa convinzione ci da la ferma sicurezza43 della
vittoria anche in questo decisivo conflitto finale. Vinceremo perchè
Adolf Hitler ci guida! L’obiettivo della nostra lotta è lo stesso di
sempre! Adolf Hitler iniziò la sua battaglia per migliorare la vita
delle grandi masse del nostro popolo. Dopo la presa del potere, egli
ha lavorato incessantemente per posare le fondamenta di uno Stato
socialista del Popolo. Oggi l’intero popolo tedesco sta combattendo
per proteggere il nostro Stato socialista del Popolo, che è ancora
soltanto agli inizi a causa del nostro limitato spazio vitale. La
guerra cui ci hanno costretti l’Inghilterra e i suoi alleati, agli
ordini del giudaismo internazionale, è l’ultima, ma anche
l’occasione più grande nella storia del nostro popolo. Stavolta non
ce la lasceremo sfuggire.44 La nostra vittoria sgombrerà finalmente
la strada per l’edificazione di un possente Reich tedesco, che i
tedeschi migliori hanno tanto a lungo e sempre desiderato. Il
principe von Eugen45 ci sperò. Federico il Grande46 combattè, per
esso, le sue battaglie. Bismarck47 riuscì a realizzare solo la metà.
Tutti loro volevano un grande Reich tedesco e un popolo tedesco
forte e unito che potesse infine foggiarsi la propria vita come
meritano i suoi talenti e le sue capacità. Tale è stato lo scopo di
Adolf Hitler fin dall’inizio della sua battaglia. Ed è per questo
che l’intero popolo tedesco sta oggi combattendo.
Il Ministro Dr. Joseph Göbbels
Tratto dal sito http://www.calvin.edu/
(German Propaganda Archive)
Link all’articolo: http://www.calvin.edu/academic/cas/gpa/30jan1943.htm
Le note sono a cura del traduttore F. R.
1 Il Reichsministerium fur Volksaufklärung und Propaganda, con sede
a Berlino, era l'ente di Stato, mentre il
Reichspropagandleitung der NSDAP, con sede a Monaco, era l'organismo
del Partito nato nel 1926. Ambedue erano diretti dal Ministro dottor
Joseph Paul Goebbels; il primo dal 13 marzo 1933 ed il secondo dal 9
gennaio 1928 fino alla sua morte (1° maggio 1945). L'RPL (ReichspropagandaLeitung),
gradualmente ristrutturato dal 1940, nel 1941 comprendeva sei grandi
divisioni -Dienststelle-: 1) Hauptamt für Propaganda, 2) Hauptamt
für Rundfunk, 3) Hauptamt für Ausrichtung der Organisationen, 4)
Hauptamt Film, 5) Hauptamt Reichsautozug “Deutschland” e 6) Hauptamt
Kultur. La prima - Hauptamt für Propaganda (Ufficio Principale per
la Propaganda)- era a sua volta divisa in due sezioni, la seconda
delle quali era la Amt Grossveranstaltungen (Sezione Grandi Eventi
[o Grandi Manifestazioni]). La struttura del Ministero era molto più
articolata. Al Reichsminister für Volksaufklärung und Propaganda,
Joseph Goebbels, rispondevano tre Staatssekretär -Segretari di
Statoognuno dei quali aveva compiti specifici che vogliamo
brevemente ricordare: lo Staatssekretär I – diretto prima da Walther
Funk (1933–1937) ed in seguito da Otto Dietrich (1937–1945),
comprendeva i seguenti dipartimenti: 1) Deutsche Presse, 2)
Auslandpresse e 3) Zeitschriftenpresse; lo Staatssekretär II –
diretto da Karl Hanke (1937–1940), Leopold Gutterer (1940–1941) ed
infine da Werner Naumann (1944–1945) aveva, al suo interno, gli
Abteilung: 1) Haushalt, 2) Recht, 3) Propaganda, 4) Rundfunk, 5)
Film, 6) Personal, 7)
Landesverteidigung, 8) Ausland, 9) Theater, 10) Musik, 11)
Schrifttum e 12) Bildende Kunst; infine, lo Staatssekretär III –
diretto da Hermann Esser (1935–1945) si occupava di Fremdenverkehr.
Per dare solo un'idea della perfetta organizzazione del Ministero,
voluta da Göbbels, si riporta la struttura dell'Abteilung V (Film)
nello Staatssekretär II. L'Abteilung V -diretto dal 1933 da Ernst
Seeger, dal 1939 da Fritz Hippler e dall'aprile del 1944 da Hans
Hinkel- era diviso in cinque divisioni: 1) Filmwesen und
Lichtspielgesetz, 2) Filmwirtschaft, 3) Filmwesen im Ausland, 4)
Filmwochenschauen e 5) Filmdramaturgie, che, a loro volta,
collaboravano con la Reichskulturkammer e la Reichsfilmkammer.
2 Sarebbe più corretto “in tutti i Gau, Kreis, Ortsgruppe, Zelle e
Blockwart”, ovvero le divisioni territoriali del Partito.
3 Anche: “eccelle su”.
4 Letteralmente: “è sempre stato vittorioso”.
5 La Lebensmittelkarte.
6 Il Dawes Plan prende il nome da Charles Gates Dawes (1865-1951),
banchiere e politico statunitense, 30° vicepresidente degli Stati
Uniti. Fu un primo tentativo fatto dalle potenze vincitrici della I
Guerra mondiale per riscuotere le riparazioni di guerra dalla
Germania sconfitta. Il Piano Dawes prevedeva fra l'altro che i
pagamenti sarebbero stati di 1 miliardo di marchi per il primo anno,
per salire, nei successivi quattro anni, a due miliardi e mezzo di
marchi l'anno; che la Reichsbank tedesca sarebbe stata
"riorganizzata" sotto la "supervisione" alleata; che sarebbero stati
emessi prestiti stranieri a favore della Germania, in particolar
modo da parte degli U.S.A. - un ulteriore sistema per
dominare/minare l'economia tedesca-; che le fonti da cui trarre il
danaro per le riparazioni avrebbe compreso i trasporti, le imposte e
le tasse doganali. La Germania accettò il Piano che entrò in vigore
nel settembre del 1924. Nonostante che i pagamenti, da parte
tedesca, avvenissero regolarmente, fu presto chiaro che il paese non
sarebbe stato in grado di continuare a lungo a versare somme così
esorbitanti. Nel 1929, quindi, il Piano Dawes fu sostituito dallo
Young Plan, che prende il nome da Owen D. Young (1874 -
1962), industriale, uomo d'affari e diplomatico statunitense che
presiedette la Commissione per le Riparazioni.
E' interessante notare che i rappresentanti statunitensi nella
commissione erano il famigerato banchiere J.P. Morgan, junior (1867
- 1943) ed il suo socio, Thomas William Lamont, junior (1870 –
1948), anche lui banchiere e finanziere. Il Piano Young stabilì il
totale delle riparazioni a 26 miliardi e 350 milioni di dollari che
la Germania avrebbe dovuto pagare in un periodo di 58 anni e mezzo.
Uno dei primi provvedimenti Nazionalsocialisti nel 1933 fu quello di
rifiutarsi di pagare il debito residuo. Dopo la sconfitta tedesca
nella II guerra mondiale, una conferenza internazionale, nel 1953,
stabilì che la Germania avrebbe dovuto versare la parte restante
solo dopo una futura riunificazione. Ciò nonostante la Germania
federale saldò il capitale –delle riparazioni di guerra del 1918!-
nel 1980 e nel 1995 il nuovo governo della Germania riunificata
annunciò che avrebbe iniziato a pagare gli interessi, cosa che sta
facendo, a quasi 90 anni dalla fine della Grande Guerra.
7 E' sempre bene rammentare che furono la Gran Bretagna, l'Australia
e la Francia che dichiararono guerra alla Germania il 3 settembre
del 1939, seguite dal Sudafrica -il 6 settembre- e dal Canada -10
settembre-, e non viceversa.
8 Questa frase rammenta le condizioni del Popolo Palestinese, oggi.
9 Letteralmente: “perita”.
10 Ricordiamo che le Reichsautobahnen (RAB) ebbero il seguente
sviluppo: fine 1935: 108 km; fine 1936: 1.087 km; fine 1937: 2.010
km; fine 1938: 3.046 km; fine 1939: 3.301 km; fine 1940: 3.737 km;
fine 1941: 3.827 km; fine 1942: 3.861 km; fine 1943: 3.896 km. Tanto
per fare un confronto: la stessa Germania nel 2001 aveva 11.712 km
di Autostrade (l'Italia 6.487, la Francia 9.632).
11 Letteralmente: “fu pronto ad aiutare”.
12 Sulla Nationalsozialistische Volkswohlfahrt si consiglia la
lettura di: Werner Reher, L’assistenza sociale nella Germania
Nazionalsocialista, Effepi, 2006, pagine 54.
13 Assistenza nelle faccende domestiche per le madri.
14 Asili nido.
15 Assistenza ai Giovani.
16 Sistema di consultori comunali.
17 La Ernährungshilfswerk des Deutschen Volkes aveva il compito di
recuperare gli scarti alimentari -domestici e delle mense aziendali-
da riutilizzare per l'alimentazione suina. Con questo metodo di
"riciclo" si giunse a nutrire oltre un milioni di suini in più
l'anno.
18 Offerta di posti gratuiti nei cinema, nei teatri, eccetera.
19 Deutsche Arbeitsfront.
20 “Bellezza del Lavoro”.
21 “Forza attraverso la Gioia”.
22 “Ufficio per la Salute popolare”, organismo del DAF.
23 “Ufficio per l’educazione professionale e la direzione
dell’impresa”, altro organismo del DAF.
24 La Hitler-Jugend e la Bund Deutscher Mädel. La prima, riservata
ai ragazzi, comprendeva la Deutsche Jungvolk (dai 14 ai 18 anni) e
la HJ vera e propria (ragazzi dai 14 ai 18); la seconda era
riservata alle ragazze che, dai 10 ai 14 anni, facevano parte della
Jungmädelbund (JM) e dai 14 ai 18 della Bund Deutscher Mädel (BDM).
Nel 1938 fu creata una nuova sezione della BDM (la “Glaube und
Schönheit”, Fede e Bellezza), aperta alle ragazze dai 17 ai 21 anni
intenzionate a diventare le mogli di un membro della SS. Ricordiamo,
en passant, che la HJ passò dai 2.300.000 membri del 1933 (su una
popolazione di ragazzi dai 10 ai 18 anni di 7.529.000) agli 8
milioni e 700 mila membri del 1939 (su una popolazione di 14-18 enni
di 8.870.000). Nel 1933 le ragazze della BDM erano 593.000 per
salire ai 3.426.000 del 1939.
25 I programmi elencati fra virgolette non sono esattamente quelli
indicati nel testo originale per la difficoltà riscontrata dal
traduttore nel trovare l’esatta denominazione tedesca
corrispondente.
26 Il sistema dello Ehestanddarlehen (“mutuo matrimoniale”)
permetteva alle giovani coppie di ottenere un mutuo senza interessi
di 1.000 Reichmark, in un tempo in cui il lavoratore tedesco
percepiva in media un salario annuo di 1.520 RM. L'aspetto più
interessante della Legge era che il prestito veniva automaticamente
ridotto del 25% per ogni figlio della coppia. La stessa legge
prevedeva anche un aumento della tassazione sul reddito –dal 2 al
5%- per i singoli -celibi e nubili- e le coppie senza figli.
27 Come scriveva nel 1938 il Ministro Hans Frank (1900-1946), “La
Rivoluzione si riconosce dal contenuto delle leggi, non dalle tirate
oratorie o dalle decisioni di comizi” (cfr. a pagina 17 di
“Fondamenti giuridici dello Stato Nazionalsocialista”, Effepi, 2006,
pagine 53).
28 Letteralmente: “determina” o “decide della”.
29 Letteralmente: “dimostrati”.
30 Anche “naturali”.
31 Sul concetto di Autarchia nel III Reich si può vedere: V.
Muthesius, Autarchia Europea, Noctua edizioni, 1998, pagine 45.
32 Ricordiamo, a titolo d’esempio, le ricerche che condussero alla
fabbricazione della gomma sintetica Buna-S.
33 Letteralmente: “proprio duramente”.
34 Attraverso la Reichserbhofgesetz del 29 settembre 1933. [Per chi
desiderasse consultarla:
http://www.verfassungen.de/de/de33-45/reichserbhof33.htm ].
35 Letteralmente: “direzione governativa”.
36 Anche “inaugurato”.
37 Si rammenta che queste sono le linee guida dell’RPL per i
discorsi che i Capi del Partito - a tutti i livelli -avrebbero
tenuto ai membri per le celebrazioni del X Anniversario.
38 Letteralmente: “agitazione”.
39 La traduzione di questa frase non è letterale.
40 Il Corridoio di Danzica o Corridoio Polacco era una striscia di
territorio polacco istituita dopo la I° Guerra mondiale col Trattato
di Versailles, il 28 giugno 1919, per dare alla Polonia uno sbocco
sul Mar Baltico. La piccola zona, a cui si aggiungeva l'importante
porto di Danzica, separava di fatto il corpo principale della
Germania dalla regione della Prussia Orientale. La città di Danzica
era formalmente dichiarata Città Libera sotto il controllo della
Società delle Nazioni, ma difatti era sotto controllo polacco.
Danzica e il territorio del Corridoio erano abitati in gran parte da
Tedeschi che rimanevano strettamente legati alla madrepatria e
chiedevano un ricongiungimento con essa.
41 Letteralmente: “è assolutamente fondamentale menzionare”.
42 della Germania.
43 Letteralmente: “certezza”.
44 Letteralmente: “Stavolta non la lasceremo inutilizzata”.
45 Eugenio di Savoia, Principe di Savoia-Carignano e conte di
Soissons, (1663-1736), noto come il “Gran Capitano”, al servizio
dell'imperatore d'Austria Leopoldo I d'Asburgo, combatté in
numerosissime battaglie, fra cui quella di Kahlenberg che, nel 1683,
pose termine all'assedio di Vienna da parte dei Turchi e quella di
Petervaradino dove Eugenio, accerchiato da 100.000 Turchi, con una
sortita audace ed improvvisa il 5 agosto 1716 li sconfigge
pesantemente. E' grazie a lui se l’Impero raggiunge la sua massima
espansione con la pace di Passarowitz (2 luglio 1718). Abilissimo
diplomatico riuscì fra l'altro ad ottenere, nel 1728, col trattato
di Berlino, il riavvicinamento della Prussia all’Austria,
staccandola dall’alleanza con i francesi. Eugenio, che, per la sua
grandezza e il suo coraggio, fu soprannominato der edle Ritter (il
nobile cavaliere), era anche un amante delle arti e della lettura ed
appassionato collezionista di libri e quadri: possedeva, alla morte,
una collezione di 15.000 volumi che è tuttora conservata all'Hofburg.
Fu inoltre un grande appassionato d'architettura e fece costruire
numerose residenze tra Vienna e l'Ungheria. Il suo corpo è tumulato
nella cattedrale viennese di Santo Stefano, mentre il cuore si trova
nella cripta della Basilica di Superga. Il “Gran capitano” è noto
anche per aver combattuto la sua ultima battagli a ben 72 anni
durante la guerra di successione polacca scoppiata nel 1733.
Nel 1941 il Reich gli dedicò una nave da guerra, la Prinz Eugen, e
la Waffen-SS la 7.SSFreiwilligen-Gebirgs Division Prinz Eugen,
costituita nel marzo 1942.
46 Federico II Hohenzollern (1712-1786) sovrano di Prussia, per le
sue indubbie capacità politiche e militari si
guadagnò il noto appellativo di Friedrich der Große.
47 Otto Eduard Leopold von Bismarck (1815-1898) fu l'autore della
riunificazione tedesca e alla proclamazione
del Reich -18 gennaio 1871- ne divenne il Primo Cancelliere della
sua storia.
06/02/2007
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |