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STORIA E
BATTAGLIE
LONDRA, LE SS TORTURATE NELLA
«GABBIA» - Rivelazioni
Un indirizzo esclusivo: Kensington Palace Gardens, Londra. Numero 6,
7 e 8: tre eleganti palazzine della metà dell’Ottocento ospitano
ambasciatori e magnati dell’acciaio e del petrolio. Il numero 7 è la
residenza londinese del sultano del Brunei. Dal luglio 1940 al
settembre 1948 le tre palazzine ospitarono invece uno dei più
segreti centri militari britannici, il Centro di Interrogazioni
speciali, meglio conosciuto come «the London Cage», la «Gabbia di
Londra».

kensington palace...
Alle dipendenze del MI5, il servizio segreto di Sua Maestà, la
«Gabbia» era nota a pochissime persone. A sessant’anni dalla fine
della guerra, gli Archivi di stato inglesi rompono finalmente i
sigilli alle loro casse segrete e ciò che ne esce non è molto
edificante per i sudditi di sua Maestà, almeno a giudicare da quanto
ha scritto ieri il giornale inglese The Guardian. Oltre tremila
prigionieri di guerra tedeschi, in gran parte SS, transitarono per
il centro segreto dove, allo scopo di ottenere informazioni,
venivano sistematicamente picchiati, privati del sonno e del cibo,
minacciati di operazioni chirurgiche, di elettroshock e di morte se
non avessero parlato.

torture americane
La «Gabbia», che poteva contenere fino a 60 prigionieri per volta,
era gestita dal tenente colonnello Alexander Scotland, che aveva
militato brevemente nell’esercito tedesco in Namibia agli inizi del
secolo. Nel 1939, all’età di 57 anni, era stato richiamato in
servizio. Aveva alle sue dipendenze una dozzina di ufficiali e dieci
soldati come interpreti. La brutalità del trattamento riservato ai
prigionieri fu a lungo tenuta nascosta alla Croce Rossa
Internazionale, tanto che il centro continuò a funzionare fino al
1948, tre anni dopo la conclusione del conflitto, «interrogando» e
torturando anche molti civili catturati durante l’invasione della
Germania sconfitta.
Solo allora il MI5 si rese conto che i responsabili della «Gabbia»
avevano ampiamente violato la Convenzione di Ginevra e la fece
chiudere. Tra i documenti dell’Archivio di Stato a Kewè contenuto
anche il memoriale di Alexander Scotland il quale, perfettamente
convinto di avere compiuto solo il proprio dovere, nel 1950 lo
sottopose al ministero della Difesa per pubblicarlo. Il contenuto di
quelle pagine suscitò naturalmente un grande imbarazzo: «alti
esponenti» dell’esercito e del governo «consigliarono» a Scotland di
rimettere il manoscritto nel cassetto. Siccome lui insisteva, fu
minacciato di finire sotto processo, la sua casa di Bourne Endnel
Buckinghamshire fu tenuta per anni sotto controllo dai servizi
segreti, mentre il Foreign Office insisteva per la soppressione del
documento. Naturalmente il memoriale non vide mai la luce ma nel
frattempo affioravano le testimonianze di alcuni sopravvissuti che
in atti ufficiali di protesta inviati alle organizzazioni
internazionali descrivevano minuziosamente le torture.
Particolarmente dettagliata la relazione del capitano delle SS Fritz
Knoechlein che raccontò di essere stato torturato fino al collasso,
costretto a girare in tondo in un piccolo spazio per ore, sottoposto
a docce gelate e ripetutamente picchiato. Alle proteste, i suoi
aguzzini rispondevano che «la Gestapo ad Alexanderplatz fa di
peggio». I vertici militari inglesi erano a conoscenza di quanto
avveniva nella «Gabbia» - scrive il Guardian - ma preferirono tacere
anche quando fu impiccato come criminale di guerra un prigioniero
che aveva confessato soltanto per far cessare la tortura.

SS Fritz
Knoechlein
Molti torturati, infatti, imploravano la morte per porre fine alle
sofferenze. Ora tutti i macabri misteri della «Gabbia di Londra»
sono svelati. Tutti? The Guardian sostiene che il ministero della
Difesa continua a mantenere segreti molti altri documenti scottanti.
Domizia Carafoli - da Il Giornale di domenica 13/11/05
Nota:
La pratica della tortura fisica e psichica è una caratteristica
degli eserciti inglesi e americani,da lunga e provata
data. Particolarmente applicata nel 1944-45 nei confronti dei Soldati
Tedeschi prigionieri ed anche verso civili Tedeschi.
Lo scopo principale era quello di ottenere "confessioni"sulle
"verità"dei campi di "sterminio" e sulla veridicità dell'
olocausto degli ebrei.
Vale per tutti la "confessione" del comandante di Auschwitz
( clicca
qui).
Su queste "spontanee confessioni liberatorie" è costruita la
gigantesca macchina fabbrica SOLDI dell'olocausto(clicca) e si
sono ricattate intere generazioni di giovani Europei con
l'instillato senso di colpa,per cose che NESSUNO ha nai provato
e che MAI potrà DIMOSTRARE, verso i martiri giudei.
A tutt'oggi se chiedi ad un "valente" giornalista di regime di
provarti la attendibilità ,o le prove,dell'olocausto, ti
sentirai rispondere che è accertato il numero di 6,5 milioni di
morti, di cui 3,5 documentati!
Il tutto condito con la "certificazione" del museo dell'olocausto di
gerusalemme!
"L'IPOTESI ELEVATA A DOGMA"... appunto!
Solo che NOI... non siamo CREDENTI.
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |