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STORIA E
BATTAGLIE
POW -PRIGIONIERI TEDESCHI
LASCIATI MORIRE DI FAME E FREDDO
Analisi critica di Stefen E. Ambrose
Rivista letteraria del New York Times, 24 febbraio1991
Documento sulla base del forum di
cui all’indirizzo:
http://www.nytimes.com/books/98/11/22/specials/ambrose-atrocities.html
Raramente la pubblicazione di una monografia storica relativa ad un
tema che, di norma, interessa soltanto alcuni specialisti – il
trattamento dei prigionieri di guerra – ha suscitato così tanta
attenzione, o irritato così tanta gente, quanto"Morti per motivi
diversi"(Morts pour Raisons diverses) di James Bacque, pubblicato
nel 1989 in Canada. È stato oggetto di un articolo di prima pagina
su una rivista canadese molto popolare, il Saturday Night, di un
documentario della BBC, di due documentari della TV tedesca e sarà
al centro di un prossimo documentario trasmesso da una rete
radiofonica canadese (devo anche premettere che il libro canadese
contiene una presentazione redatta da me ma che è stata estrapolata
dal suo contesto e utilizzata senza il mio consenso). Si è discusso
di questo libro alla televisione americana, nella rivista Time e in
molti altri organi di informazione. Nella sua edizione tedesca, il
libro ha avuto un enorme successo. L’edizione britannica ha
suscitato delle critiche rilevanti nel supplemento letterario del
Times e altrove.
Le edizioni Prima della California sono intenzionate a pubblicare
questo libro nel prossimo maggio e questo potrebbe accendere gli
animi anche negli Stati Uniti.
All’origine di questa notorietà sta la conclusione dell’autore: il
generale Dwight D. Eisenhower, in quanto capo dell’occupazione
americana in Germania nel 1945 ha deliberatamente fatto morire di
fame un numero enorme di prigionieri di guerra tedeschi. Jacques
Bacque gli imputa "un numero di vittime che supera senza dubbio le
800.000 unità; quasi certamente 800.000 e molto probabilmente più di
un milione. La loro morte è stata provocata ad arte da
ufficiali dell’esercito che disponevano di provviste alimentari
sufficienti per mantenerli in vita."
Secondo il Bacque il metodo di Eisenhower era semplice: aveva
cambiato la denominazione dei prigionieri da "Prisoners of War (POW)"
(prigionieri di guerra), che in base alla Convenzione di Ginevra
dovevano essere alimentati con le stesse razioni dei G.I. americani,
in "Disarmed Enemy Forces (DEF) " (Forze nemiche disarmate) ciò che
gli aveva permesso di diminuire le loro razioni a un livello
pericoloso di sottoalimentazione. J. Bacque afferma inoltre
che ai DEF venivano rifiutate le medicine e luoghi di riparo così
che questi morirono a centinaia di migliaia. Le cause di morte di
costoro venivano nascoste nelle registrazioni ufficiali
dell’esercito apparendo come: "morti per cause diverse" all’interno
delle tabelle che mostravano i totali settimanali dei prigionieri
presenti, il numero dei prigionieri liberati e così via.
Il Bacque è così scandalizzato dalla sua scoperta di questo crimine
abominevole da far riportare da un agenzia di stampa la sua
affermazione tratta da un intervista in base alla quale gli
Americani: "dovrebbero distruggere tutte le statue di Eisenhower,
tutte le sue fotografie e cancellare, il più possibile, il suo
ricordo dalla storia dell’America, dovrebbero inoltre affermare:
‘Ecco un uomo che ha fatto delle cose mostruose di cui noi ci
vergogniamo’" Delle domande si impongono immediatamente:
Se c’è stato un milione di morti, dove sono i corpi?
Eisenhower aveva un potere così esteso da poter ordinare un
affamamento collettivo senza che di questo non si possa sapere
nulla?
Le sofferenze indubitabili nei campi, soprattutto nei campi di
transito lungo il Reno erano il risultato della politica di
Eisenhower o, piuttosto, il risultato delle condizioni caotiche che
regnarono in Europa durante la primavera e l’estate del 1945?
