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STORIA E
BATTAGLIE
COME GLI ALLEATI TRATTARONO I
PRIGIONIERI DI GUERRA TEDESCHI
Gian Franco SPOTTI
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I crimini di guerra dei soldati alleati, gli stessi che apparivano
come accusatori nei confronti dei Serbi e dell'ex Armata Rossa, sono
caduti in prescrizione, sostiene l'analista storico del 20° secolo
Michael Walsh.
La sua ricerca mette in luce il genocidio alleato, la
schiavizzazione ed il maltrattamento istituzionalizzato dei
prigionieri di guerra dell'Asse durante e dopo la Seconda Guerra
Mondiale.
Egli afferma che gli abusi a cui erano sottoposti i prigionieri di
guerra erano contrari alle varie convenzioni internazionali in
materia e delle quali, l'Inghilterra ed i suoi alleati, erano
firmatari.
Addirittura nel 1948, tre anni dopo la fine della guerra, il
trattamento del governo inglese nei confronti dei suoi prigionieri
stranieri fu soggetto ad un minuzioso esame della Croce Rossa
Internazionale e alla condanna mondiale.
La Croce Rossa Internazionale minacciò di portare il governo di Sua
Maestà davanti a tribunali internazionali per abuso e
schiavizzazione illegali.
E' noto che i campi di prigionia amministrati dagli inglesi erano
peggiori di Belsen, ben dopo la fine della guerra. Perfino civili
furono tenuti in prigionie, deportati e assassinati a decine di
migliaia, mentre i loro carnefici riuscirono ad evitare la
giustizia.
L'accreditato fotografo della Associated Press, Henry Griffin, che
scattò delle foto ai corpi senza vita di Buchenwald e Dachau, quando
visitò i campi dei prigionieri di guerra alleati, affermò:
la sola differenza che vedo fra questi uomini e quei corpi è che i
primi respirano ancora (Fonte: Congressional Record, 11.12.45 p.
A-5816).
Secondo le rivelazioni di membri della Casa dei Comuni di Londra,
circa 130.000 ex ufficiali tedeschi e uomini furono imprigionati
durante l'inverno 1945- 46 in campi britannici in Belgio in
condizioni che, ufficiali inglesi, non esitarono a descrivere come:
non tanto migliori che a Belsen.
(Fonte: Gruesome Harvest, R.F. Keeling, Institute of American
Economics, Chicago 1947).
TORTURA E BRUTALITA'
In aggiunta al disappunto internazionale, Cyril Connolly, uno degli
scrittori inglesi più noto affermò: militari inglesi imprigionarono
e torturarono soldati tedeschi. Egli descrisse come essi fossero
talmente "influenzati" dalla propaganda sugli Unni tedeschi, da
essere felici di mostrare le loro atrocità ai giornalisti in visita.
Un giornalista britannico di nome Moorehead, che era presente a
queste "feste di tortura", osservò che un giovane ufficiale medico
inglese e un capitano del Genio dirigevano il campo di Bergen-Belsen.
Il capitano era di ottimo umore, ma quando ci avvicinammo alle
celle, il sergente perse la pazienza e il capitano mi disse che al
mattino effettuarono degli interrogatori e temeva che i prigionieri
non avessero un gran bell'aspetto.
Le celle furono aperte alle visite dei giornalisti, i prigionieri
tedeschi erano per terra, ricurvi su se stessi, gemevano ed erano
ricoperti di sangue. Quello più vicino a me tentava di reggersi in
piedi e alla fine ci riuscì. Tremava e muoveva le braccia come se
dovesse difendersi dai pugni.
IN PIEDI! Gridò il sergente. CONTRO IL MURO!
Furono sbattuti contro il muro e se ne stavano là, barcollanti. In
un'altra cella l'ufficiale medico aveva appena terminato un
interrogatorio.
IN PIEDI! Gridò l'ufficiale. ALZATI!
L'uomo giaceva sanguinante sul pavimento. Afferrò con le braccia una
sedia e tentò di sollevarsi. Riuscì ad alzarsi in piedi, allungò le
braccia verso di noi e rantolando disse: PERCHE' NON MI UCCIDETE?
Il sergente allora affermò: QUEL MALEDETTO BASTARDO E' TUTTA MATTINA
CHE BORBOTTA QUESTE PAROLE! (Fonte: Cyril Connolly, The Golden
Horizon, Weidenfeld and Nicholson, London)
SPARARE AI PRIGIONIERI PER DIVERTIMENTO
L'ex veterano dell'esercito britannico A.W. Perkins di
Holland-on-Sea, descrisse le condizioni del campo di concentramento
britannico di Sennelager, il quale conteneva, inaspettatamente, non
soldati ma civili.
Egli racconta: durante la seconda metà del 1945 ero con le truppe
inglesi a guardia di civili sospettati di nazismo e che vivevano con
razioni da fame in un campo chiamato Sennelager.
Venivano picchiati frequentemente ed inoltre rovistavano nei nostri
bidoni dell'immondizia per raccogliere la sbrodaglia dei piatti.
Questa ex guardia descriveva come le altre guardie si divertivano a
tormentare i prigionieri denutriti e affamati: potevano essere
uccisi a vista se solo osavano avvicinarsi alla rete del perimetro.
Era un abitudine gettare una sigaretta all'interno della rete e
sparare al primo prigioniero che tentava di prenderla (Fonte: Daily
Mail, London 22.04.95).
Quando rappresentanti della stampa chiedevano di visitare i campi di
prigionia, gli inglesi rifiutavano fermamente, adducendo la scusa
che la Convenzione di Ginevra vieta tali visite ai campi di
prigionia, affermò il corrispondete Arthur Veysey da Londra il
28.05.46.
" DENUTRITI E PICCHIATI " - AMMETTE UN IMPORTANTE QUOTIDIANO
AMERICANO.
Il Servizio Stampa del Chicago Tribune, il 19.05.46, un'anno dopo la
fine della Guerra, afferma: i prigionieri hanno trascorso l'inverno
in tende, dormendo sul suolo nudo e con una coperta a testa. Dicono
di essere malnutriti, picchiati e presi a calci dalle guardie. Molti
non hanno biancheria intima, né stivali.
Un dispaccio dell'Associated Press (Londra, 27.08.46), più di sedici
mesi dalla fine della guerra, affermava: nell'estate del 1946 un
sempre maggior numero di prigionieri di guerra fuggiva dai campi di
concentramento britannici, spesso con l'aiuto di civili inglesi. La
polizia militare dava loro la caccia con un accanimento tale che
ricordava gli inseguimenti ai neri fuggitivi delle piantagioni di
cotone prima della guerra civile americana.
CIVILI, DONNE E BAMBINI MITRAGLIATI
Decine di migliaia di persone del Centro Europa, sfollati dalla
guerra, che cadevano in mani britanniche, venivano trattate anche
peggio nella Yugoslavia e nell'Austria controllate dagli inglesi.
In quei luoghi, la Gran Bretagna e l'NKVD sovietico, gestivano
congiuntamente i campi di concentramento.
L'NKVD, precursore del malvagio KGB, veniva invitato ad aiutare i
britannici a catturare, deportare e sterminare le loro vittime.
Un ufficiale britannico descrisse come i prigionieri (civili)
venivano trattati rudemente ma non brutalmente: venivano spinti e
strattonati ma non c'era resistenza, niente lotte o tentativi di
fuga. Erano completamente docili e rassegnati al loro destino. I
soldati li radunavano rapidamente in gruppi, portandoli in luoghi
dove poi venivano massacrati a colpi di mitra.
L'ufficiale inglese aggiunse: molti di loro non andarono molto
lontano. Dietro alla stazione c'era un bosco nel quale venivano
fatti entrare e, di lì a poco, si udiva il crepitio dei mitra. Non
vidi personalmente le esecuzioni ma sono certo che è quello che
avvenne in diversi angoli di quel bosco.
Questo è uno dei tanti tipici racconti di quando, unità britanniche
cooperando con ufficiali dell'NKVD dell'Armata Rossa, davano la
caccia e sterminavano decine di migliaia di rifugiati civili
cosacchi, inclusi bambini, in Austria nell'estate del 1945, dopo la
fine della guerra.
UN CONVOGLIO FERROVIARIO BRITANNICO COSPARSO DI SANGUE
Decine di migliaia di persone di molte nazionalità furono catturate
e rinchiuse come bestiame per essere portati nei campi di sterminio
dell'Armata Rossa.
Un racconto descrive come tutto il treno era sporco di sangue. Erano
carrozze aperte e ricordo le chiazze di sangue dove i corpi venivano
trascinati, nei corridori, tra i sedili, fin giù dagli scalini. I
Bagli erano completamente ricoperti di sangue.
Una pattuglia composta da due ufficiali dell'Armata Rossa e 4
soldati britannici andarono a cavallo nelle colline, l'8 Giugno
1945. Catturarono un gruppo di persone su di un pendio. I Cosacchi
fuggirono in discesa lasciandone indietro alcuni, per lo più donne e
bambini, troppo deboli per correre. Un soldato individuò un cosacco
a distanza, puntò il fucile su di lui, sparò e lo vidi cadere.
Siccome non fu visto rialzarsi, si pensò fosse morto.
Il Capitano Duncan MacMillan ricorda: vicino ad una piccola stazione
c'era un recinto con filo spinato. Vidi i cosacchi venire scaricati
dai vagoni che venivano derubati di ogni minimo avere, perfino del
cibo, prima di essere portati via.
Molti soldati inglesi testimoniarono di aver udito diverse scariche
di mitra nelle vicinanze dopo che i prigionieri furono allontanati.
James Davidson disse: pensammo che quei colpi significavano la loro
fine e che erano stati portati laggiù per essere sterminati.
Questi terribili racconti furono descritti nel libro di Nicholas
Berthell THE LAST SECRET (L'Ultimo Segreto), pubblicato da FUTURA
(Londra) nel 1974.
L'apparato giudiziario inglese soppresse ulteriori racconti.
SCHIAVITU' DEL XX° SECOLO
Nell'Agosto del 1946, secondo la Croce Rossa Internazionale,
l'Inghilterra aveva 460.000 prigionieri tedeschi in stato di
schiavitù. Ciò contravveniva all'Art. 75 della Convenzione di
Ginevra, che vietava la schiavizzazione dei prigionieri di guerra e
della quale la Gran Bretagna era firmataria.
Arthur Veysey del Chicago Tribune, in data 28.05.46, affermò: quando
i prigionieri di guerra tedeschi al loro arrivo nei porti inglesi e
tedeschi seppero che avrebbero dovuto lavorare come schiavi a tempo
indeterminato, diventarono tutti cupi.
APPROFITTANDO DEGLI SCHIAVI TEDESCHI
Arthur Veysey, inorridito dall'abuso dei diritti umani da parte del
governo britannico e dall'illegalità delle politiche schiavistiche
praticate in violazione della Convenzione di Ginevra, disse: il
governo inglese guadagna oltre 250 milioni di dollari all'anno dai
suoi schiavi.
Il Governo, che si autodefinisce il "proprietario" dei prigionieri,
affitta gli uomini a datori di lavoro bisognosi di mano d'opera,
addebitando loro da 15 a 20 Dollari a settimana per ogni schiavo e
pagando gli schiavi da 10 a 20 centesimi al giorno.
I prigionieri però non vengono mai pagati in moneta ma sotto forma
di " buoni "
L'UNIONE SOVIETICA SEGUE L'ESEMPIO SCHIAVISTA INGLESE
Quando gli americani tentarono di prevenire che Stalin prelevasse 5
milioni di tedeschi, molti dei quali civili, inclusi bambini, come
lavoratori schiavi, dopo la sconfitta della Germania, i sovietici si
fecero avanti. Essi esibirono un proclama firmato dal Gen. Dwight
Eisenhower un anno prima il quale dava ai sovietici completa libertà
di fare ciò che volevano con i prigionieri tedeschi.
Ciò includeva la deportazione e la messa in schiavitù, saccheggiare
e distruggere senza remore.
Essi ricordarono al governo americano che avevano gli stessi diritti
di fare ciò che questi stava già facendo. Storie di testimoni
oculari raccontano di quando Berlino e Breslau si arresero: la lunga
colonna grigio-verde di prigionieri era in marcia verso Est, dove
sarebbero poi finiti in tremende e gigantesche costruzioni vicino a
Leningrado, Mosca, Minsk, Stalingrado, Kiev, Kharkov e Sebastopoli.
Tutti gli uomini sani dovevano marciare per 22 km al giorno. Quelli
fisicamente handicappati erano su carretti trascinati da altre
persone.
Questo fu raccontato nel Congressional Recordo il 29.03.46
MORTE PER FAME DEI PRIGIONIERI DI GUERRA IN FRANCIA
Nell'Agosto 1946 la Francia, secondo la Croce Rossa Internazionale,
aveva schiavizzato circa 750.000 soldati tedeschi. Di questi 475.000
erano stati catturati dagli americani, i quali "in una trattativa"
li avevano trasferiti ai francesi con lo specifico obiettivo di
lavoro forzato.
In modo macabro i francesi restituirono 2.474 prigionieri di guerra
tedeschi lamentandosi che erano troppo gracili (Fonte: John Thompson,
Chicago Tribune Press Service, Ginevra, 24.08.46)
Questi dovevano essere proprio messi male, poiché i rimanenti
472.526 erano già stati descritti dai corrispondenti della stampa
come un esercito di straccioni, pallidi e magri, vestiti di cenci
infestati dai vermi.
Nessuno di loro era adatto a lavorare. Tre quarti di essi veniva
appositamente sottoalimentato.
Di questo sventurato "esercito" di schiavi, il 19% fu maltrattato
così tanto che ebbe bisogno del ricovero in ospedale (Fonte:
Gruesome Harvest, R.F.
Keeling, Institute of American Economics, Chicago 1947).
Nel famigerato campo del distretto della Sarthe, 20.000 prigionieri
ricevevano solo 900 calorie al giorno. Ne morivano 12 al giorno in
ospedale. Da 4 a 5.000 non erano più idonei al lavoro.
Arrivarono altri treni con nuovi prigionieri, molti di loro morirono
nel viaggio, altri tentarono di sopravvivere mangiando il carbone
che trovavano sul treno merci che li aveva trasportati (Fonte: Louis
Clair, The Progressive, 14.01.46).
Il 05.12.46 il Governo Americano richiese il rimpatrio (entro il 1°
Ottobre 1947) in Germania di 674.000 prigionieri di guerra tedeschi
che erano stati "dati" al Belgio, alla Francia, all'Olanda e al
Lussemburgo.
La Francia si dichiarò favorevole in linea di principio ma non per
la data prestabilita.
I francesi fecero presente che, il Memorandum del 1° Dicembre 1945
dichiarava chiaramente che i prigionieri tedeschi trasferiti ai
francesi dal governo americano erano beni mobili da essere usati a
tempo indefinito come lavoro forzato (Fonte: Gruesome Harvest, R.F.
Keeling, Institute of American Economics,
Chicago 1947)
L'ESERCITO AMERICANO STERMINO' PRIGIONIERI DI GUERRA TEDESCHI
Le forze armate tedesche hanno sempre rispettato le convenzioni e le
leggi di guerra alla lettera.
Parlando per se stesso e per altri comandanti militari alletai, il
Maggiore Generale Robert W. Grow, Comandante della Sesta Divisione
Corazzata Americana in Europa, ammise che non ci fu un problema di
atrocità tedesche.
Ero in servizio durante la Seconda Guerra Mondiale in qualità di
comandante di una divisione corazzata durante la campagna europea,
dalla Normandia alla Sassonia. La mia divisione perse un discreto
numero di ufficiali e soldati, catturati fra il Luglio del 1944 e
l'Aprile del 1945. Non ho mai sentito dire dal personale della
nostra divisione che avessero ricevuto un trattamento diverso dalle
norme che regolano la guerra terrestre. Per quel che riguarda
la Sesta Divisione Corazzata, nei suoi 280 giorni di scontri in
prima linea, non vi furono problemi di atrocità. Francamente rimasi
atterrito, così come molti dei miei colleghi, quando apprendemmo dei
processi per "crimini di guerra" ed il fatto che comandanti militari
erano fra gli accusati. So che nessun ufficiale superiore può averli
approvati. (Fonte: Doenitz at Nueremberg: a re-appraisal, H.K.
Thompson/Henry Strutz, Amber Publishing Corp., N.Y. 1976)
Nonostante l'osservanza tedesca delle Convenzioni, la reazione delle
forze americane fu spesso sommaria e brutale tanto quanto quella
praticata dai loro alleati sovietici. Solo nel caso di cattura di
gruppi numerosi di prigionieri, questi venivano fatti schiavi.
Se catturati in piccoli gruppi, la politica dell'esercito americano
era quella di ucciderli sul posto.
E' incorso uno studio specifico mirante alla stesura di prove di
tali atrocità, per il cui contributo, l'autore, Michael Walsh,
ringrazia.
Un altro caso fu quello dello sterminio a sangue freddo di circa 700
soldati della Ottava Divisione Alpina di SS. Questi soldati che si
erano battuti con onore e distinzione, avevano, in un primo tempo,
catturato un ospedale da campo americano.
Sebbene i soldati tedeschi si erano comportati correttamente, essi
furono, dopo essere stati successivamente catturati a loro volta
dall'esercito americano, separati e fucilati in gruppi da plotoni di
militari americani.
L'ESERCITO AMERICANO TRASFORMA LA TRANQUILLA DACHAU IN UN MATTATOIO
Un simile destino toccò ai fanti della Brigata SS "Westfalia" che
vennero catturati dalla Terza Divisione Corazzata americana. La
maggior parte dei prigionieri tedeschi venne uccisa con un colpo
alla nuca.
Gli americani esultanti dissero alla gente del posto di lasciare i
loro corpi nelle strade come monito e minacciavano altre vendette. I
corpi restarono nelle strade per cinque giorni prima che gli
occupanti ne permisero la sepoltura.
Dopo la guerra le autorità tedesche tentarono, inutilmente, di
perseguire penalmente i responsabili militari americani (Fonte:
Daily Mail, London, 1° Maggio 1995).
Ironicamente, alla fine delle ricerche post-belliche, è stato
scoperto che le sole atrocità commesse a Dachau furono quelle dei
vittoriosi alleati.
Altrettanto ironico è il fatto che Dachau fu un campo di
concentramento alleato per un periodo (11 anni) più lungo di quando
era gestito dai tedeschi.
Laggiù trecento sentinelle delle SS furono rapidamente neutralizzate
su ordine del Gen. Dwight Eisenhower.
Il termine "neutralizzate" è un termine politicamente (o
vigliaccamente) corretto per dire che i prigionieri di guerra furono
sterminati in gruppo a colpi di mitra.
Racconti di omicidi di massa di prigionieri di guerra tedeschi a
Dachau sono stati descritti in almeno due libri: " The Day of The
Americans " di Nerin Gun, Fleet Publishing Company di New York e "
Deliverance Day-The Lost Hours at Dachau " di Michael Selzer,
Lippincot, Philadelphia.
Questi libri spiegano come i prigionieri tedeschi venivano radunati
in gruppi, messi contro il muro e sistematicamente fucilati da
soldati americani, alcuni di essi ancora con le mani alzate in segno
di resa.
Gli americani calpestavano disinvoltamente i corpi a terra ancora
palpitanti, eliminando i feriti.
Mentre ciò accadeva, fotografi americani prendevano delle foto dei
massacri. A Dachau, che si trovava nella zona di controllo americano
in Germania, truppe d'intervento americane e polacche tentarono di
far salire sul treno con la forza un gruppo di prigionieri russi
dell'Armata di Vlasov che si rifiutavano di essere rimpatriati in
Unione Sovietica.
SUICIDI MASSA
Tutti questi uomini si rifiutavano di salire sul treno, scrisse
Robert Murphy nel suo rapporto circa l'incidente. Implorarono di
essere fucilati.
Resistettero al tentativo di essere messi nei vagoni, togliendosi
gli abiti di dosso e rifiutandosi di lasciare le loro baracche. I
gas lacrimogeni li obbligarono a uscire dagli edifici nella neve
dove, diversi caddero in un lago di sangue dopo essersi tagliati le
vene o essersi accoltellati.
Nove si impiccarono, due si accoltellarono a morte e uno morì subito
dopo, mentre altri 20 erano in ospedale a causa delle ferite
auto-inflittesi.
Sul treno furono fatti salire, alla fine, 368 uomini (Fonte: Dougla
Botting, " In The Ruins of the Reich ", Gorge Allen & Unwin, London).
L'ultima operazione di questo genere in germania avvenne a Plattling,
vicino a Regensburg, dove 15 uomini dell'Armata russa di Vlasov
erano stati internati dagli americani. Nelle prime ore del 24.02.46
essi furono spinti fuori dalle loro baracche ancora semi-svestiti e
furono consegnati ai russi nella foresta vicino al confine fra
Baviera e Cecoslovacchia.
Prima che il treno partisse per il viaggio di ritorno, le guardie
americane rimasero inorridite nel vedere i corpi degli uomini
dell'Armata di Vlasov che erano già stati impiccati agli alberi e
quando fecero ritorno a Plattling perfino le SS prigioniere nel
vicino campo li schernivano per ciò che avevano fatto (Fonte: Dougla
Botting, " In The Ruins of The Reich ", Gorge Allen & Unwin, London).
Secondo il quotidiano canadese Toronto Daily Star del 09.03.68
membri di un gruppo armato israeliano illegale, al quale fu data
mano libera di sterminare i tedeschi, ammisero che oltre 1.000
ufficiali nazisti delle SS morirono in seguito ad ingestione di pane
impregnato di arsenico, introdotto il 13.04.46 in un campo americano
di prigionieri di guerra vicino a Norimberga.
Dopo la vittoria americana (la battaglia del ponte di Remagen sul
Reno) i tedeschi in Renania si arresero in massa. Tra l'Aprile ed il
Luglio 1945, 260.000 prigionieri di guerra furono tenuti prigionieri
dagli americani in campi melmosi fra Remagen e Sinzig. Erano tenuti
all'aperto e la loro razione giornaliera era una patata, un
biscotto, un cucchiaio di verdura e un po' d'acqua.
In seguito a varie malattie, almeno 1.200 morirono, secondo gli
archivi tedeschi (Fonte: Roger Boyes, The Times, 07.03.95).
LA CHIESA CATTOLICA CONDANNA LO SCHIAVISMO AMERICANO
Negli USA, dove furono spediti 140,000 prigionieri di guerra, la
Conferenza dei Vescovi Cattolici denunciarono come masse di civili e
prigionieri di guerra furono deportate e ridotte in condizioni
degradanti non degne di un essere umano. Centinaia di migliaia, se
non milioni, vengono messi ai lavori forzati come schiavi,
nonostante l'unica cosa che si possa loro rimproverare è quella di
essere stati soldati. Molti di questi poveri diavoli sono senza
notizie da
casa e non è stato loro permesso di inviare un benché minimo
messaggio ai loro cari.
SCHIAVI TEDESCHI TRATTENUTI NEI PAESI ALLEATI
Stati Uniti 140.000
Francia 680.000
Belgio 48.000
Gran Bretagna 460.000
Unione Sovietica 4.000.000 (ma se ne stimano almeno 5 milioni)
Italia 30.000
Olanda 1.300
Yugoslavia 80.000
Cecoslovacchia 45.000
Lussemburgo 4.000
UN BRUTTO PRECEDENTE
La Croce Rossa Internazionale, indignata, opinava: gli Stati Uniti,
la Francia e la Gran Bretagna, ad un anno dalla fine degli eventi
bellici, stanno violando gli accordi della Croce Rossa
Internazionale, da questi firmati nel 1929. Sebbene migliaia di ex
soldati tedeschi vengano utilizzati in lavori pericolosi come
sminare campi e coste, abbattere edifici semi-distrutti, la
Convenzione di Ginevra proibisce espressamente di usare prigionieri
" in qualsiasi tipo di lavoro rischioso o nel trasporto di materiali
bellici ".
Henry Wales, a Ginevra, il 13.04.46 aggiunse: il baratto dei soldati
nemici catturati dai vincitori, riporta il mondo indietro nei tempi
bui in cui i baroni feudali depredavano i territori dei ducati
vicini e ricostituire le loro mandrie di bestiame umano.
E' un sistema iniquo ed un pessimo precedente perché si apre ad ogni
tipo di abuso con la difficoltà di stabilirne le responsabilità. E'
palesemente ingiusto venderli per ragioni politiche come lo furono i
neri africani un secolo fa.
IL TRATTAMENTO TEDESCO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA FU DI GRAN LUNGA
PIU' UMANO
Al contrario, le forze armate tedesche si comportarono
impeccabilmente verso i loro prigionieri di guerra.
La cosa più sbalorditiva circa le atrocità di questa guerra è che ce
ne sono state molto poche. Mi sono imbattuto in pochissime denunce
secondo le quali i tedeschi non avevano trattato i prigionieri
secondo le regole o rispettato quelle della Croce Rossa.
Ciò fu riportato dal giornale THE PROGRESSIVE il 04.02.45
Allan Wood, corrispondente del London Express concordò:
I tedeschi, anche nei loro peggiori momenti, rispettarono le
convenzioni nei loro molteplici aspetti. Vero è che ci furono
atrocità sulle linee dei fronti, luoghi caldi, dove gli animi si
surriscaldano, ma erano incidenti e non pratiche comuni, così come
la malgestione dei campi di prigionia era cosa inusuale.
Ciò fu confermato anche dal Tenente Newton L. Marguiles.
Il Giudice Assistente americano, Avv.to Jefferson Barracks, il
27.04.45 disse: è vero che il Reich pretese lavori forzati dai
lavoratori stranieri, ma è altrettanto vero che venivano tutti
retribuiti e ben rifocillati.
Penso che alcune persone si siano trovate meglio in questa
situazione di quanto lo fossero state nella loro vita, aggiunse il
Dr. James K. Pollack del Governo Militare Alleato.
Cosa fecero i tedeschi per ottenere una produzione efficiente dal
lavoro forzato che noi non riuscimmo ad ottenere dai tedeschi che
lavoravano giù nelle miniere? Semplice! Li nutrivano, e li nutrivano
bene! Disse Max H. Forester, Capo della Divisione Mineraria e
Carbonifera della AMG nel Luglio 1946
ARRIVERA' LA NEMESI ?
Chiesto quali erano le possibilità di portare davanti alla giustizia
coloro che commisero tali crimini, Michael Walsh disse che la sola
cosa che divideva i responsabili sadici alleati e la corda saponata
era la volontà di processarli. Il precedente sulla giustizia
retroattiva è già un dato di fatto. Il suo fallimento è che la
giustizia sui crimini di guerra è selettiva e quindi applicabile
solo ai vinti, sotto l'egida di discutibili procedure legali
internazionalmente criticate.
Ciò di cui c'è bisogno è di risvegliare la pubblica coscienza, dando
spazio anche a coloro la cui parola tende ad essere censurata.
Michael Walsh ha inoltre aggiunto che gli interessi della giustizia
devono venire prima dell'orgoglio nazionale, prima dell'espediente
politico e prima della colpa militare.
Gian Franco SPOTTI
http://vho.org/aaargh/ital/alleati.html
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |