|
STORIA E
BATTAGLIE
I pellerossa si batterono con Himmler al
seguito del nipote di Toro Seduto
Secondo documenti top secret, declassificati agli inizi del XXI
secolo, sembrerebbe che nativi indiani d’America, chiamati
comunemente pellerossa, avrebbero fatto parte di un costituendo
reparto delle Waffen SS o SS combattenti. Da documenti finalmente
resi pubblici, sembra che le SS avrebbero costituito sul finire
della seconda guerra mondiale un reparto da esplorazione, denominato
ufficialmente come “Aufklarung Reiter Kompanie “Chief Sitting Bull”.
Ma come si era giunti a tanto?
Ebbene, nativi indiani d’America che erano stati forzatamente
arruolati come coscritti nell’Esercito americano dell’ US Army,
furono catturati dalla Wehrmacht durante le battaglie di Kasserine
in Africa settentrionale, a Monte Cassino in Italia e in Normandia.
Questi pellerossa gradirono molto entrare a far parte delle Waffen
SS con la speranza che il Terzo Reich uscisse vincitore prima in
Europa e poi andasse alla conquista dell’America per distruggere il
governo della banda di Roosevelt che consideravano plutocratico, con
il fine ultimo di poter edificare una nuova nazione autonoma di
indiani d’America.
Il loro leader era il capo Cherokee Standing Bull, il cui avo era
Toro Seduto. Standig Bull cercò di avere un incontro con il Fuhrer
per essere nominato il gauleiter o governatore di un indipendente
Cherokee-land ma invano, perché il Fuhrer si trovava all’epoca in
Prussia. Chief Standing Bull ebbe però il gradito onore di avere un
incontro con il Reichsfuhrer delle SS Himmler. Dopo tale colloquio,
venne costituito un reparto di cavalleria da esplorazione di
“braves” o “guerrieri pellerossa” e Chief Standing Bull fu nominato
Braves-Sturmbannfuhrer o “maggiore dei pellerossa” da Himmler in
persona.
Viene riferito che tale unità di guerrieri pellerossa incorporati
nelle SS furono impiegati durante l’offensiva delle Ardenne ed essi
andavano alla ricerca soprattutto di scalpi degli americani fatti
prigionieri. Sembra che alcuni prigionieri statunitensi furono
salvati addirittura da uomini della Gestapo.
Poi furono impiegati nella battaglia di Berlino contro i sovietici.
Solo 30 pellerossa sopravvivranno a tale battaglia, incluso Chief
Standing Bull che fu anche invitato alle nozze tra Eva Braun e
Hitler in quegli ultimi caotici giorni del Terzo Reich.
Sapendo che i sovietici avevano catturato i pellerossa, il
presidente USA Truman li richiese a Stalin che fu ben contento di
sbarazzarsene.
Così i 30 pellerossa rimpatriarono negli USA e nel 1947 furono
giudicati da una corte marziale militare per tradimento.
Che strano, com'è diversa la storia da come la raccontano, avessero
mai ragione i situazionisti (“Nella società dello spettacolo la
verità è all'opposto di come appare”)? Fatto sta che i pellerossa
nella Guerra di Secessione si schierarono con i sudisti (razzisti,
no?) e poi furono streminati quando i nordisti ebbero conquistato il
sud. Nella Seconda Guerra Mondiale i pochi superstiti del genocidio
li troviamo con i “razzisti cattivi” a battersi contro quelli che
lottavano per “un mondo giusto”. Che in quello che ci raccontano
comunemente ci sia qualcosa che non va?
Erwin
Erwin@thule-toscana.com |