Il Bacque, romanziere canadese che non ha mai svolto in precedenza
alcun lavoro di ricerca o di studio storico dice nella sua
introduzione: "Senza alcun dubbio, molti eruditi troveranno degli
errori in questo libro. Me ne assumo la responsabilità. Accetto
volentieri la loro critica e le loro più ampie ricerche che potranno
aiutare a ristabilire per noi la verità dopo una lunga notte di
menzogne." Nel dicembre scorso, il Centro Eisenhower dell’Università
di New Orleans ha invitato alcuni esperti di primo piano
relativamente a questo periodo, per esaminare le accuse mosse. I
partecipanti alla conferenza, me compreso, stanno progettando di
pubblicare i documenti sotto forma di libro.
La nostra prima conclusione è stata che il Bacque ha fatto una
scoperta storica importante. Dei prigionieri tedeschi sono stati
picchiati, privati dell’acqua, obbligati a vivere in campi a cielo
aperto, senza riparo, a ricevere razioni alimentari e cure sanitarie
insufficienti. La loro corrispondenza veniva trattenuta. In certi
casi i prigionieri confezionavano una minestra con dell’acqua e
dell’erba al fine di attenuare la loro fame. Degli uomini
effettivamente sono morti, inutilmente e senza motivo. Questo deve
essere verificato e ciò va a onore del Bacque che ci costringe a
fare tale verifica.
La nostra seconda conclusione è stata che allorquando gli eruditi
faranno la ricerca necessaria troveranno che il lavoro del Bacque
non ha alcun valore. È gravemente, perfino prodigiosamente, erroneo
nei suoi aspetti più fondamentali. Il Bacque fa un cattivo uso dei
documenti, li legge male, ignora le prove che attestano il
contrario, la sua metodologia statistica è profondamente viziata,
non tenta nemmeno di considerare i contesti comparativi, fa parlare
la sua fonte principale, ignora una fonte facilmente disponibile e
completamente critica che confuta in maniera categorica la sua
accusa principale e in conseguenza di questo e di altri difetti
giunge a delle conclusioni ed esprime delle accuse che sono, in
maniera evidente, del tutto assurde.
Tuttavia, indipendentemente dalla sua valutazione delle conclusioni
del Bacque, la conferenza – con il libro stesso – solleva un
problema più importante: in che modo i lettori che non sono degli
esperti giudicheranno un lavoro che giustifica nuove rivendicazioni,
sorprendenti e veramente scandalose? Non avendo né le conoscenze, né
il tempo per dedicarsi a delle indagini come sapranno se un autore
ha finalmente rivelato la verità dopo una lunga notte di menzogne,
oppure se costui sta semplicemente inducendo in errore un pubblico
che si trova senza difese.
Quanto alle rivendicazioni del Bacque, la domanda che si pone di
primo acchito è quella che si riferisce al movente di Eisenhower:
perché Ike avrebbe fatto una cosa simile? Il Bacque risponde che
Eisenhower detestava i tedeschi. Ora, è assolutamente vero che,
nella primavera del !945, la collera di Eisenhower nei confronti dei
tedeschi era enorme. Non ha mai tentato di nascondere questo
sentimento. In "Crociata in Europa", pubblicato nel 1948, scriveva:
"Nelle mie reazioni personali, man mano che passavano i mesi di
guerra, la mia amarezza nei confronti dei tedeschi andava
aumentando". Riferisce di aver firmato migliaia di lettere di
condoglianze indirizzate alle mogli e alle madri dei suoi uomini
caduti nei combattimenti e scrive: "Non conosco alcun altro mezzo
più efficace per sviluppare un odio perpetuo nei confronti dei
responsabili di questa guerra d’aggressione che quello di dover
assumere l’obbligo di tentare di esprimere la mia simpatia nei
confronti delle famiglie che tale guerra ha posto nel lutto." La
scoperta dei campi di concentramento ha ulteriormente accresciuto
tale sentimento.
Eisenhower era un sostenitore entusiasta della denazificazione ma
non perché odiasse i tedeschi o perché credesse nella loro colpa
collettiva. Al contrario, egli credeva che ci fossero dei tedeschi
sostenitori della democrazia e che fosse dovere delle forze di
occupazione trovarli e metterli in evidenza. In un discorso tenuto a
Francoforte nel 1945 dichiarò: "Il successo o la sconfitta di questa
occupazione sarà giudicato dal carattere dei tedeschi fra 50 anni.
La prova sarà manifesta quando cominceranno a far funzionare la loro
propria democrazia e, con il tempo, noi daremo ai tedeschi la
possibilità di farlo". Queste parole non sembrano affatto quelle di
un uomo che nello stesso tempo avrebbe ordinata la condanna a morte,
per fame, di un milione di giovani tedeschi.
Il Bacque non comprende per nulla la posizione di Eisenhower e la
sua attività durante l’occupazione. Lo rende responsabile di tutte
le decisioni politiche, non considerando mai che egli avesse dei
superiori che gli davano delle direttive politiche e degli ordini –
in particolare il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, La
Commissione Consultiva Europea, che agiva i nome e sotto l’autorità
dei Governi inglese. Sovietico e Americano. I Capi di Stato
Maggiore Aggiunti, i Capi di Stato Maggiore Alleati, vale a dire, i
Capi Aggiunti Americani e i Capi di Stato Maggiore Britannici, ei
Capi dei Governi Britannico e Americano. Il rendiconto a livello
diplomatico della conferenza di New Orleans, fatto da Brian Villa
dell’Università di Ottawa ha evidenziato che la politica dei
superiori di Eisenhower era quella di far comprendere ai tedeschi la
loro sconfitta e il fatto che egli ne fossero responsabili, in altri
termini di trattarli "severamente". La denazificazione è stata un
aspetto di questa politica. Un altro aspetto ha riguardato il fatto
che i prigionieri tedeschi non fossero alimentati meglio dei civili
tedeschi, o dei civili delle nazioni liberate o dei rifugiati. (D.P.
Personnes Déplacées).
Nell’affermazione principale della sua accusa, J. Bacque sostiene
che nell’Europa del 1945 non c’era penuria alimentare. Segnala dei
depositi pieni di alimenti in Germania. Dice che la Croce Rossa
aveva disponibilità di alimenti. Uno dei suoi capi d’accusa più
penosi riguarderebbe un treno proveniente da Ginevra, carico di
pacchi di alimenti inviati dalla Croce Rossa per nutrire i
prigionieri tedeschi e obbligato a tornare indietro.
Tutto ciò è scioccante – c’erano degli alimenti disponibili, gli
uomini avevano fame e gli ufficiali americani hanno ordinato al
treno di ritornare a Ginevra. Ma vi era un motivo: I Governi Alleati
avevano deciso che i pacchi alimentari della Croce Rossa sarebbero
stati utilizzati per nutrire i Rifugiati, dei quali più di due
milioni erano in Germania, e gli ordini di Eisenhower relativi a
questa politica erano espliciti. Così erano i rifugiati che
ricevevano questi pacchi di alimenti. Non si saprebbe descrivere
quanto sia penoso dover stabilire delle priorità alimentari in un
mondo di affamati, ma bisognava farlo e come si potrebbe obiettare a
questa decisione?
Nella sua relazione alla conferenza sulla situazione alimentare in
Germania. James Tent dell’Università di Birmingham (Alabama) afferma
che senza dubbio vi sono state delle gravi ristrettezze. Ciò
nonostante, come fa osservare il Tent, vi erano degli alimenti
stoccati nei depositi e che non sono stati distribuiti ai
prigionieri che stavano morendo di fame. Ancora una volta, questo è
sconvolgente, fino quando non se ne sappia il motivo. I Governi
Alleati temevano una carestia durante l’inverno 1945-46 e
accumularono delle riserve di cibo. Anche con queste riserve si
arrivò a malapena a passare l’ inverno ed occorsero altri tre anni
prima che la penuria alimentare fosse superata.
Il mito di J. Bacque è stato l’incubo di Eisenhower. Nessuna
scarsità di cibo? Nel febbraio 1945 Eisenhower ha scritto al capo di
stato maggiore, il generale Georg C. Marshall: "Sono molto
preoccupato per la situazione alimentare…Al momento non abbiamo più
riserve alimentari sul Continente per la popolazione civile".
Ed ecco ciò che ha scritto Eisenhower ai Capi di Stato Maggiore
Alleati il 25 aprile 1945: "A meno che non si prendano delle misure
immediate per sviluppare al massimo le risorse alimentari al fine di
sovvenire al minimo dei bisogni della popolazione tedesca, un caos
generalizzato, la carestia e le malattie saranno inevitabili nel
corso del prossimo inverno".
Questi messaggi e molti altri simili sono stati emessi prima della
capitolazione. Dopo la prima settimana di maggio, tutti i calcoli di
Eisenhower per conoscere di quante persone avrebbe dovuto occuparsi
di alimentare nella Germania occupata, sono divenuti crudelmente
inadeguati. Aveva fatto una stima errata, per due motivi. In primo
luogo il numero di soldati tedeschi che si arrendevano alle Forze
Alleate superava di gran lunga le previsioni del generale (più di
cinque milioni, invece dei tre milioni previsti), a causa della
corsa dei soldati tedeschi che traversavano l’Elba per sfuggire ai
Russi. Stessa cosa anche con i civili tedeschi, erano milioni quelli
che fuggivano dall’Est verso l’Ovest, circa 13 milioni in totale dei
quali Eisenhower diveniva responsabile. Eisenhower ha dovuto far
fronte alla carenza di alimentazione ben prima di sapere che c’erano
17 milioni di persone in più di quelle previste, da nutrire, in
Germania.
Non c’era penuria alimentare? Ecco il rapporto del Governatore
Militare della Germania nel luglio 1945: "La situazione relativa
all’alimentazione di tutta la Germania dell’Ovest è, forse, il
problema più grave dell’occupazione. Il consumo alimentare medio
nelle Zone Ovest è attualmente di un terzo al di sotto del livello
di sussistenza generalmente ammesso". Il rapporto di settembre
afferma: "Gli alimenti provenienti da fonti autoctone non è
sufficiente per raggiungere il livello della razione autorizzata per
un consumatore normale, che è di 1.550 calorie al giorno.
J. Bacque dice che i prigionieri ricevevano 1550 calorie al giorno e
pretende che una simile razione significhi una costante
sottoalimentazione. Apparentemente non ha mai considerato quello che
ottenevano i civili in Germania e nei paesi liberati. A Parigi nel
1945, il livello calorico era di 1550 per i civili. Era soltanto un
po’ più elevato in Gran Bretagna dove il razionamento continuava.
Era molto più basso in Russia dove pure continuava il razionamento.
Come abbiamo costatato la razione ufficiale dei civili tedeschi era
di 1550 calorie, ma spesso non le raggiungeva. A Vienna durante
l’estate del 1945 la razione ufficiale, qualche volta, è caduta fino
a 500.
Il buon senso esiste. Chiunque si trovasse in Europa durante
l’estate del 1945 si sarebbe stupito nell’udire che non c’era
carenza di risorse alimentari.
Secondo il Bacque, Eisenhower personalmente e segretamente e con
un’intenzione criminale ha cambiato lo status dei soldati tedeschi
che si erano arresi da "prigionieri di guerra" a quello di "forze
nemiche disarmate". In effetti questo cambiamento di denominazione
era una questione politica. La decisione è stata presa non da
Eisenhower ma dai suoi superiori, in modo particolare dalla
Commissione Consultiva Europea. E non la si è nemmeno tenuta
segreta. Tutti
coloro che erano implicati in essa hanno agito sotto l’autorità dei
governi britannico, russo e americano ed erano perfettamente
espliciti sui motivi che avevano portato a questo cambiamento di
status.
Ciò che si è prodotto è abbastanza semplice: Gli Alleati non avevano
i mezzi per nutrire i milioni di prigionieri tedeschi sullo stesso
piano in cui potevano nutrire i civili tedeschi, senza parlare dei
civili dei paesi liberati dell’Europa dell’Ovest, e senza parlare
anche dei rifugiati. Ma gli Stati Uniti e le nazioni alleate avevano
sottoscritto la Convenzione di Ginevra, che aveva forza di trattato.
Non volevano violarla e così hanno utilizzato la nuova denominazione
di "forze nemiche disarmate (D.E.F)". Gli ordini dati agli ufficiali
erano letterali: non alimentate i D.E.F più dei civili tedeschi.
Per quanto riguarda un’altra delle conclusioni di J. Bacque, egli
giunge alla cifra sensazionale di un milione di morti attraverso un
sistema di analisi che ha complicato la vita di tutti coloro che
hanno cercato di verificare le sue statistiche e le sue metodologie.
Effettivamente egli ha commesso un errore a causa di un errore di
battuta di un impiegato. Ha visto la cifra di 70.000 prigionieri in
un rapporto sanitario dell’esercito e sulla base di questo dato ha
calcolato il tasso totale di mortalità per tutti i prigionieri nelle
mani degli Americani nonché dei 21.000 morti menzionati nello stesso
rapporto. In questo modo è arrivato alla sua conclusione principale,
vale a dire un tasso di mortalità del 30% in tutti i campi,
dividendo 21.000 morti per 70.000 prigionieri. Tuttavia la cifra di
70.000 avrebbe dovuto essere moltiplicata per dieci. Tutte le altre
cifre del documento fanno chiaramente apparire che il numero esatto
dei prigionieri era di 700.000. Ciò che darebbe un tasso di
mortalità non più del 30% bensì del 3%.
In effetti come Albert Cowdrey del Servizio del Centro Storico
Militare dell’Esercito ha relazionato alla conferenza, il tasso
globale di mortalità dei prigionieri è stato dell’1 per cento.
La conclusione di A. Cowdrey, confermata in pieno da un altro
partecipante alla conferenza, il comandante Ruedinger Overmans
dell’Ufficio Storico Militare tedesco di Friburgo (che sta scrivendo
l’ultimo volume della storia ufficiale della Germania durante la
guerra), è che il numero totale dei morti fra i prigionieri tedeschi
nelle mani degli Americani, qualunque sia la causa della loro morte,
non ha potuto superare le 56.000 unità.
Infine vi è la questione della colonna di cifre dei rapporti
settimanali dell’ufficiale responsabile del Teatro dell’Esercito
degli Stati Uniti, colonna intitolata: "Morti per motivi diversi". È
qui che il Bacque trova il "milione mancante"
Chi erano questi "morti per motivi diversi"? J. Bacque ha
intervistato Philip S. Lauben, un colonnello dell’esercito a riposo
che era membro della Sezione per gli Affari Tedeschi del quartiere
generale di Eisenhower nel 1945. Questo colonnello Lauben gli
avrebbe riferito che "morti per motivi diversi" significava: "morti
ed evasioni".
"Quante evasioni?" ha chiesto J, Bacque.
" Molto, molto poche " ha risposto il colonnello Lauben. Il Bacque
dice che ve n’erano meno di un decimo dell’1 per cento, senza
spiegare come è giunto a questa cifra.
Neil Cameron, il regista del documentario della BBC relativo ai
"morti per motivi diversi", ha riferito ai partecipanti alla
conferenza di essersi fatto dare da J Bacque la registrazione
dell’intervista. È sembrato evidente a N: Cameron che J. Bacque ha
ottenuto dall’anziano ufficiale di mettersi d’ accordo sulle parole
che il Bacque stesso utilizzava e che, in seguito, le ha messe sulla
sua bocca. N. Cameron ha realizzato la propria intervista filmata
con il colonnello Lauben; in questa intervista il Colonnello Lauben
ha affermato di essere stato indotto in errore da J. Bacque e che si
era sbagliato sul significato dell’espressione: "morti per motivi
diversi".
David Hawkins della CNN ha voluto realizzare un intervista con il
Colonnello Lauben. Il Colonnello Lauben si è rifiutato, affermando
nella sua lettera: "Non ho un carattere difficile. Ho 91 anni, sono
quasi cieco e la mia memoria è così debole da non essere più
affidabile. Inoltre sono costantemente sotto controllo medico.
Spesso nel corso del colloquio con il Sig. Bacque gli ho ricordato
che la mia memoria si era gravemente deteriorata nel corso dei
quaranta e più anni che distano dal 1945. Il Sig. Bacque mi ha letto
delle cifre.-.. Mi è sembrato che, detratti i trasferimenti e le
liberazioni, non restasse altro per raggiungere il totale
complessivo tranne i morti e gli evasi, vale a dire l’espressione:
"morti per ragioni diversi". Mi sono sbagliato".
Così l’unico testimone del Bacque affermante che l’espressione
"morti per motivi diversi" celavano l’espressione "morti" ha
smentito due volte ciò che il Bacque sostiene che egli avrebbe
detto.
Chi erano dunque questi "morti per motivi diversi?" In molti casi si
trattava di persone trasferite da una zona all’altra, cosa che
avveniva regolarmente per molte ragioni, nessuna delle quali di
ordine criminale, e tutte registrate con precisione nelle note in
calce ai rapporti settimanali.
Ma il maggior numero di "morti per motivi diversi" è rivelato nel
rapporto dell’agosto 1945, del Governatore Militare (questi rapporti
mensili si trovano alla Biblioteca di Eisenhower ad Abilene nel
Kentucky, nell’Archivio Nazionale di Washington e altrove, e
costituiscono una fonte basilare per tutti gli aspetti
dell’occupazione, ivi compresi le penurie alimentari e i
prigionieri. J. Bacque non li cita e non c’è alcuna prova che li
abbia esaminati). Il rapporto di agosto espone la lista del numero
delle forze nemiche disarmate liberate dalle forze americane e
quelle trasferite agli Inglesi
o ai francesi per il lavoro coatto.
Il rapporto prosegue: " Un gruppo ulteriore di 663.576, iscritti
sotto la rubrica: ‘Morti per motivi diversi’ si compone soprattutto
dei membri della Volkstürm (Milizia Popolare), liberati senza un
atto formale di congedo.
Non occorre molta immaginazione per comprendere ciò che è avvenuto.
La Milizia Popolare si componeva degli uomini più anziani (fino ad
80 anni, principalmente ex combattenti della prima Guerra Mondiale)
e dei ragazzi di 16 anni e, qualche volta, anche meno. Le guardie
americane e le autorità dei campi hanno detto agli uomini anziani di
ritornare a casa loro e di occuparsi dei loro nipoti, ai ragazzi di
ritornare a casa loro e di riprendere le scuole. Con i trasferimenti
verso altre zone, che il Bacque ignora, queste persone spiegano
tutto il milione che manca.
In breve, J, Bacque si sbaglia e per quanto riguarda le accuse più
gravi e per la maggior parte di quelle di minore importanza.
Eisenhower non era un Hitler, non organizzava campi di sterminio, i
prigionieri tedeschi non morivano a centinaia di migliaia, vi è
stata una grave mancanza di cibo nel 1945, non vi era nulla di
criminale o di segreto relativamente alla denominazione "forze
nemiche disarmate" o relativamente alla colonna "morti per motivi
diversi". "Il milione che manca" era quello di vecchi e di ragazzi
che formavano la Milizia.
Nondimeno il Bacque propone un’osservazione indiscutibile: alcuni
G.I. americani e i loro ufficiali erano capaci di agire in un
maniera quasi altrettanto brutale di quella dei nazisti. Non avevamo
il monopolio della virtù. Ci ha invitato a riaprire la questione, a
compiere le ricerche necessarie, a scoprire l’intera verità.per
questo contributo, merita la nostra riconoscenza. Ma per quanto
riguarda il modo in cui ha presentato la sua scoperta, utilizzo
ancora le parole di Albert Cowdrey: "L’autorte ha sicuramente
ragione di essere soddisfatto del suoi lavoro. Non ha una
reputazione di storico da salvaguardare, e ‘Morti per motivi
diversi’ non può che far aumentare la sua fama di romanziere."
Infine, un problema più importante rimane inevaso. È stata
necessaria una conferenza di esperti per contestare le accuse di J.
Bacque. Individualmente degli studiosi hanno esitato a farsene
carico perché ciò significava dover controllare le sue ricerche, in
una parola, riscrivere il suo libro. Al posto di ciò molti di loro
hanno affermato nelle loro rimostranze
di non poter credere ciò che IL Bacque dice di Eisenhower ma di non
poter confutarlo. J. Bacque ha tutta la bardatura dell’erudizione,
questa sembra sufficientemente impressionante per imbrogliare anche
degli eruditi. In queste circostanze cosa deve fare un lettore
profano? Suggerisco che lui o lei facciano affidamento al buon
senso. Quanto a confrontarsi alla scuola: "L’olocausto non è mai
esistito" poniamo le domande più evidenti. Se le risposte non
sono chiare significa che le accuse non sono provate. Nel caso di J.
Bacque, due domande di questo tipo sono: "Dove sono i corpi?" e
"Questo libro è compatibile con la nostra immagine del carattere di
Eisenhower così come lo conosciamo sulla base di innumerevoli altre
fonti?" In definitiva in casi come questo sono spesso le domande più
evidenti che ci avvicinano maggiormente alla verità.
http://perso.orange.fr/bastas/pga/eisenhower-it.htm
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |