|
STORIA E
BATTAGLIE
I 18 PUNTI DI VERONA
un'incredibile attualità nel programma della RSI
Il manifesto di Verona, elaborato durante il Congresso del P.F.R.
del 14 Novembre 1943.
Premessa
Il primo rapporto nazionale del partito fascista repubblicano leva
il pensiero ai caduti del fascismo repubblicano, sui fronti di
guerra, nelle piazze delle città e dei borghi, nelle foibe
dell’Istria e della Dalmazia, che si aggiungono alle schiere dei
martiri della rivoluzione, alle falangi di tutti i morti per
l’Italia; addita nella continuazione della guerra a fianco della
Germania e del Giappone fino alla vittoria finale e nella rapida
ricostruzione delle Forze Armate destinate ad operare accanto ai
valorosi soldati del Fürer, le mete che sovrastano qualunque altra
di importanza e di urgenza; prende atto dei decreti istitutivi dei
Tribunali straordinari nei quali gli uomini del partito porteranno
intransigente volontà ed esemplare giustizia, e ispirandosi alle
fonti e alle realizzazioni mussoliniane, enuncia le seguenti
direttive programmatiche per la azione del partito.
Il manifesto di Verona
IN MATERIA COSTITUZIONALE INTERNA
1) Sia convocata la Costituente, potere sovrano di origine popolare,
che dichiari la decadenza della monarchia, condanni solennemente
l’ultimo re traditore e fuggiasco, proclami la repubblica sociale e
ne nomini il Capo.
2) La Costituente sia composta dai rappresentanti di tutte le
associazioni sindacali e di tutte le circoscrizioni amministrative,
comprendendo i rappresentanti delle province invase attraverso le
delegazioni degli sfollati e dei rifugiati sul suolo libero.
Comprenda altresì le rappresentanze dei combattenti. quelle degli
italiani all’estero; quelle della Magistratura, delle Università e
di ogni altro Corpo o istituto la cui partecipazione contribuisca a
fare della Costituente la sintesi di tutti i valori della Nazione.
3) La Costituente Repubblicana dovrà assicurare al cittadino,
soldato, lavoratore e contribuente, il diritto di controllo e di
responsabile critica sugli atti della pubblica amministrazione.
Ogni cinque anni il cittadino sarà chiamato a pronunziarsi sulla
nomina del Capo della Repubblica
Nessun cittadino, arrestato in flagrante o fermato per misure
preventive, potrà essere trattenuto oltre i sette giorni senza un
ordine dell’Autorità giudiziaria. Tranne il caso di flagranza, anche
per le perquisizioni domiciliari occorrerà un ordine dell’autorità
giudiziaria.
Nell’esercizio delle sue funzioni la Magistratura agirà con piena
indipendenza.
4) La negativa esperienza elettorale già fatta dall’Italia e
l’esperienza parzialmente negativa di un metodo di nomina troppo
rigidamente gerarchico contribuiscono entrambe ad una soluzione che
concili le opposte esigenze. Un sistema misto ( ad esempio, elezione
popolare dei rappresentanti alla Camera e nomina dei Ministri per
parte del Capo della repubblica e del Governo, e nel partito,
elezioni di fascio salvo ratifica e nomina del Direttorio nazionale
per parte del Duce ) sembra il più consigliabile.
5) L’organizzazione a cui compete l’educazione del popolo ai
problemi politici è unica.
Nel Partito, ordine di combattenti e di credenti, deve realizzarsi
un organismo di assoluta purezza politica, degno di essere il
custode dell’idea rivoluzionaria.
La sua tessera non richiesta per alcun impegno o incarico.
6) La religione della Repubblica è la cattolica apostolica romana.
Ogni altro culto che non contrasti le leggi è rispettato.
7) Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante
questa guerra appartengono a nazionalità nemica.
IN POLITICA ESTERA
8) Fine essenziale della politica estera della Repubblica dovrà
essere l’unità, l’indipendenza, l’integrità territoriale della
Patria nei termini marittimi ed alpini segnati dalla natura, dal
sacrificio di sangue e dalla storia, termini minacciati dal nemico
con l’invasione e con le promesse ai governi rifugiati a Londra.
Altro fine essenziale consisterà nel far riconoscere la necessità
dello spazio vitale ad un popolo di 45 milioni di abitanti sopra
un’area insufficiente a nutrirlo.
Tale politica si adopererà inoltre per la realizzazione di una
comunità europea con la federazione di tutte le nazioni che
accettino i seguenti principi fondamentali:
a) eliminazione dei secolari intrighi britannici del nostro
continente;
b) abolizione del sistema capitalistico interno e lotta contro le
plutocrazie mondiali;
c) valorizzazione, a beneficio dei popoli europei e di quelli
autoctoni, delle risorse naturali dell’Africa, nel rispetto assoluto
di quei popoli, in specie mussulmani, che, come l’Egitto, sono già
civilmente e nazionalmente organizzati.
IN MATERIA SOCIALE
9) base della repubblica sociale e suo oggetto primario è il lavoro,
manuale, tecnico, intellettuale, in ogni sua manifestazione.
10) La proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio
individuale, integrazione della personalità umana, è garantita dallo
Stato. Essa non deve però diventare disintegratrice della
personalità fisica e morale di altri uomini, attraverso lo
sfruttamento del loro lavoro.
11) Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni
esce dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo,
appartiene alla sfera d’azione che è propria dello Stato.
I pubblici servizi e, di regola, le fabbricazioni belliche debbono
venire gestiti dallo Stato a mezzo di Enti parastatali.
12) In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le
rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente -
attraverso una conoscenza diretta della gestione - all’equa
fissazione dei salari, nonché all’equa ripartizione degli utili tra
il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la
partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori.
In alcune imprese ciò potrà avvenire con una estensione delle
prerogative delle attuali Commissioni di Fabbrica, in altre
sostituendo i Consigli di Amministrazione con consigli di gestione
composti da tecnici e da operai con un rappresentante dello Stato.
In altre ancora, in forma di cooperative parasindacali.
13) Nell’agricoltura, l’iniziativa privata del proprietario trova il
suo limite là dove l’iniziativa stessa viene a mancare. L’esproprio
delle terre incolte e delle aziende mal gestite può portare alla
lottizzazione fra braccianti da trasformare in coltivatori diretti,
o alla costituzione di aziende cooperative, parasindacali o
parastatali, a seconda delle varie esigenze dell’economia agricola.
Ciò è del resto previsto dalle leggi vigenti, alla cui applicazione
il partito e le organizzazioni sindacali stanno imprimendo l’impulso
necessario.
14) E’ pienamente riconosciuto ai coltivatori diretti, agli
artigiani, ai professionisti, agli artisti il diritto di esplicare
le proprie attività produttive individualmente, per famiglie o per
nuclei, salvo gli obblighi di consegnare agli ammassi la quantità di
prodotti stabilita dalla legge o di sottoporre a controllo le
tariffe delle prestazioni.
15) Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un
diritto alla proprietà. Il partito iscrive nel suo programma la
creazione di un ente nazionale per la casa del popolo il quale,
assorbendo l’istituto esistente e ampliandone al massimo l’azione,
provveda a fornire in proprietà la sua casa alle famiglie dei
lavoratori di ogni categoria, mediante diretta costruzione di nuove
abitazioni o graduale riscatto delle esistenti. In proposito è da
affermare il principio generale che l’affitto, una volta rimborsato
il capitale e pagatone il giusto frutto, costituisce titolo di
acquisto.
Come primo compito, l’ente risolverà i problemi derivanti dalle
distruzioni di guerra con requisizione e distribuzione di locali
inutilizzati e con costruzioni provvisorie.
16) Il lavoratore è iscritto d’autorità nel sindacato di categoria
senza che ciò impedisca di trasferirsi in altro sindacato quando ne
abbia i requisiti. I Sindacati convergono in una unica
confederazione che comprende tutti i lavoratori, i tecnici, i
professionisti, con esclusione dei proprietari che non siano
dirigenti o tecnici. Essa si denomina Confederazione Generale del
Lavoro, della Tecnica delle Arti.
I dipendenti delle imprese industriali dello Stato e dei servizi
pubblici formano Sindacati di categoria, come ogni altro lavoratore.
Tutte le imponenti provvidenze sociali realizzate dal regime
fascista in un ventennio restano integre. La carta del lavoro ne
costituisce nella sua lettera la consacrazione, così come
costituisce nel suo spirito il punto di partenza per l’ulteriore
cammino.
17) In linea di attualità il partito stima indilazionabile un
adeguamento salariale per i lavoratori attraverso l’adozione di
minimi nazionali e pronte revisioni locali, e più ancora per i
piccoli e medi impiegati tanto statali che privati. Ma perché il
provvedimento non riesca inefficace e alla fine dannoso per tutti
occorre che con spacci cooperativi, spacci d’azienda, estensione dei
compiti della provvida, requisizione dei negozi colpevoli di
infrazioni e loro gestione parastatale e cooperativa, si ottenga il
risultato di pagare in viveri ai prezzi ufficiali una parte del
salario. Solo così si contribuirà alla stabilità dei prezzi e della
moneta e al risanamento del mercato. Quanto al mercato nero, si
chiede che gli speculatori, al pari dei traditori e dei disfattisti,
rientrino nella competenza dei Tribunali straordinari e siano
passabili di pena di morte.
18) Con questo preambolo alla Costituente il partito dimostra non
soltanto di andare verso il popolo, ma di stare con il popolo. Da
parte sua il popolo italiano deve rendersi conto che vi è per esso
un solo modo di difendere le sue conquiste di ieri, oggi, domani:
ributtare l’invasione schiavista della plutocrazia anglo americana,
la quale, per mille precisi segni, vuole rendere ancora più angusta
e misera la vita degli italiani. V’è un solo modo di raggiungere
tutte le mete sociali: combattere, lavorare, vincere.
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |